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	<title>IM Evolution Blog &#187; Google</title>
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	<description>Search Marketing, Web Marketing e dintorni</description>
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		<title>Sei obiettivi per un SEO: come scegliere la strategia ideale per ogni business.</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jan 2009 08:46:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Serena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
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		<category><![CDATA[posizionamento]]></category>
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		<description><![CDATA[Chiunque sia seriamente impegnato nell&#8217;ottimizzazione dei motori di ricerca ha potuto notare come possano essere versatili i risultati che se ne possono trarre. Molti possessori di siti web cominciano tale attività con lo scopo di indicizzare una determinata key che si dimostri rilevante per ottenere visite interessate, scoprendo poi che importanti benefici nel risultato del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chiunque sia seriamente impegnato nell&#8217;ottimizzazione dei motori di ricerca ha potuto notare come possano essere versatili i risultati che se ne possono trarre. Molti possessori di siti web cominciano tale attività con lo scopo di indicizzare una determinata key che si dimostri rilevante per ottenere visite interessate, scoprendo poi che importanti benefici nel risultato del posizionamento derivano anche da altri risultati ottenuti con questa attività: la credibilità del marchio, ad esempio, e l&#8217;afflusso di traffico verso un dato sito. Passiamo rapidamente in rassegna tutte le varie applicazioni del lavoro di un SEO scoprendo come scegliere gli obiettivi più giusti per ogni dato business.</p>
<p><span id="more-140"></span></p>
<p><strong>SEO per aumentare il traffico in entrata con scopi promozionali. </strong></p>
<p><a href="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2009/01/1254784228_d31a7a7bf3_m1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-142" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2009/01/1254784228_d31a7a7bf3_m1.jpg" alt="" width="203" height="240" /></a>Dai banner pubblicitari passando per i servizi contestuali come Google&#8217;s AdWords e finendo ai programmi d&#8217;affiliazione, è palese come la web advertising sia divenuta ormai un massivo business che permette di monetizzare il traffico in arrivo verso un dato sito senza ricorrere a transazioni economiche. L&#8217;obiettivo qui non è concentrasi sull&#8217;ottimizazzione di specifiche key, ma potenziare l&#8217;accessibilità del sito, in modo che esso guadagni grandi volumi di traffico e sia rintracciabile con ricerche caratterizzate da una ricca long tail. Tali obiettivi si raggiungono impiantando un buona architettura dell&#8217;informazione utilizzando un&#8217;intelligente e dettagliata struttura di categorie e sottocategorie per ottenere dal proprio lavoro i massimi benefici. È anche necessario attuare una buona ottimizzazione delle pagine (titoli, headlines, link interni, ecc) e rendere i propri articoli facilmente condivisibili ed ottimizzati per una diffusione virale.</p>
<p><strong>Seo per un&#8217;attività di vendita E-commerce</strong></p>
<p>La fruttuosità di queste pratiche si deve al fatto che quando la specifica ricerca attuata da un utente viene soddisfatta da un articolo presente in un negozio online, i tassi di conversione sono solitamente altissimi. La ricerca attuata da Forrester ha stimato che il mercato dell&#8217;e-commerce arriverà ad un fatturato di 235 miliardi di dollari. Perfetta per la vendita diretta di prodotti immediatamente disponibili, quest&#8217;attività di SEO può sfruttare il PPC per testare l&#8217;efficacia ed il ROI potenziale delle keyword targettizzate. Scoprirete presto che più la query è specifica &#8211; provvista di marca, prodotto, ecc &#8211; più e probabile che i visitatori portino a buon fine l&#8217;acquisto. In questo caso si ha bisogno di costruire una seria attività di link building che accompagni l&#8217;ottimizzazione interna in modo da raggiungere un posizionamento elevato per key competitive e apportatrici di grande traffico.</p>
<p><strong>SEO per fini di Branding</strong></p>
<p>Un&#8217;applicazione SEO meno popolare ma ugualmente potente è attuata per scopi di branding. I Bloggers e i vari siti web di social media hanno tratto molti benefici nell&#8217;apparire costantemente ai primi posti dei risultati di ricerca utilizzando quest&#8217;esposizione privilegiata per aumentare la percezione del proprio brand e della loro autorità nella considerazione degli utenti. Ideale per acquisire nuovi membri nella propria comunità, questa tecnica si basa sulla realizzare un sito accessibile e sull&#8217;utilizzazione di una buona struttura di link che mirino soprattutto ad incrementare la propria autorità.</p>
<p><strong>SEO per Lead Acquisition &amp; Direct Marketing</strong></p>
<p><a href="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2009/01/1030006817_694d01e256_m.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-143" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2009/01/1030006817_694d01e256_m.jpg" alt="" width="240" height="171" /></a>Benchè sia meno diretta di una vendita e-commerce, la così detta &#8220;Lead Acquisition&#8221; nel web è ugualmente un sistema importante e rilevante per ottenere clienti ed entrate. Si potrebbe trattare di servizi specifici come una consulenza di tipo legale, contratti di costruzioni, forniture di energia alternativa, teoricamente qualunque fonte di prodotti o servizi via web. È necessario utilizzare key che convertano bene, che apportino traffico e che siano state precedentemente testate in una campagna PPC. Si deve puntare su una solida combinazione tra l&#8217;ottimizazzione di un dato sito e una buona strategia di link building (con un buon anchor text) che sia fortemente competitiva negli ambiti più difficili.</p>
<p><strong>SEO per il cosiddetto &#8220;Reputation Management&#8221;</strong></p>
<p>Il lavoro del SEO può mitigare l&#8217;impatto sfavorevole che l&#8217;assenza di informazioni, o peggio, una quantità visibile di recensioni negative possano apportare ad una data azienda attiva nel web. Se si sta cercando di far scomparire contenuti screditanti già esistenti, infatti, il lavoro di reputation management è l&#8217;unica strada percorribile per avere un buon risultato. In questo caso le key sono molto semplici: possono essere un nome proprio, il nome di un dato brand o altre comuni varianti facilmente rintracciabili con specifici strumenti di ricerca di parole chiave. Diversamente da ogni altra tattica SEO, la reputation management include l&#8217;ottimizzazione delle pagine in vari domini in modo da spingere in basso i risultati negativi all&#8217;interno delle SERP. Questo viene fatto utilizzando i social media, le pubbliche relazioni, i comunicati stampa e link da siti autogestiti.</p>
<p><strong>Tecniche SEO per la diffusione di ideologie</strong></p>
<p>Se si intende perpetuare una certa idea riguardo ad un dato argomento al fine di persuadere il maggior numero di utenti, le attività di SEO rappresentano uno strumento potente. Questo è una classico delle tecniche SEO ma con un elemento aggiuntivo: può accadere che mentre siate impegnati a diffondere le vostre idee all&#8217;interno delle SERP possiate reclutare degli alleati che supportino la vostra causa.</p>
<p><strong>Scegliere gli obiettivo SEO più giusti per il tuo business</strong></p>
<p><a href="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2009/01/279840321_1bf9a31aa8_m.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-144" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2009/01/279840321_1bf9a31aa8_m.jpg" alt="" width="240" height="180" /></a>È effettivamente necessario avere un&#8217;idea generale di tutte le tecniche SEO a disposizione di un determinato business poiché è bene selezionare con attenzione quale di esse meglio si presta alle proprie necessità. Questo perché investire in una seria strategia SEO significa impegnarsi in un progetto a lungo termine che implica una grande quantità di lavoro ed impegno. Proprio per questo non è consigliabile individuare rapidamente un unico obiettivo su cui intervenire tout court per poi inserirne eventualmente degli altri in un secondo momento: si finirebbe solo col raddoppiare il lavoro e gli sforzi ad esso connessi. Una volta fissati in modo definitivo gli obiettivi da perseguire si può iniziare ad implementare veramente una strategia SEO di successo sotto la guida di una valida agenzia web.</p>
<p>Via SeoMoz: <a title="http://www.seomoz.org/blog/the-6-goals-of-seo-choosing-the-right-ones-for-your-business" href="http://www.seomoz.org/blog/the-6-goals-of-seo-choosing-the-right-ones-for-your-business">http://www.seomoz.org/blog/the-6-goals-of-seo-choosing-the-right-ones-for-your-business</a></p>
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		<title>Le migliori 10 tecniche per effettuare una buona campagna di link building</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Nov 2008 11:15:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Serena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Motori di Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[aumentare link popularity]]></category>
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		<description><![CDATA[Tutti i webmaster che intendano promuovere dei siti attraverso i motori di ricerca come Google sono consapevoli dell&#8217;importanza che i link hanno nel tentativo di posizionare le parole chiave prese come target.
