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Un approccio al marketing online con i social network

Leggevo i post su MiniMarketing che parla di come sia importante per le aziende partecipare ai blog e non solo costruirli e quello su Pandemia sulle differenti tipologie di blog esistenti.

Mi è venuto in mente un articolo riguardante le nuove regole del Marketing nell’epoca del social computing che avevo letto tempo fa, di Jaap Favier (Vice President and Research Director Forrester Research) e sono riuscito a ritrovare in Rete la sue slide in pdf.

Prendendo atto che

  • c’è una crescente diffusione di PC e Smartphone con potenza sempre maggiore e costo sempre minore
  • le connessioni si diffondono sempre di più facendo venire meno le problematiche legate al luogo e al tempo
  • il cliente è meno fedele ai marchi
  • il cliente si fida molto delle raccomandazioni di amici/conoscenti e delle recensioni online
  • le segmentazioni della clientela (classiche) non tengono conto delle dinamiche di gruppo

propone un nuovo approccio al marketing ben schematizzato da una slide con le 3 piramidi:

Le Tre piramidi del nuovo marketing

Il Marketing “classico” di tipo push (e controllato dalle aziende) funziona solo per i pigroni (Couch Patatoes), quelli che si limitano a leggere i siti ed i blog con interazioni minime.
Per chi appartiene ed utilizza i social network in maniera attiva occorre un altro approccio: bisogna offrire loro contenuti validi che possano interessarli e permettere quindi agli utenti di “collezionarli” e ordinarli ad uso e consumo di altri utenti.
Poi ci sono i critici che commentano i post dei blog, rispondono sui forum, fanno notare i difetti e i pregi dei prodotti e/o servizi e magari fanno anche delle recensioni; con questi utenti le persone delle aziende devono dialogare (come evidenziato nel post su MiniMarketing).
Infine ci sono i “creatori“, coloro che hanno il proprio blog o i propri siti sempre aggiornati con i quali occorre collaborare, magari iniziando ad offrirgli una piattaforma.

Sulle slide ci sono vari esempi.

Insomma diventa importante il CONTATTO e la RISPOSTA, più che i contenuti e il media.


La Blogosfera non conta nulla (ma solo in Italia)

BlogosferaUna decina di giorni fa Gianluca Diegoli parlava della inutilità della blogosfera con valide argomentazioni:

…spesso chi vive internet (incluso me) ne sopravvaluta e di molto la capillarità. In realtà, [...] , il web illumina e connette gli illuminati, e fa (o può) molto poco per attirare chi non è ancora ‘illuminato’: per questo, dice, devi passare prima per la carta stampata, partire dalle piazze, dai bar, dalle edicole, e solo poi pensare di parlare via web.

Insomma, tranquilli, tutto quello che succede nel regno di Blogbabel, pastiglie balsamiche, rasoi miracolosi, mestruazioni virali, discussioni sulla neutralità della rete, Persone Depresse, personalità confuse, barcamp belli vs barcamp brutti, contenuti mancanti, il forse-telefonino di Google, il sistema operativo leopardato, il buzzmarketing fondato sui blogger cosiddetti ‘influenti’, tutto questo rappresenta e sposta la realtà (perfino quella in scala 1:32 della Rete) quanto il peto di un topo modifica le previsioni del tempo a tre giorni.

E ne è scaturita anche un bella discussione sulla blogosfera dove più o meno tutti sono daccordo che occorre andare oltre il blog, oltre i social network, oltre il web 2.0.