Una delle caratteristiche di Google è la cosiddetta “link popularity”  che viene usata come parametro guida per la modalità di posizionamento definita SERP (search [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="0cm;" align="justify">Tutti i webmaster che intendano promuovere dei siti attraverso i motori di ricerca come Google sono consapevoli dell&#8217;importanza che i link hanno nel tentativo di posizionare le parole chiave prese come target.</p>
<p style="0cm;">Una delle caratteristiche di Google è la cosiddetta “l<strong>ink popularity</strong>”  che viene usata come parametro guida per la modalità di posizionamento definita SERP (search engine results page) . Di conseguenza, i link servono e, quindi, non si può fare a meno di essi se si vuole raggiungere un buon posizionamento all&#8217;interno dei motori di ricerca.</p>
<p style="0cm;"><span id="more-121"></span></p>
<p style="0cm;">Al di là di quelli che siano i metodi scelti per promuovere un dato sito, bisogna comunque essere consapevoli dell&#8217;esistenza di alcune linee guida generali che possono definire il successo o il fallimento di una campagna.</p>
<p style="0cm;">“<strong>Black Hat”contro “White Hat ”</strong> : Sicuramente avete sentito parlare molto di questi termini. Le tecniche che sono identificate da un “White Hat” sono quelle modalità accettate o quanto meno tollerate dai motori di ricerca, mentre le tecniche identificate dal “Black Hat” sono quelle rifiutate dai motori stessi. Se si perseguisce una tecnica contrassegnata dal “Black Hat” si corre il rischio di venire penalizzati o addirittura bannati dagli indici dei motori di ricerca.</p>
<p style="0cm;"><strong>Nofollow: </strong><span>Questa caratteristica del link è stata introdotta da Google nel 2005 col fine di impedire le attività di spam nei blog, dal momento che la gran parte dei commenti dei post sono puramente creati con il chiaro scopo di ottenere link.</span></p>
<p style="0cm;"><span> Anche MSN e YAHOO rispettano questa caratteristica. Il Nofollow dice al motore di ricerca che il link non è stato concepito con lo scopo specifico di posizionare la pagina ad esso relativa, eliminando così qualunque funzionalità SEO. Esiste un efficiente plug-in di Firefox che evidenzia i link con nofollw in rosa, evitando che si perda del tempo a controllare il codice d&#8217;origine di ogni possibile pagina. I link possono anche portare traffico direttamente sul vostro sito, quindo se si ottengono link caratterizzati da nofollow, potrebbero comunque risultare utili, specialmente su pagine di forte traffico e di grande importanza.</span></p>
<p style="0cm;"><strong>Rilevanza: </strong><span>Giusto qualche anno fa questo concetto aveva molta meno importanza. Quindi, la quantità (PageRank) di link in entrata era il fattore più importante per quanto riguarda il valore dei link di un sito. Oggigiorno la qualità (come per esempio la Rilevanza) ricopre la stessa importanza. Quindi, se il vostro sito riguarda la pesca, voi avrete bisogno di ottenere link da altri siti con argomento uguale o al limite con un altro argomento ad esso correlato. </span></p>
<p style="0cm;"><strong>Spam: </strong><span>Nessuno che voglia avvicinarsi alla dimensione del link building deve aprire la porta allo spam. Nessuno linka lo spam, non lo fanno i motori di ricerca, non lo fanno i blogger, non lo fanno gli utenti. Create i vostri link per gli utenti con la stessa accuratezza con cui lo fate per i motori di ricerca e siate attivi all&#8217;interno di comunità che sembrano essere idonee all&#8217;oggetto della vostra promozione. Tutto ciò ha una rilevanza cruciale se siete veramente interessati a costruirvi una buona reputazione.</span></p>
<p style="0cm;"><strong>Automazione: </strong><span>Minimizzatela al massimo. Si tratta di un argomento troppo complicato per prestarsi a facili generalizzazioni, dal momento che il termine automazione può riferirsi a sofisticate tecniche  bollate da un “Black Hat” o dall&#8217;utilizzo di software di gestione link solo relativamente innocui.</span></p>
<p style="0cm;"><strong>Anchor Text: </strong><span>Questa è la cosa più importante da ricordare quando si è alle prese con tecniche di link building. Il cosiddetto anchor text è il testo che viene utilizzato per rappresentare visibilmente un iperlink su una pagina web. Gli spiders dei motori di ricerca utilizzano l&#8217;anchor text dei link per avere un supporto nella comprensione del soggetto del link stesso (e così anche le parole chiave). Quindi, si dovrebbero utilizzare le keyword scelte come target all&#8217;interno del link, assicurandovi che le stesse keyword  siano presenti sulla pagina verso cui state linkando. </span></p>
<p style="0cm;">Ovviamente però non bisogna esagerare linkando la stessa pagina sempre con lo stesso identico anchor, anche perchè in questo modo si potrà rientrare in un discorso di sovraottimizzazione che renderà la pagina mal vista da Google &amp; Co e potrà sparire dalle SERP.</p>
<p style="0cm;">É di aiuto avere delle keyword all&#8217;interno del nome del proprio dominio, affinché quando qualcuno linka verso il vostro sito (senza il vostro controllo) usando, per esempio yourkeywords.com, il motore di ricerca utilizzerà la url come fa con l&#8217;anchor text. Ciò può essere più facilmente applicabile con le tecniche di contenuto virale o di linkbait, ma ha comunque valore quando si riceve un link in entrata da parte di terzi.</p>
<p style="0cm;">Le tecniche per effettuare il <a href="http://blog.imevolution.it/113/linkbaiting-socialbaiting-e-contenuto-virale/">linkbuilding</a> le abbiamo identificate da varie gradazioni di colore che si interpongo tra le due estremità rappresentate dal “Black Hat” (nel peggiore dei casi) e dal “White Hat” (nella migliore delle ipotesi). Di seguto abbiamo stilato una lista delle tecniche più utilizzate per finalità di linkbuilding, specificando il colore che contraddistingue il loro grado di accettazione da parte dei motori di ricerca (con particolare attenzione a Google). Ovviamente più il colore identificato tenderà al bianco più la tecnica in oggetto sarà gradita dai motori stessi.</p>
<p style="0cm;">
<h2><strong>1) Scambio Link</strong></h2>
<p><strong>Di cosa si tratta?</strong> Si contatta un altro webmaster proponendogli che egli linki verso di voi e viceversa.</p>
<p style="0cm;"><strong>Colore:</strong> Grigio Scuro</p>
<p style="0cm;"><strong>Pro: </strong><span>Si può ottenere abbastanza velocemente un gran numero di link. Gli anchor text possono essere realizzati in modo da essere fortemente efficaci in questo senso.</span></p>
<p style="0cm;"><strong>Contro:</strong> Google ha utilizzato la mano pesante a proposito dei link reciproci molto tempo fa, quindi se i link rimandano dal sito A al sito B senza nessuna triangolazione appositamente interposta, il valore dei rispettivi link diminuisce moltissimo.</p>
<p style="0cm;"><strong>Conviene farlo?:</strong> Utilizzate una soluzione triangolare se uno dei potenziali partner con cui fate scambio link possiede più di un dominio registrato. Ciò rende meno probabile (ma sempre possibile) il fatto che Google possa fiutare lo scambio  ma non aspettatevi certo che avvengano miracoli dal mercato dei link, anche se ad esso è correlato un gran valore in termini di PageRank. I siti web caratterizzati esclusivamente ad uno scambio di link automatizzato sono sull&#8217;orlo del Black Hat e quindi non sono l&#8217;ideale per siti che devono ancora acquisire una buona reputazione.</p>
<p style="0cm;">
<h2><strong>2) Acquisto di Link</strong></h2>
<p><strong>Di cosa si tratta</strong><strong>?</strong> Si contatta direttamente un webmaster o lo si fa attraverso siti che si occupano di trovare spazi su altri siti e si offre del denaro per ottenere dei link dal suo sito (generalmente si tratta di siti con un PageRank molto alto).</p>
<p style="0cm;"><strong>Colore</strong>: Grigio tendente al nero</p>
<p style="0cm;"><strong>Pro:</strong> I vantaggi sono potenzialmente maggiori rispetto a quelli dati dallo scambio link (ciò è dovuto alla loro natura di non reciprocità). Molte agenzie utilizzano questo metodo per comprare velocemente link molto potenti verso i siti dei propri clienti.</p>
<p style="0cm;"><strong>Contro:</strong> Matt Cutts, ovvero il guru del settore anti-spam di Google, ha scritto molto sull&#8217;argomento e ha affermato che i link pagati rappresentano una modalità inaccettabile di ottenere link. Molti siti di alto livello sono stati penalizzati per aver venduto link e si sono visti stracciare il proprio PageRank e, di conseguenza, i link provenienti da essi non avevano più nessun valore, poiché alcuni sono stati addirittura banditi dallo stesso indice dei risultati di ricerca.</p>
<p style="0cm;">Questo appena affrontato è molto probabilmente il tema più controverso e confuso che ci sia in questa lista.</p>
<p><strong>Conviene farlo</strong><strong>?</strong> É possibile se si fa attenzione. Assicuratevi che il link sia su una pagina rilevante e posizionato in una zona dove non sembri spam se controllato manualmente.</p>
<p style="0cm;">
<h2><strong>3) Compilazione di articoli.<br />
</strong></h2>
<p><strong>Di cosa si tratta</strong><strong>? </strong><span>Si scrivono degli articoli per poi pubblicarli in siti dedicati a tali lavori di scrittura. Gli articoli contengono link che rimandano ai siti di proprio interesse.</span></p>
<p><strong>Colore:</strong> Bianco Sporco</p>
<p style="0cm;"><strong>Pro:</strong> <span>Questa è una buona tecnica per ottenere un link di grande rilevanza da una pagina che riporta tutte le informazioni a cui è interessato chi scrive (SEO). Pubblicate il vostro articolo su siti di article marketing e linkate al vostro sito all&#8217;interno del sito (usando un anchor text appropriato). Assicuratevi di variare le vostre parole chiave all&#8217;interno del testo una volta o due per paragrafo. Ciò basta per far capire a Google di cosa tratti la pagina senza portarlo a pensare che stiate cercano di ingannarlo.</span></p>
<p style="0cm;">Se scrivete bene e dite qualcosa di significativo, le persone potrebbero utilizzare il vostro link, facendo in modo che le parole chiave di vostra scelta vengano ben posizionate e facendo aumentare il traffico verso il vostro sito grazie proprio a questi link.</p>
<p style="0cm;"><strong>Contro:</strong> È abbastanza raro che un sito di articoli lavori così bene da ottenere da solo un PageRank molto alto, quindi questi link non apporteranno molto peso all&#8217;interno di mercati fortemente competitivi. Anche se una directory di articoli ha un PageRank elevato in riferimento al suo dominio principale, è improbabile che esso andrà a caratterizzare anche la pagina in cui il vostro articolo verrà pubblicato.</p>
<p style="0cm;">Questa tecnica è molto laboriosa.</p>
<p><strong>Conviene farlo?</strong><strong> </strong><span>Quasi certamente si. Premettendo che abbiate tempo da dedicare a alla composizione degli articoli, questo è un ottima soluzione per promuovere il vostro sito. Se siete iscritti a molti siti e non avete il tempo di scrivere per conto vostro, vale la pena pagare qualcuno che scriva articoli originali per vostro conto. </span></p>
<p style="0cm;">D&#8217;altro canto, in questo modo è possibile costruire migliaia di link e i grandi volumi aiutano molto di solito.</p>
<p style="0cm;">C&#8217;è anche da dire che gli articoli possono dare l&#8217;impressione di trattarsi di mero spam se sono semplicemente copiati da materiale appartenente a terzi o se sono prodotti in grande quantità senza apportare nessun contenuto significativo.</p>
<p style="0cm;">
<h2><strong>4) Scrivere post all&#8217;interno dei Blog</strong></h2>
<p style="0cm;"><strong>Di cosa si tratta</strong><strong>? </strong><span>Si ineseriscono i link all&#8217;interno dei post scritti in alcuni blog che vengono trovati dai motori di ricerca e considerati come un voto per il sito di riferimento. </span></p>
<p style="0cm;"><strong>Colore: </strong><span>Grigio</span></p>
<p style="0cm;"><strong>Pro:</strong><span> I blog rappresentano ancora un&#8217;opportunità per chi vuole attuare un lavoro di link building a patto che vengano inseriti dei post attinenti e che il blog renda attivi i link.</span></p>
<p style="0cm;"><strong>Contro:</strong><span> Quando l&#8217;attività dei blogger divenne popolare, i saggi operatori SEO colsero al volo l&#8217;occasione di usare (anche abusando) i commenti che sono ospitati all&#8217;interno dei blog stessi. L&#8217;originale algoritmo del PageRank, creato nel 1997, non prendeva in considerazione i contenuti generati per mano degli utenti e a partire dal 2005 i blog sono diventati la meta privilegiata per lo spam. Di conseguenza l&#8217;opzione del nofollow venne introdotta come una caratteristica standard di Blogger e WordPress. Questo ha fatto sminuire molto il valore dei link che i SEO avevano posto all&#8217;interno dei commenti dei vari blog. </span></p>
<p style="0cm;"><strong>Conviene farlo?</strong><span> Solo dopo un&#8217;attenta ricerca. Alcuni blogger rimuovono il nofollow e se riuscite a trovare un lista di blog che attivano i link e che sono rilevanti per ciò che sponsorizzate, avete trovato una fonte molto utile di link per i vostri siti. Assicuratevi che i vostri link siano relativi a quanto viene detto nel blog e non praticate lo spam.</span></p>
<p style="0cm;">Se i vostri post sono ben fatti e il siti che state cercando di promuovere attraverso tecniche SEO è ben costruito, vi è una buona possibiltà che i link che voi pubblicate attueranno un vero “linkbait”.</p>
<h2><strong>5) Partecipare ai Forum/Firmare</strong></h2>
<p style="0cm;"><strong>Di cosa si tratta? </strong><span>Scrivete all&#8217;interno di forum importanti includendo i link verso il vostro sito. Potete anche utilizzare in modo vantaggioso lo spazio dedicato alla firma di modo che ognuno dei vostri post abbia un anchor text ottimizzato verso il vostro sito.</span></p>
<p style="0cm;"><strong>Colore: </strong><span>Grigio Chiaro</span></p>
<p style="0cm;"><strong>Pro:</strong><span> Molto spesso i forum non applicano il nofollow all&#8217;interno dei contenuti prodotti dagli utenti. Se date voi stessi il via ad un argomento potete controllare il titolo e la maggior parte dei contenuti della pagina in cui il vostro link sarà inserito, assicurandovi, in questo modo, di guadagnare </span><span>rilevanza agli occhi del motore di ricerca.</span></p>
<p style="0cm;"><strong>Contro: </strong><span>I forum hanno un gran numero di link in uscita e questo fa diminuire gradatamente il valore di ogni link che vi è in essi. Di conseguenza, di tutti i link inseriti all&#8217;interno dei forum non rimane poi molta “sostanza”. Molti esperti del settore affermano che le firme all&#8217;interno dei forum hanno veramente posa valenza dal punto di vista SEO ma sono comunque molto utili per ottenere traffico indiretto, specialmente se deriva da utenti che godono di buona stima. </span></p>
<p style="0cm;"><strong>Conviene farlo</strong><strong>?</strong><span> Si, ma non concentrate la vostra campagna su questo metodo. Assicuratevi che non inseriate dello spam nel forum (evitando di partecipare per poi inserire immediatamente dei meri messaggi pubblicitari) e siate certi che l&#8217;argomento sia correlato con ciò che volete promuovere.</span></p>
<h2><strong>6) Comunicati Stampa:</strong><span> </span></h2>
<p style="0cm;"><strong>Di cosa si tratta? </strong><span>Si inserisce un comunicato all&#8217;interno di siti che si occupano di diffondere, appunto, comunicati stampa come nel caso di  Technorati includendo un link verso il vostro sito. La gente sarà portata a linkare verso di voi se il comunicato sembra essere interessante, rilevante o almeno pertinente.</span></p>
<p style="0cm;"><strong>Colore:</strong><span> Quasi Bianco</span></p>
<p style="0cm;"><strong>Pro:</strong><span> Google ha una grande considerazione di questa tipologia di intervento, dal momento che non si basa su una manipolazione del motore di ricerca e si affida al fatto che altre persone possano linkare verso di voi. Se il vostro comunicato stampa è ben fatto, potete ottenere link di grande valore dagli altri utenti del web. </span></p>
<p style="0cm;"><strong>Contro:</strong><span> Avete bisogno di parlare di qualcosa di importante all&#8217;interno del comunicato stampa, poiché ciò che viene detto deve catturare l&#8217;attenzione di chi legge. Questo non è spesso facile e dipende dall&#8217;ambito commerciale in cui ci si muove, potrebbe risultare persino virtualmente impossibile. </span></p>
<p style="0cm;"><strong><br />
Conviene farlo? </strong><span>A patto che abbiate qualcosa da dire qualcosa che abbia un reale valore informativo e sia concentrato su un unico oggetto promozionale, è sicuramente qualcosa su cui contare. Per ottenere migliori risultati è necessario variare la distribuzione all&#8217;interno dei vari siti preposti a queste pubblicazioni.</span></p>
<h2><strong>7) Inserimento in directory</strong></h2>
<p><strong>Di cosa si tratta?</strong><span> Google ha iniziato il suo scandaglio del web utilizzando i contenuti del cosiddetto Open Directory Project (DMOZ).Utilizzando questo tipo di directory, si inserisce un link verso il proprio sito accompagnato da una breve descrizione.<br />
</span></p>
<p style="0cm;"><strong>Colore:</strong><span> Beige</span></p>
<p style="0cm;"><strong>Pro:</strong><span> Spesso si ha la possibilità di personalizzare il proprio link. Questo significa che è possibile utilizzare la propria descrizione, le proprie parole chiave e scegliere la categoria che meglio si addice al proprio sito web. Alcune directory (come DMOZ) richiedono un controllo manuale prima che il sito venga inserito, questo significa che viene data una grande fiducia ai link provenienti da questa fonte. </span></p>
<p style="0cm;"><strong>Contro:</strong><span> Molte directory richiedono di inviarvi un one-way- link  o di attuare un link reciproco. Entrambe queste soluzioni rimandano alla questione relativa allo scambio link e all&#8217;acquisto di link di cui abbiamo parlato in precedenza. Per definizione, le directory ospitano una gran quantità di link in uscita, cosa, questa, che svaluta ogni singolo link. In più, come nel caso delle directory di articoli, le pagine su cui apparirà il vostro link non avranno lo stesso PageRank che invece caratterizza il dominio principale.</span></p>
<p style="0cm;"><strong>Conviene farlo?</strong><span> Sicuramente conviene inserire i propri link in  DMOZ e in altre importanti directoy, soprattutto scegliete quelle che parlano in particolare del vostro settore. Assicuratevi che lo spazio dedicato al Titolo del Sito contenga le parole chiave di vostro interesse.<br />
Inserire il vostro sito in una moltitudine di directory di poco o scarso valore non porta a grandi risultati. </span></p>
<h2><strong>8) Inserimento all&#8217;interno dei Social Book</strong></h2>
<p><strong>Di cosa si tratta?</strong><span> Siti come  Digg e Stumble Upon permettono di creare all&#8217;interno del proprio dominio pagine che contengano link verso altri siti che possono poi essere condivisi con gli altri utenti del sito stesso. Una pagina di bookmark su Digg può diventare virale ed il suo contenuto può risultare talmente trainante da portare le persone a linkare verso di voi dai loro siti. </span></p>
<p style="0cm;"><strong>Colore:</strong><span> Bianco</span></p>
<p style="0cm;"><strong>Pro:</strong><span> È una tecnica molto utile sia per ottenere link in entrata e sia per ottenere traffico direttamente, cosa questa che, come è stato già detto, offre la possibilità di acquisire più link in entrata quando le persone linkano verso di voi. Se possedete un buon sito e possiede qualcosa di originale, i vostri link in entrata cresceranno in maniera esponenziale.</span></p>
<p style="0cm;"><strong>Contro:</strong><span> Non è sempre facile sapere quali pagine siano da inserire come bookmark e serve essere scaltri per portare le persone a condividere i vostri contenuti. Si può cadere nello spam o si può scegliere di attuare strategie di marketing poco attraenti, se non si presta molta attenzione.</span></p>
<p style="0cm;"><strong>Conviene farlo? </strong><span>Non è garantito che funzioni anche se alcuni sono disposti a giurare sulla sua validità. Se il vostro sito parla di tecniche di asciugatura  della pittura è difficile che funzioni.</span></p>
<h2><strong>9) Contenuti virali/Link Bait</strong></h2>
<p><strong>Di cosa si tratta? </strong><span>Il linkbait si basa sull&#8217;attività di ottenere automaticamente link da terzi che non debbano necessariamente sostenervi. Scrivendo un articolo o un post controverso o provocativo  (come il famoso post intitolato “SEO is dead”, per esempio), si può riuscire ad irritare a tal punto le persone da indurle a scrivere su di voi, ovviamente linkando su di voi. Allo stesso modo, contenuti divertenti, interessanti, che si diffondono come un virus possono avere all&#8217;interno dei link in HTML che riportano direttamente al vostro sito.</span></p>
<p style="0cm;"><strong>Colore:</strong><span> Grigio Chiaro</span></p>
<p style="0cm;"><strong>Pro:</strong><span> Una grande quantità di link di alta qualità possono essere ottenuti in un breve periodo di tempo. I metodi di linkbait possono aiutare efficacemente il posizionamento dei siti web anche in nicchie di mercato altamente competitive.</span></p>
<p style="0cm;"><strong>Contro: </strong><span>Come molte tecniche di linkbuilding, si è tentati di attuare una campagna spam. Se un link in html presente in un dato contenuto non ha nulla a che fare con i siti su cui il contenuto stesso è presente o di cui il contenuto parla, Google puo penalizzare i siti in oggetto annullando la loro indicizzazione.</span></p>
<p style="0cm;"><strong>Conviene farlo?</strong><span> Si. Si tratta della tecnica più difficile da effettuare in modo appropriato. Vi fa parte anche una certa quantità di fortuna ed è d&#8217;aiuto avere dei buoni contenuti in una forma o in un&#8217;altra. É necessario fare una ricerca mirata su questo tipo di contenuti prima di procedere oltre.</span></p>
<h2><strong>10) Passa Parola</strong></h2>
<p><strong>Di cosa si tratta?</strong><span> Ogni giorno ci troviamo a parlare con altre persone. Parlategli del vostro sito. Parlatene in modo convincente e vedrete è molto possibile che la gente linki verso di voi senza che perdiate tempo per attuare tecniche finalizzate a sollecitarle ulteriormente.</span></p>
<p style="0cm;"><strong>Colore:</strong><span> Bianco Angelico</span></p>
<p style="0cm;"><strong>Pro: </strong><span>Si tratta di un metodo molto economico che vi permette di ottenere link caratterizzati da un&#8217;origine totalmente naturale. Non esiste una tecnica più pulita di questa.</span></p>
<p><strong>Contro: </strong><span>È un metodo di promozione molto lento. È necessario possedere ottimi contenuti corredati da una presentazione gradevole in modo da attrarre i link.</span></p>
<p style="0cm;"><strong>Conviene farlo? </strong><span>SI. É una tecnica di promozione completamente innocua e, benché sia lenta e meno diretta di altre, essa può apportarvi una gran quantità di link che saranno considerati come delle sincere manifestazioni di fiducia verso il vostro sito. </span></p>
<p style="0cm;"><span>Vi è un concetto che è alla base del linkbuiding a cui si è alluso ma che merita di essere trattato a parte. Assicuratevi di avere dei contenuti originali che incitino le persone a linkare verso di voi spontaneamente. In fondo, questo è il concetto di base che ha portato Google a considerare in primo luogo la cosiddetta “link popularity”.</span></p>
<p style="0cm;">
<p style="0cm;">via DigitalPoints</p>
<p style="0cm;">
<p style="0cm;">
]]></content:encoded>
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		<title>Linkbaiting, Socialbaiting e Contenuto Virale</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 08:39:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Serena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[link baiting]]></category>
		<category><![CDATA[linkbait]]></category>
		<category><![CDATA[social baiting]]></category>
		<category><![CDATA[socialbait]]></category>
		<category><![CDATA[strategie di link]]></category>
		<category><![CDATA[viral content]]></category>

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		<description><![CDATA[Se avete avuto un poco a che fare con il marketing online, se avete scritto sul web o all&#8217;interno di qualche blog, quasi certamente vi siete imbattuti in termini come linkbait, socialbait e viral content quantomeno una volta.