Poi ieri leggo su La Repubblica delle elezioni in Danimarca, al di là dei risultati politici evidenzio diversi punti:

Danesi al voto, a colpi di web 2.0

Il primo ministro ha condotto la campagna elettorale su Facebook e MySpace

Un deputato ha utilizzato esclusivamente internet senza spendere nulla in spot, manifesti o pubblicità

Da segnalare anche il primo esempio di campagna elettorale unicamente sul web. Quella del deputato Bent Soelberg, che non ha investito una corona per spot, affissioni o spazi pubblicitari. Soelberg, 45 anni ed esperto di informatica alla Business School di Copenaghen, si è fatto campagna soltanto attraverso le varie comunità del Web 2.0. In Danimarca, l’80% delle famiglie ha una connessione a Internet (il 100% nei redditi medio-alti). “A parte i soldi, ho economizzato molto tempo” racconta il parlamentare liberale. “Sul Web 2.0 i contatti sono sempre ‘utili’, sono tutti potenziali elettori”

La domanda sorge spontanea: Il regno della Danimarca esce direttamente dalla fiabe? E’ il paese del Balocchi di noi internettari? Oppure siamo noi, in Italia, MOLTO indietro? Arretrati?

Potremmo mai arrivare ad un sistema come quello danese?
Certo prima bisogna pensare a diffondere le connessioni veloci ad Internet ovunque sul territorio, diffondere una maggiore cultura tecnologica e affrontare in temi rapidi le grandi Questioni utili al nostro Paese con una maggiore serietà…


IAB 2007 brevi appunti ed incontri

IAB Per il primo anno sono andato allo IAB FORUM, mi sono fatto 1 giornata e mezza, perdendomi purtroppo la prima mezza giornata dove pare ci siano state tavole rotonde interessanti.

C’era tanta euforia, bei stand (tranne quello di GOOGLE) e molte persone, si respirava tanto entusiasmo. Diverse novità, la concessionaria pubblicitaria di Virgilio ora si chiama Niumidiaadv (mi è subito venuto in mente Matt Cazz, a proposito da leggere il post sullo IAB). Ho avuto modo di conoscere nuovi prodotti e servizi (mi interessavano quelli relativi alla web analysis e all’email marketing). Yahoo ha presentato il Behavioural targeting ovvero l’erogazione di pubblicità in base al comportamento dell’utente nel loro sito, a quanto ne so diverse altre realtà la seguiranno a breve.

In generale non ho visto rivoluzioni, ma l’affinamento e il consolidamento di un trend.

Ho partecipato al Worksphop sul Search Engine moderato da Mauro Lupi e a cui partecipavano Olivier Mosca di NetBooster, Nereo Sciutto di WebRanking (Presentazione), Nicola Tanzini di Intarget e Miriam Bertoli e Luca Schiubola di TSW. Il filo conduttore è stato quello di andare oltre al posizionamento puro che è stato trattato quasi a margine, concentrandosi invece su quello che c’è nei “dintorni”:

  • la sinergia tra SEO e SEM, evidenziando il quality score
  • la User experience ovvero è utile fare Search Marketing e spendere soldi per far arrivare utenti al sito, quando poi l’esperienza di navigazione è terrificante?
  • la reputazione online (ecco un esempio in un post di qualche tempo fa di Salvatore Cariello)
  • l’eye tracking (presentazione) per migliorare le performance delle landing page e in generale per migliorare la user experience.

Peccato che questo workshop si sovrapponesse a quello sul Mobile, a cui avrei voluto partecipare.

Mi premeva salutare tutte le varie persone che ho conosciuto dal vivo (la maggior parte le conoscevo solo sul web), partendo da imprenditori “storici” del search marketing come Mauro Lupi, Nereo Sciutto, CesareOne (Cesarino Morellato), parecchie persone di TSW e di SEMS.

E poi ho conosciuto o rivisto tante altre persone come Stefano Gorgoni, Giorgio Tavernitti, Trancedesigner, Nicola Briani che mi ha dato un passaggio a casa, Nelli, Massy (che conoscevo da anni solo come editor dmoz), Leonardo Bellini, Marco Ziero, LaFra, Johnnie Maneiro , Bas Peerik e tanti altri che non ricordo…

L’evento è stato positivo di per se come fattore di crescita. Gli incontri personali ne hanno rappresentato un fattore moltiplicativo.

Alla prossima.