Nonostante il loro esteso utilizzo, il loro vero significato non è stato ancora pienamente compreso.
Cos&#8217;è un linkbait? Cos&#8217;è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se avete avuto un poco a che fare con il marketing online, se avete scritto sul web o all&#8217;interno di qualche blog, quasi certamente vi siete imbattuti in termini come <strong>linkbait</strong>, <strong>socialbait</strong> e <strong>viral content </strong>quantomeno una volta.<br />
Nonostante il loro esteso utilizzo, il loro vero significato non è stato ancora pienamente compreso.<br />
Cos&#8217;è un linkbait? Cos&#8217;è un socialbait? Cosa si intende per contenuto virale? Si tratta della stessa cosa? Rappresentano qualcosa di positivo? Di negativo? Per chi?</p>
<p><span id="more-113"></span></p>
<p>Queste sono solo alcune delle domande che girano attorno a questo argomento, e credo che potrebbe risultare interessante scrivere un articolo col tentativo di dare alcune risposte.</p>
<p>Sia chiaro che le idee che verranno di seguito presentate fanno capo esclusivamente a quella che è stata la nostra comprensione di questi concetti, ed esse, quindi, non hanno la pretesa di rappresentare la verità assoluta su questi argomenti.</p>
<h2>Linkbait</h2>
<p>La prima cosa che bisogna fare è cercare di proporre una definizione per ognuno dei tre termini.<br />
Diamo un&#8217;occhiata al modo in cui altri hanno definito il concetto di linkbait in passato.</p>
<p>Darren Rowse da Problogger ha scritto:</p>
<blockquote><p>Il termine linkbaiting sembra essere emerso più o meno negli ultimi 12 mesi ed è utilizzato dai webmaster per descrivere una varietà di pratiche &#8211; ognuna delle quali cerca di generare link in entrata verso un dato sito web o un blog da altri siti esterni.</p></blockquote>
<p>Si tratta effettivamente di un termine difficile da definire poiché copre molte pratiche differenti partendo dal competere per premi o gare, passando attraverso lo scrivere post di veemente critica verso blogger famosi con la speranza che loro rispondano linkando verso chi li attacca, e arrivando a fornire strumenti ad altri blogger o possessori di siti in modo che essi li inseriscano  all&#8217;interno dei loro portali (attraverso l&#8217;inserimento di link connessi col sito esterno di interesse).</p>
<p>In realtà il termine &#8220;<strong>linkbaiting</strong>&#8221; è un nuovo termine usato per riferirsi a qualcosa che i webmaster già facevano da molti anni. Fin dai miei primi anni come blogger, quattro anni fa, ho visto persone fare molte cose per ottenere link (anche se questo termine non veniva mai impiegato).</p>
<p>Matt Cutts, il capo del Google’s web spam team, ha scritto:</p>
<blockquote><p>a livello teorico, intendo &#8220;linkbait&#8221; qualcosa di interessante che attira l&#8217;attenzione delle persone, e che non deve essere necessariamente una cattiva cosa. Ci sono molti modi per farlo, includendo anche lavori coperti da un severo copyright per generare particolari dati, anche se può bastare essere semplicemente creativi. É sufficiente anche dire qualcosa di controverso per generare una discussione (per far durare questo metodo, però, bisogna stare attenti a non sovrautilizzarlo, altrimenti chi vi segue si stancherà). Alle volte anche una piccolissima parte di un lavoro può portare le persona a linkarvi.</p></blockquote>
<p>Stuart Brown di Modern Life is Rubbish ha scritto:</p>
<blockquote><p>Per Linkbait si intende fondamentalmente un contenuto posizionato su una pagina web &#8211; può trattarsi di un articolo, di un post in un blog, di una fotografia, o di qualunque altra sezione di ciberspazio &#8211; che e progettata con il preciso fine di ottenere link dalla maggior varietà possibile di fonti.</p></blockquote>
<p>Con il sorgere del mondo dei blog, della meritocrazia e dei siti di social bookmarking, è sufficente realizzare una pagina interessante su un sito, che qualcuno noti la suddetta pagina, e un piccolo numero di persona che condivida il link &#8211; e, prima che ve ne accorgiate, avete accumulato una gran quantità di link attraverso un&#8217;ampia varietà di siti.</p>
<p>Come potete vedere tutte queste definizioni hanno molto in comune. Riassumendo il più possibile, si potrebbe dire che un linkbait è un contenuto online (un articolo, un video, un&#8217;immagine, un gioco, o qualunque altra cosa) che è creata con lo scopo di attrarre il maggior numero possibile di link da siti esterni.</p>
<h2>Esempi di Linkbait</h2>
<p>Alle volte è più facile mostrare che spiegare a parole, quindi diamo uno sguardo ad alcuni esempi di linkbait.</p>
<p>Il primo è il cosiddetto Blogger Spelling Test. Se visitate questa pagina noterete che il quiz è stato spostato da un&#8217;altra parte, ma i vari link sono ancora lì. Yahoo! ne riporta 350.</p>
<p>Questo quiz è un esempio di sfrontato linkbait promozionale perchè finalizzato a specifici target di &#8220;linkerati&#8221; (persone che sono in grado di linkare) &#8211; ovvero i bloggers &#8211; ma anche perché subito dopo aver iniziato il gioco si è presentati con il proprio punteggio utilizzando un codice HTML, venendo incoraggiati ad inserirlo sul proprio sito. Non c&#8217;è bisogno di dire che il codice HTML arriva già provvisto di un link interno collegato al quiz.</p>
<p style="center;"><img class="alignnone size-full wp-image-114" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/mingle2quiz.jpg" alt="" width="500" height="317" /></p>
<p style="center;">
<p>Un altra prova che questo linkbait avesse uno scopo puramente commerciale deriva dal fatto che il sito principale sia un sito d&#8217;appuntamenti&#8230;</p>
<p>La maggior parte dei linkbait, comunque, non sono studiati avendo alla base questi subdoli giochi promozionali. Piuttosto essi sono creati per fornire informazioni rilevanti ai fruitori del sito nel quale vengono pubblicati. In altre parole, essi sono genuini nelle loro intenzioni.</p>
<p>Smashing Magazine illustra bene questo concetto. Spesso pubblicano ampie liste con immagini bellissime, applicazioni photoshop, particolari caratteri di stampa e cose del genere. Certamente possiamo classificare queste pratiche come linkbait, ma esse sono create con l&#8217;obiettivo principale di fornire un reale plusvalore ai fruitori del sito, e non con l&#8217;unico fine di costruire una rete di link verso altri siti.</p>
<p style="center;"><a href="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/smashinglinkbait.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-115" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/smashinglinkbait.png" alt="" width="500" height="370" /></a></p>
<p style="center;">
<p>Come qualcuno ha già probabilmente intuito, questi link basati su un valore informativo reale funzionano meglio. L&#8217;articolo 50 Beautiful CSS-Based Web-Designs nel 2006 ha attratto circa 3,000 link da quando è stato lanciato, molti di più rispetto al quiz succitato.</p>
<h2>Socialbait</h2>
<p>Il termine socialbait non è stato usato in modo così esteso, e, quindi, sono in molti a considerarlo solo come un sinonimo di linkbait. Personalmente credo che i due concetti abbiano delle differenze e, di conseguenza, essi meritano di essere classificati separatamente.</p>
<p>Ovviamente, i socialbait molto spesso tendono a comportarsi come i linkbait, perché qualcosa che é molto in voga all&#8217;interno dei social media e nei siti di social bookmarking vine molto linkata. Non è però vero l&#8217;opposto, dal momento che alcune forme di linkbait funzionano scarsamente sui social media (ne sia un esempio il quiz online di cui sopra).</p>
<p>In secondo luogo, si verificano molte situazioni in cui un blogger, o chiunqua scriva per il web, sia più interessato alla visibilità della pagina e alla quantità di traffico che nel costruire un linkbait. Un esempio può essere dato da coloro in possesso di siti corredati da modalità pubblicitarie in CPM (una forma di pubblicità pagata in base al numero di volte che compare un banner promozionale su una pagina web). Di conseguenza, egli potrebbe avere come fine quello di inserire contenuti che hanno molte possibilità di divenire popolari sui social media, ma che non devono avere necessariamente il fine di creare una gran quantità di link verso altri siti.</p>
<p>La mia definizione di socialbait è: un contenuto online (ad esempio un articolo, un video, un&#8217;immagine, un quiz, un gioco, o qualunque altre cosa) che è creata con lo scopo di ricevere la maggior quantità possibile di traffico dai blog.</p>
<h2>Esempi di Socialbait</h2>
<p>Diamo nuovamente un&#8217;occhiata ad un esempio concreto per capire il concetto. Qualche tempo fa ValleyWag ha pubblicato l&#8217;immagine intitolata &#8220;<em>13 Signs You May Be A Digg Power User</em>&#8220;.</p>
<p style="center;"><a href="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/diggpoweruser.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-116" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/diggpoweruser.jpg" alt="" width="500" height="541" /></a></p>
<p>Questo è un chiaro esempio di socialbait, perché l&#8217;articolo e l&#8217;immagine sono state specificatamente create avendo in mente un target preciso: gli utilizzatori di Digg.</p>
<p>I numeri parlano da soli. L&#8217;articolo ha ricevuto più di 2,000 visitatori abituali di Digg, 245 commenti sullo stesso sito, e sono certo che ha generato una grande quantità di traffico una volta che è stata diffuso.</p>
<p>Si è trattato di un successo anche nell&#8217;attrarre link verso altri siti? Non esattamente. Infatti Yahoo! conta solamente 145 link esterni provenienti da lì, quantità, questa, minima per un articolo che ha ricevuto più di 2,000 visitatori.</p>
<h2>Contenuti Virali</h2>
<p>Seth Godin è stato il primo ad usare il termine &#8220;virale&#8221; applicandolo a concetti riferiti al mondo online, quindi, diviene d&#8217;obbligo menzionarlo:</p>
<p>&#8220;Affinché un&#8217;idea possa essere diffusa, essa necessita di essere inviata e ricevuta.</p>
<p>Per inviare un&#8217;idea sono necessarie queste condizioni:</p>
<p><strong>a.</strong> Essa è stata capita<br />
<strong>b.</strong> Chi ne è in possesso ha intenzione di diffonderla<br />
<strong>c.</strong> Chi ne è in possesso pensa che il diffonderla farebbe aumentare il suo &#8220;potere&#8221; (reputazione, visite, amicizie)<br />
<strong>d.</strong> L&#8217;impegno necessario per diffondere l&#8217;idea è inferiore ai possibili benefici</p>
<p>Per &#8220;ricevere&#8221; un&#8217;idea sono necessarie queste condizioni:</p>
<p><strong>a.</strong> a prima vista essa sembra richiedere una più approfondita analisi<br />
<strong>b.</strong> viene subito capita l&#8217;idea di base che è necessaria per ricevere la &#8220;nuova&#8221; idea<br />
<strong>c.</strong> si ha sufficiente fiducia verso chi la invia da investire del tempo per recepirla&#8221;</p>
<p>Questo spiega perché le idee online si diffondano così velocemente e anche il perché esse siano così superficiali. Nietzsche, ad esempio, è particolarmente difficile da capire e rischioso da diffondere, quest&#8217;argomento, quindi, riuscirà solamente a muoversi in modo lento tra le persone che veramente intendono investire del tempo su di esso. Numa Numa, invece, si è diffuso come un&#8217;epidemia tossica proprio perchè era così comprensibile, abbastanza divertente e facile da condividere.</p>
<p>Per farla breve, il contenuto virale è un contenuto online (un articolo, un video, un&#8217;immagine, un quiz, un gioco, o qualunque altra cosa) che suscita particolari emozioni nelle persone, creando in loro un urgenza di condividere quel contenuto in un modo o nell&#8217;altro.<br />
Una differenza sostanziale tra il contenuto virale e il linkbait/socialbait si basa sul fatto che il primo viene fuori spontaneamente, mentre il secondo è di solito appositamente creato per adempiere ad un fine specifico.</p>
<p>Vorrei anche dire che il contenuto virale è più forte del linkbait/socialbait, esattamente perché esso fa più fortemente leva sulle emozioni della gente. Basti pensare al quiz succitato. Sicuarmente esso ha generato un linkbait di successo, riuscendo a produrre centinaia di link verso siti esterni. Ma non era virale, non faceva scattare nelle persone l&#8217;urgenza di condividerlo.</p>
<h2>Esempi di contenuto virale</h2>
<p>Un esempio classico di contenuto virale è rappresentato dal video intitolato Star Wars Kid. In esso compare un ragazzo che gioca con un bastone, e, apparentemente, il ragazzo ignora che lo stiano riprendendo.</p>
<p style="center;"><a href="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/starwarskid.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-117" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/starwarskid.jpg" alt="" width="500" height="459" /></a></p>
<p>Il ragazzo che lo ha diffuso nel web sapeva che si trattasse di qualcosa di divertente, ma non si aspettava che il video si diffondesse come un vero virus!</p>
<p>Esso ha ottenuto circa 10 milioni di visitatori su YouTube, più di 45,000 commenti, la sua pagina personale su Wikipedia, e se cercate su Google “Star Wars Kid” tra virgolette otterrete circa 370,000 risultati.</p>
<p>Questo video illustra come dei contenuti virali possano saltar fuori spontaneamente nel web.</p>
<p>Ci sono anche casi in cui qualcuno cerca di creare contenuti virali con finalità ben precise.</p>
<p>Lo stesso Seth Godin usò questa strategia quando diffuse il suo libro elettronico &#8220;<em>Unleashing the Ideavirus</em>&#8221; in internet. Era facile da capire, utile, facile da condividere (il libro era gratuitamente scaricabile), e diffondendolo le persone avrebbero accresciuto il loro &#8220;potere&#8221; (poiché altre persone le sarebbero state riconoscenti).</p>
<p style="center;"><a href="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/ideavirus.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-118" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/ideavirus.jpg" alt="" width="250" height="355" /></a></p>
<p>Il risultato? Uno dei più popolari libri elettronici mai pubblicato! Se non ne avete una copia, fate parte di una minoranza.</p>
<h2>Riassumendo il tutto</h2>
<p>A questo punto qualcuno dovrebbe chiedersi: &#8220;<strong>che relazione c&#8217;è tra questi tre concetti? Sono tra essi correlati? Sono la stessa cosa?</strong>&#8221;</p>
<p>Personalmente credo che siano concetti distinti, presentando comunque delle somiglianze che alle volte convergono.</p>
<p>Un linkbait può anche essere un contenuto virale, ma non è sempre necessariamente così.</p>
<p>Un linkbait può essere allo stesso tempo un socilabait, ma non è necessariamente sempre così.</p>
<p>Un socialbait può anche essere un contenuto virale, ma non è sempre necessariamente così.</p>
<p>Un contenuto virale, in fine, può emergere da un linkbait e da un socialbait, ma non è sempre necessariamente così.</p>
<p>Questa relazione può essere facilmente rappresentata con un diagramma Venn, come viene mostrato dall&#8217;immagine in basso:</p>
<p style="center;"><a href="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/linkbaits1-300x278.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-119" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/linkbaits1-300x278.jpg" alt="" width="300" height="278" /></a></p>
<h2>Linkbaits, Socialbaits e Contenuti Virali sono da considerarsi pratiche buone o cattive?</h2>
<p>In fine, bisogna chiarire se queste strategie siano utili o dannose.</p>
<p>Darren Rowse, nell&#8217;articolo succitato, ha scritto:</p>
<blockquote><p>Spesso il linkbait viene descritto in termini negativi. Regolarmente vedo persone ignorare un post o un commento poiché ritenuto &#8220;solamente un linkbait.</p></blockquote>
<p>Personalmente, da un certo punto di vista, non amo il termine &#8220;Linkbaiting&#8221; poiché sembra avere una connotazione negativa. Il verbo &#8220;baiting&#8221; sembra acquistare il significato di tentar di far cadere qualcuno in trappola o di condurre qualcuno a far qualcosa che non desidera fare. Anche se queste cose possono essere vere per alcune forme di linkbaiting, non lo sono certo per tante altre.</p>
<p>Vi è un gran discutere circa il temine &#8220;linkbaiting&#8221; e circa le pratiche che, secondo alcuni, lo caratterizzano. Vi è chi afferma che si tratta solamente di un sottoprodotto per quanto riguarda la qualità dei contenuti, altri pensano che molte strategie di linkbaiting sconfinino nello spam, altri ancora definiscono il linkbait come se fosse la risposta a tutte le necessità promozionali del web.</p>
<p>La mia opinione personale sulla bontà o meno di queste pratiche è che essa dipenda dal tipo di linkbait di cui si parla. Penso che alcune tecniche in uso siano buone tecniche standard applicabili nei blog &#8211; mentre altre, che alcuni applicano con lo scopo di attrarre link, sono meramente distruttive per le comunità di blogger online e, per questo, le critico.</p>
<p>E Stuart Brown scrisse:</p>
<blockquote><p>Ovviamente, tutto dipende dal contenuto in questione e dallo scopo che lo sottende &#8211; ma un vantaggio dei social link e dei siti basati sulla meritocrazia è rappresentato dal fatto che i contenuti noiosi, inutili e non degni di nota sprofondino verso il basso, lasciando che le prime posizioni siano occupate da ciò che invece viene pubblicato di interessante e di qualitativamente rilevante.</p></blockquote>
<p>Come si può vedere non si possono dare delle risposte definitive e chiare. Tutto dipende da come vengono elaborati i contenuti (in modo da fornire un valore aggiunto o, al contrario, con il fine di ingannare la gente) e con quali intenzioni. Penso che, in linea di massima, Stuart abbia ragione quando egli afferma che é lo stesso web che regola il mercato. Vi è una meritocrazia imprescindibile, e non si possono abbindolare centinaia di milioni di navigatori esperti.</p>
<p>Penso che capire meglio i concetti di linkbait, socialbait e dei contenuti virali diviene importante ed utile per chiunque sia coinvolto con il mercato online. Quello che è necessario é essere sicuri di avvicinarsi a queste pratiche nel modo più adatto.</p>
<p>Liberamente tradotto da <a href="http://www.dailyblogtips.com/on-linkbaits-socialbaits-and-viral-content/" target="_blank">http://www.dailyblogtips.com/on-linkbaits-socialbaits-and-viral-content/</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Chiarimenti di Google sul contenuto duplicato.</title>
		<link>http://blog.imevolution.it/91/cose-veramente-la-sanzione-del-contenuto-duplicato/</link>
		<comments>http://blog.imevolution.it/91/cose-veramente-la-sanzione-del-contenuto-duplicato/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 25 Sep 2008 06:42:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Serena</dc:creator>
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		<category><![CDATA[contenuti duplicati]]></category>
		<category><![CDATA[contenuti duplicati google]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
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		<description><![CDATA[Contenuto duplicato. Questa definizione racchiude solamente una piccola parte della questione in oggetto. Si comincia a scrivere di questo argomento, e le persone cominciano a chiedere chiarimenti in proposito. In particolare, capita ancora di ascoltare molti webmaster che si domandano come possano incappare in questa &#8220;penalizzazione del contenuto duplicato&#8220;.
Cerchiamo di chiarire questo concetto una volta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Contenuto duplicato</strong>. Questa definizione racchiude solamente una piccola parte della questione in oggetto. Si comincia a scrivere di questo argomento, e le persone cominciano a chiedere chiarimenti in proposito. In particolare, capita ancora di ascoltare molti webmaster che si domandano come possano incappare in questa &#8220;<strong>penalizzazione del contenuto duplicato</strong>&#8220;.</p>
<p>Cerchiamo di chiarire questo concetto una volta per tutte: non esiste qualcosa che sia identificabile come una &#8220;penalità del contenuto duplicato&#8221;. Quantomeno, non esiste con il significato che molte persone le danno quando ne parlano.</p>
<p><span id="more-91"></span></p>
<p>Ci sono alcune penalità per un sito che abbia lo stesso contenuto di un altro portale. Questo avviene, per esempio, se si estrapolano contenuti da siti già esistenti per poi ripubblicarli, o se si ripubblicano dei contenuti già esistenti senza aggiungere nulla di nuovo. Queste tecniche sono chiaramente bandite (e scoraggiate) dalle seguenti <a href="http://www.google.com/support/webmasters/bin/answer.py?answer=35769">linee guida</a> per i Webmaster:</p>
<p>* Evitare di creare pagine multiple, sottodomini, o domini che abbiano sostanzialmente contenuti duplicati.</p>
<p>* Evitare tecniche che manchino di originalità come ad esempio programmi affiliati che non abbiano contenuti originali.</p>
<p>* Se il vostro sito partecipa ad un <a href="http://www.google.com/support/webmasters/bin/answer.py?answer=76465">programma di affiliazione</a>, assicuratevi che esso sia in grado di proporre veramente dei valori aggiuntivi. Dovete, quindi, fornire contenuti unici e rilevanti che, prima di tutto, motivino  gli utilizzatori a visitare il vostro sito.</p>
<p>(Si noti che, se l&#8217;azione del prelevare contenuti da altri siti è scoraggiata, avere un sito che subisca da altri questo genere di trattamento è una cosa differente; leggete questo <a href="http://googlewebmastercentral.blogspot.com/2008/06/duplicate-content-due-to-scrapers.html">post</a> se il vostro problema è quello di vedere i vostri contenuti prelevati ingiustamente.)</p>
<p>Comunque, la maggior parte dei possessori di siti web di cui capita di ascoltare le lamentele a proposito della questione dei contenuti duplicati, non prendono in esame il problema di cui sopra né dinamiche relative ai domain farms, essi si riferiscono piuttosto a situazioni in cui ci si può ritrovare ad avere sullo stesso dominio delle URL multiple che riconducono agli stessi contenuti. Come ad esempio www.example.com/skates.asp?color=black&amp;brand=riedell e www.example.com/skates.asp?brand=riedell&amp;color=black. Avere questo tipo di contenuto duplicato all&#8217;interno del vostro sito può probabilmente influire in modo negativo sulle sue prestazioni, ma ciò non porta ad avere una penalità. Quello che segue è uno stralcio estrapolato da un articolo dedicato alla questione dei <a href="http://www.google.com/support/webmasters/bin/answer.py?answer=66359">contenuti duplicati</a>:</p>
<p>La presenza di contenuti duplicati su un dato sito non costituisce terreno per interventi di penalizzazione sul sito stesso fino a che non si dimostri che il fine ultimo di questi contenuti duplicati è quello di essere ingannevole e di manipolare i risultati del motore di ricerca. Se il vostro sito è affetto da problematiche inerenti a contenuti duplicati, e nel caso  decideste di non seguire la succitata lista di consigli utili, è possibile realizzare un ottimo lavoro scegliendo solo una versione di quei contenuti da mostrare all&#8217;interno dei risultati di ricerca.</p>
<p>La tipologia di duplicazione non propriamente maliziosa è molto comune, ed è specialmente dovuta al fatto che spesso il CMS non viene utilizzato come dovrebbe. Quindi, quando alcuni sostengono che avere questo tipo di contenuti duplicati abbia un&#8217;influenza negativa sul vostro sito, non è perché siate esposti ad una probabile sanzione, ma perché tale problematica è dovuta al modo in cui i siti web ed i motori di ricerca funzionano.</p>
<p>La maggior parte dei motori di ricerca si sforza di diversificare il più possibile; essi vorrebbero proporre dieci risultati di ricerca differenti su una stessa pagina, e non dieci URL differenti che hanno tutte il medesimo contenuto. A tal fine, Google cerca di filtrare tutti i documenti duplicati in modo da rendere la ricerca degli utilizzatori meno ridondante. Potete trovare maggiori ragguagli a tal proposito in questo <a href="http://googlewebmastercentral.blogspot.com/2007/09/google-duplicate-content-caused-by-url.html">post</a>, in cui si dice:</p>
<p>1. Quando vengono identificati contenuti duplicati, come delle variazioni dovute ai parametri delle URL, si deve procedere ad unire le diverse URL in un unico raggruppamento.</p>
<p>2. Si seleziona, poi, quella che si ritiene essere la URL &#8220;migliore&#8221; affinché essa rappresenti il raggruppamento all&#8217;interno dei risultati di ricerca.</p>
<p>3. Si procede, poi, con l&#8217;unificare le proprietà delle URL all&#8217;interno del raggruppamento con la URL rappresentativa, in termini ad esempio di link popularity.</p>
<p>Ciò che segue è quello che può darvi dei problemi in quanti webmaster:</p>
<ul>
<li> Per quanto concerne la fase 2, l&#8217;idea che Google ha circa l&#8217;URL &#8220;migliore&#8221;, potrebbe non coincidere con la vostra. Se desiderate controllare quale delle due URL www.example.com/skates.asp?color=black&amp;brand=riedell o www.example.com/skates.asp?brand=riedell&amp;color=black viene mostrata nei risultati di ricerca, è probabile che voi intendiate mitigare la duplicazione dei contenuti. Un modo per far capire quale delle due URL preferite è quello di includere l&#8217;URL prescelta all&#8217;interno della <a href="http://www.google.com/support/webmasters/bin/answer.py?answer=40318">mappa del vostro sito</a>.</li>
</ul>
<ul>
<li>In relazione alla fase 3, se non è possibile individuare tutti i duplicati di una data pagina, non vi è la possibilità di unificare tutte le loro proprietà. Ciò potrebbe indebolire il potere di indicizzazione di questo contenuti disseminandoli attraverso URL multiple.</li>
</ul>
<p>Nella maggior parte dei casi Google realizza un buon lavoro nel gestire questo tipo di duplicazioni. Comunque, potreste anche voler considerare contenuti che si sta procedendo a duplicare attraverso domini diversi. In particolare, se si decide di costruire un sito il cui fine prevede in modo specifico la duplicazione di contenuti ciò rappresenta un&#8217;ipotesi su cui è bene riflettere due volte nel caso in cui il vostro sistema di business sia destinato a dipendere dal movimento delle ricerche, a meno che non riusciate ad aggiungere una gran quantità di valori aggiuntivi per gli utilizzatori.<br />
Per esempio, a volte capita di sentir dire da alcuni affiliati di Amazon.com che essi si ritrovano ad avere delle difficoltà nell&#8217;indicizzare contenuti che provengono unicamente da Amazon stesso.</p>
<p>Questo forse accade perché Google intende impedire loro di vendere &#8220;<a href="http://www.amazon.com/Everyone-Poops-My-Body-Science/dp/0916291456">Everyone Poops</a>&#8220;? No. Amazon possiede un gran numero di autority per quanto riguarda il commercio online (probabilmente molte di più di quante ne possa avere un tipico affiliato di Amazon), e l&#8217;utilizzatore medio di Google preferisce molto probabilmente ottenere le informazioni originali direttamente da Amazon, nonostante il sito affiliato abbia aggiunto una quantità significativa di contenuti addizionali.</p>
<p>In fine, considerate l&#8217;effetto che tale duplicazione può avere sulla larghezza di banda del vostro sito. I contenuti duplicati possono vanificare il lavoro del crawler del motore di ricerca: quando Googlebot scopre la presenza di dieci URL sul vostro sito si vede costretto a dover leggere ognuna di queste URL prima di capire quali abbiano gli stessi contenuti (e ciò prima che si possa avere la possibilità di raggrupparle nel modo descritto in precedenza). Maggiori sono le risorse e il tempo che Googlebot impiega per identificare i vari contenuti duplicati attraverso le URL multiple, meno sarà il tempo che gli rimarrà per leggere il resto dei contenuti del vostro sito.</p>
<p>Riassumendo: avere dei contenuti duplicati può ledere al vostro sito attraverso vari modi, ma, a meno che voi non stiate duplicando volontariamente, è poco probabile che uno di questi modi si possa tradurre in una sanzione. Questo significa che:</p>
<p>* Solitamente non è necessario che presentiate una richiesta di riesame quando state innocentemente pulendo alcuni contenuti duplicati.</p>
<p>* Se siete un webmaster ad un livello compreso tra il principiante e l&#8217;intermedio, probabilmente non avete bisogno di investire troppa energia nel preoccuparvi del problema dei contenuti duplicati poichè la maggior parte dei motori di ricerca è già in grado di gestirli.</p>
<p>* Potete aiutare i vostri colleghi webmaster evitando di perpetuare il mito delle sanzioni relative ai contenuti duplicati! Le soluzioni per i contenuti duplicati sono interamente sotto il vostro controllo. Questi sono dei buoni <a href="http://googlewebmastercentral.blogspot.com/2006/12/deftly-dealing-with-duplicate-content.html">punti</a> <a href="http://googlewebmastercentral.blogspot.com/2007/06/duplicate-content-summit-at-smx.html">di</a> <a href="http://googlewebmastercentral.blogspot.com/2007/09/google-duplicate-content-caused-by-url.html">partenza</a>.</p>
<p>Tradotto da:  <a href="http://googlewebmastercentral.blogspot.com/2008/09/demystifying-duplicate-content-penalty.html">http://googlewebmastercentral.blogspot.com/2008/09/demystifying-duplicate-content-penalty.html</a><!--more--></p>
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		<item>
		<title>Cambiare Dominio? Ecco le giuste procedure da seguire per non perdere Ranking e Utenti</title>
		<link>http://blog.imevolution.it/76/cambiare-dominio-ecco-le-giuste-procedure-da-seguire-per-non-perdere-ranking-e-utenti/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Apr 2008 15:57:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bove</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Motori di Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[cambio dominio]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[redirect 301]]></category>

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		<description><![CDATA[A volte capita   di dover cambiare il proprio dominio, magari ottimamente posizionato e visitato,  e spostare il proprio sito su un nuovo nome a dominio,  e questa procedura non è mai facile nè indolore,  (ho avuto delle brutte esperienze anche io),  e per questo ho letto con curiosità sul blog [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A volte capita   di dover cambiare il proprio dominio, magari ottimamente posizionato e visitato,  e spostare il proprio sito su un nuovo nome a dominio,  e questa procedura non è mai facile nè indolore,  (ho avuto delle brutte esperienze anche io),  e per questo ho letto con curiosità sul <a title="Blog Ufficiale Google in Inglese" href="http://googlewebmastercentral.blogspot.com/2008/04/best-practices-when-moving-your-site.html" target="_blank">blog ufficiale di Google</a> quali procedure fare per evitare grane nel cambio di dominio.</p>
<p><span id="more-76"></span></p>
<p>Qui vi riporto quelle che secondo me sono le più importanti,   sperando che possano essere di aiuto:</p>
<ul>
<li>Sposta prima una sola cartella o un sottodominio per vedere se il redirect funziona bene,  se tutto funziona procedi con il  redirect 301 dell&#8217;intero sito e da questo  momento  indicherai a Google e agli altri motori di ricerca che il vecchio dominio non esiste più, e che al suo posto vi è il nuovo sito;</li>
<li> Non fare il redirect di tutte le vecchie pagine alla sola Home Page del nuovo sito,  questo sicuramente ti eviterà l&#8217;errore 404 ma creerà confusione nei tuoi visitatori.<br />
La procedura ottimale è quella di fare un redirect one-one, cioè da ogni vecchia pagina fare il 301 alla corrispondente  nuova pagina, e se nel nuovo sito non è presente la pagina reindirizzare gli utenti ad una pagina con contenuto simile.<br />
Questo per evitare che un utente che troverà il tuo indirizzo sui motori di ricerca (prima che questi prendano le nuove pagine cancellando le vecchie, e questo può durare alcuni mesi) , sui blog,  sui social media,  su altri siti cliccando, convinto di trovare un contenuto per lui interessante, si ritrovi senza volerlo su una pagina diversa,   che nel migliore dei casi gli farà pensare di aver sbagliato sito e che nel peggiore lo irriterà , facendolo in entrambi i casi spostare su altri siti più attinenti.</li>
<li>Controlla tutti i link interni e esterni al sito,  qui sarebbe ottimale contattare tutti i siti che hanno il link verso il tuo sito,  e chiedere loro di cambiare col nuovo URL,  se questo non è fattibile essere almeno sicuri che tutte le vecchie pagine linkate, abbiano il redirect 301 alle nuove.<br />
Controllare ovviamente tutti i link interni per essere sicuri che non ci  siano ancora link  verso pagine del vecchio dominio, (questo può essere indispensabile nel caso si siano usati url assoluti e non relativi).</li>
<li>Aggiugi il nuovo sito su <a href="http://www.google.com/webmasters/tools/?hl=it" target="_blank">Google Webmasters Tools,</a> creando anche la nuova Sitemaps, in questo modo segnalerai a Google la presenza del nuovo sito e di tutti i suoi contenuti.</li>
<li>Infine per un ulteriore controllo,  analizza su Google Webmasters Tools del vecchio e nuovo sito che tutto proceda a dovere.</li>
</ul>
<p>Avete ulteriori suggerimenti?</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Come far indicizzare tutte le pagine del sito</title>
		<link>http://blog.imevolution.it/70/come-far-indicizzare-tutte-le-pagine-del-sito/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Jan 2008 09:01:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bove</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[indicizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[sitemap]]></category>

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		<description><![CDATA[Molto spesso su Forum per webmaster viene chiesto il motivo per cui  molte pagine dei siti non sono indicizzate dai motori di ricerca (Google in primis),   cerco di fare un elenco dei fattori che secondo me possono aiutare l&#8217;indicizzazione di tutte le pagine di un sito (non sono in ordine di importanza):
1. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molto spesso su Forum per webmaster viene chiesto il motivo per cui  molte pagine dei siti non sono indicizzate dai motori di ricerca (Google in primis),   cerco di fare un elenco dei fattori che secondo me possono aiutare l&#8217;indicizzazione di tutte le pagine di un sito (non sono in ordine di importanza):</p>
<p>1. <strong>Struttura Pagine  :</strong></p>
<ol></ol>
<ul>
<li>Il tag &#8220;Title&#8221; dovrebbe essere unico (originale) per ogni pagina ,  ovviamente deve essere attinente al contenuto della pagina;</li>
<li>&#8220;Meta Description&#8221; dovrebbe essere unico (originale) per ogni pagina, e deve rappresentare un sunto di quello di cui si parla nella pagina;</li>
<li>Evitare  Menu in flash e  javascript che non sono spiderabili dai motori di ricerca,  sarebbe l&#8217;ideale avere menu testuali;</li>
<li>Utilizzare URL lineari  (con al massimo 1/2 variabili),  infatti con url piene di variabili  gli spider si trovano in grandissima difficoltà,  per ovviare a questi problemi è utile usare l&#8217;URL Rewrite.<br />
(http://www.miosito.com/pagina.php?variabile1=xx&amp;variabile2=xx&amp;varibile..  sconsigliato<br />
http://www.miosito.com/ricette/ricette-cucina/primi.htm   consigliato)</li>
</ul>
<p>2. <strong>Contenuti</strong>:</p>
<ul>
<li>Avere contenuti originali,  copiare totalmente o parzialmente contenuti da altre pagine non farà altro che far girare al largo gli spider.</li>
<li>Aggiornare spesso i i contenuti,  più una pagina è aggiornata più passeranno gli spider;</li>
</ul>
<p>3. <strong>Links:</strong></p>
<ul>
<li>Ottenere Link da siti a tema che abbiamo alto Trust  (importanza).<br />
L&#8217;ideale sarebbe avere link verso pagine interne del sito e non solo verso la HOME.</li>
</ul>
<p>4. <strong>Strumenti per Webmaster di Google:</strong></p>
<ul>
<li>Usare e proporre a Google la sitemap del sito (file XML),  in questo modo si aiuta il motore di ricerca a trovare tutte le pagine, anche quelle più remote.</li>
</ul>
<p>5. <strong>Hosting:</strong></p>
<ul>
<li>Utilizzare un Hosting ben configurato e veloce,   infatti gli spider dei motori di ricerca si trovano molto in difficoltà con pagine lente.</li>
</ul>
<p>E Voi avete altri accorgimenti per far indicizzare la meglio tutte le pagine del vostro sito?</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Google pubblica le FAQ sulla Sitemap</title>
		<link>http://blog.imevolution.it/69/google-pubblica-le-faq-sulla-sitemap/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Jan 2008 16:25:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bove</dc:creator>
				<category><![CDATA[Motori di Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[indicizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[penalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[sitemap]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri Google ha pubblicato sul blog ufficiale le FAQ sulla Sitemap,  alcune domande e risposte sono davvero interessanti,  e possono essere sicuramente d&#8217;aiuto a chi fa uso di questo utile strumento, ecco alcune faq (tradotte liberamente da me) che mi sono sembrate utili:

 La sitemap aiuterà a posizionarmi meglio?
No,  l&#8217;utilizzo delle sitemap non ha effetti  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri Google ha pubblicato sul blog ufficiale le FAQ sulla Sitemap,  alcune domande e risposte sono davvero interessanti,  e possono essere sicuramente d&#8217;aiuto a chi fa uso di questo utile strumento, ecco alcune faq (tradotte liberamente da me) che mi sono sembrate utili:</p>
<ul>
<li><strong> La sitemap aiuterà a posizionarmi meglio?</strong><br />
No,  l&#8217;utilizzo delle sitemap non ha effetti  sul posizionamento di un sito, comunque aiuta google a spiderizzare ed indicizzare meglio le pagine del sito, (e se aiuta ad indicizzare pagine che prima Google non riusciva a trovare sicuramente ci sarà un miglioramento della visibilità e del  posizionamento);</li>
<li><strong>Se io setto la priorità di tutte le mie pagine ad 1 avranno vantaggi di posizionamento rispetto a  pagine che hanno priorità 0,8?<br />
</strong>No, la priorità indica l&#8217;importanza di determinate URL rispetto alle altre pagine del tuo sito, e non ha nessun effetto ai fini del posizionamento;<br />
<strong><br />
</strong></li>
<li><strong><span onmouseover="_tipon(this)" onmouseout="_tipoff()">Ho sentito parlare di persone che hanno subito una penalizzazione subito dopo avere  inviato  una sitemap. </span><span onmouseover="_tipon(this)" onmouseout="_tipoff()">La Sitemap puo creare danni?</span></strong><br />
Solo se vi cade addosso da una certa altezza :-)  Scherzi a parte, però: se è davvero successo che qualcuno è stato penalizzato subito dopo l&#8217;invio di una sitemap, è stato un fatto puramente casuale. Google non penalizza per l&#8217;invio di una sitemap.)</li>
</ul>
<p>Tutte le altre FAQ in inglese potete trovarle qui: <a href="http://googlewebmastercentral.blogspot.com/2008/01/sitemaps-faqs.html" target="_blank">http://googlewebmastercentral.blogspot.com/2008/01/sitemaps-faqs.html</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Indicizzare un nuovo sito su Google in 24 ore</title>
		<link>http://blog.imevolution.it/67/indicizzare-un-nuovo-sito-su-google-in-24-ore/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Jan 2008 10:15:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bove</dc:creator>
				<category><![CDATA[Motori di Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[indicizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[social bookmarking]]></category>

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		<description><![CDATA[Stamattina leggevo su http://www.webpronews.com di un test interessante condotto da Michael Jensen ,   per far indicizzare su Google un nuovo sito in 24 ore circa (anche se ovviamente non vi è nessuna certezza) .
Il test è stato fatto 2 volte usando metodi in parte differenti ,
- nel primo condotto  a fine novembre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stamattina leggevo su <a href="http://www.webpronews.com" target="_blank">http://www.webpronews.com</a> di un test interessante condotto da Michael Jensen ,   per far indicizzare su Google un nuovo sito in 24 ore circa (anche se ovviamente non vi è nessuna certezza) .</p>
<p>Il test è stato fatto 2 volte usando metodi in parte differenti ,</p>
<p>- nel primo condotto  a fine novembre 2007 per avere il sito indicizzato in 24 ore sono state fatte queste operazioni:</p>
<ul>
<li> Realizzazione di alcune pagine del sito web, con contenuti originali,  con menu testuale che linkava tutte le pagine, presente in tutto il sito;</li>
<li>Inserimento dei TAG del sito (attenzione a usare quelli appropriati) sui siti principali di Social Bookmarking;</li>
<li>Inserimento di  commenti  (con relativo Url del nuovo sito),  su 5 grossi blog a Tema;</li>
<li>Creazione e inserimento su Google della Sitemap xml del sito;</li>
<li>Installazione di Google Analytics;</li>
<li>Attivazione di una campagna di Google Adwords,  perchè secondo l&#8217;autore, il punteggio di qualità che Adwords da al sito oggetto della campagna, influenza  anche i risultati dell&#8217;indice di google,questo è stato un punto molto discusso in quanto molti non sono stati d&#8217;accordo,  e difatti  il secondo test è stato fatto principalmente per l&#8217;indicizzazione in 24 ore senza l&#8217;utilizzo di Adwords</li>
</ul>
<p>- nel secondo test,  invece l&#8217;autore ha proceduto in questo modo:</p>
<ul>
<li> Realizzazione di alcune pagine del sito web, con contenuti originali,  con menu testuale che linka tutte le pagine, presente in tutto il sito;</li>
<li>Inserimento di un link da un sito a tema molto influente;</li>
<li>Inserimento dei TAG del sito (attenzione a usare quelli appropriati) su 2 solo siti di Social Bookmarking;</li>
<li>Inserimento di un commento in un Forum, inserimento del sito in una directory specifica,  inserimento in Digg;</li>
<li>Installazione di Google Analytics;</li>
<li>Creazione e inserimento su Google della Sitemap xml del sito;</li>
</ul>
<p>anche in questo caso il nuovo sito è stato indicizzato in 24 ore.</p>
<p>Sarebbe interessante fare dei test anche qui in Italia, sicuramente da provare&#8230;</p>
<p>Qualcuno ha delle esperienze in merito?</p>
<p>Per Maggiori Informazioni ecco i 2 articoli originali che parlano del test (In Inglese): <a href="http://www.soloseo.com/blog/2007/11/26/7-steps-to-get-your-new-site-indexed-in-24-hours/" target="_blank"></a></p>
<ul>
<li><a href="http://www.soloseo.com/blog/2007/11/26/7-steps-to-get-your-new-site-indexed-in-24-hours/" target="_blank">Primo Test<br />
</a></li>
<li><a href="http://www.webpronews.com/blogtalk/2008/01/07/google-indexing-sites-in-1-day-again " target="_blank">Secondo Test</a></li>
</ul>
<p><a href="http://www.webpronews.com/blogtalk/2008/01/07/google-indexing-sites-in-1-day-again"></a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Google non Perdona, HTML.it ha avuto una penalizzazione del Page Rank</title>
		<link>http://blog.imevolution.it/64/google-non-perdona-htmlit-ha-avuto-una-penalizzazione-del-page-rank/</link>
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		<pubDate>Sat, 01 Dec 2007 09:38:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bove</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[abbassamento]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[html.it]]></category>
		<category><![CDATA[page rank]]></category>
		<category><![CDATA[penalizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[pr]]></category>

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		<description><![CDATA[Stamattina,  su indicazione di Fabio dell&#8217;Orto su SeoNida leggevo  che  anche HTML.it  ha ricevuto un bel abbassamento di PR , ora è a 4 mentre pochissimi giorni fa era ben più alto,  (se non sbaglio un 7)
La causa?  Dovrebbe essere la solita, vendita di link sponsorizzati sul sito , [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stamattina,  su indicazione di Fabio dell&#8217;Orto <a href="http://www.seonida.com/seo/48-penalizzazione-tramite-abbassamento-del-page-rank-4.html#post904" target="_blank">su SeoNida leggevo</a>  che  anche <a href="http://www.html.it/" target="_blank">HTML.it</a>  ha ricevuto un bel abbassamento di PR , ora è a 4 mentre pochissimi giorni fa era ben più alto,  (se non sbaglio un 7)</p>
<p>La causa?  Dovrebbe essere la solita, vendita di link sponsorizzati sul sito , infatti nella colonna sinistra vi erano una ventina di link esterni,  molti dei quali diretti e senza no follow,  attualmente invece ,  (e mi sa che lo staff di HTML.it sia già intervenuto) tutti i link sono col nofollow, e passano tutti tramire il loro adserver,   basterà questo a far ritornare la barretta di google su HTML.it  di un bel colore verde????</p>
<p>Vedremo&#8230;</p>
<p>Una piccola riflessione,  a quanto sembra Google ora sembra non guardare più molto all&#8217;importanza dei siti, -una volta i siti con una certa popolarità potevano permettersi delle &#8220;piccole&#8221; infrazioni, che venivano perdonate data la qualità generale &#8211;  attualmente invece e &#8220;perseguibile&#8221; chiunque non rispetti le sue linee guide  che si tratti di un sitarello qualunque oppure di grossi portali storici italiani&#8230;   Politicamente parlando mi sembra molto &#8220;democratico&#8221; :-)</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Google ha abbassato il PR ai siti di comunicati stampa e article marketing</title>
		<link>http://blog.imevolution.it/61/google-ha-abbassato-il-pr-ai-siti-di-comunicati-stampa-e-article-marketing/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Nov 2007 16:32:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bove</dc:creator>
				<category><![CDATA[Motori di Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[abbassamento pr]]></category>
		<category><![CDATA[article marketing]]></category>
		<category><![CDATA[comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;altra mattina mi trovavo a scrivere un comunicato stampa per un cliente,  e navigando sui siti piu importanti che ne permettono l&#8217;inserimento, (in un precedente articolo su questo blog ne abbiamo parlato) ho notato che sulla gran parte dei siti di CS e Article Marketing c&#8217;è stato un sostanzioso abbassamento del PR,   [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;altra mattina mi trovavo a scrivere un comunicato stampa per un cliente,  e navigando sui siti piu importanti che ne permettono l&#8217;inserimento, (<a href="http://blog.imevolution.it/41/consigli-per-la-compilazione-e-diffusione-di-articoli-e-comunicati-stampa/">in un precedente articolo su questo blog ne abbiamo parlato</a>) ho notato che sulla gran parte dei siti di CS e Article Marketing c&#8217;è stato un sostanzioso abbassamento del PR,   senza che però ci siano stati cambiamenti nelle posizioni delle SERP.</p>
<p>La maggior parte dei siti,  ora è scesa a PR 2,  per carità non è che il Page Rank sia una mia fissa, però una tale svalutazione mi porta a pensare (e non sono il solo,  si aperta una interessante discussione su <a href="http://www.tutti-per-uno.org/webmarketing-e-motori-di-ricerca/1810-probabile-svalutazione-di-cs-e-am-ai-fini-search-engine-optimization.html" target="_blank">Tutti Per Uno</a>) che probabilmente il caro Google stia cominciando a considerare in modo diverso i comunicati stampa e l&#8217;article marketing in Italia,  abbassandone l&#8217;importanza ai fini dell&#8217;aumento della <a href="http://blog.imevolution.it/54/link-popularity/">Link Popularity</a> e del Trust,  bisogna capire come mai abbia attuato una simile politica.</p>
<p>Nell&#8217;ambiente Seo italiano,  è da pochi mesi che si stava parlando dell&#8217;importanza dell&#8217;uso di CS e di AM come di una importante strategia utile ai fini del posizionamento sui motori di ricerca,   in quanto si forniscono ai motori di ricerca contenuti utili e originali  (nel migliore dei casi,  molto spesso ho visto CS e SM davvero pessimi, pieni zeppi di link e con testi scopiazzati) ma a sto punto mi chiedo (domanda fatta anche sul forum citato precedentemente)   non è che il settore dei comunicati stampa e dell&#8217;article marketing  sia già &#8220;morto&#8221; prima ancora di nascere?</p>
<p>O che sia una strategia di Google,  che vuole esclusivamente scoraggiare tutti coloro che fanno dell&#8217;utile risorsa dei CS e di AM, un mezzo per avere link in maniera semplice ? (utilizzando testi scopiazzati,  fatti in modo superficiale, pieni zeppi di link)</p>
<p>(Aggiornamento del 15 Novembre)</p>
<p>Il Page Rank dei siti di comunicati stampa è ulteriomente sceso a un bel 0 (tondo tondo), ma il posizionamento nelle SERP  è rimasto stabile.</p>
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