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	<title>IM Evolution Blog</title>
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	<description>Search Marketing, Web Marketing e dintorni</description>
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		<title>Google e i brand</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Feb 2013 16:55:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Bove</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corsi e Convegni]]></category>
		<category><![CDATA[Motori di Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[brand rank]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>

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		<description><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="" /></div><p>Nell&#8217;ultimo periodo in ambito seo non si è fatto altro che parlare di Panda e di Penguin e di poche altre cose, ma ci sono alcuni aspetti che per Google acquistano importanza sempre crescente e di cui se ne parla poco. Riporto le slide del webinar di introduzione al ConvegnoGt fatto a Dicembre 2012  dove [...]</p><p>L'articolo <a href="http://blog.imevolution.it/386/google-e-i-brand/">Google e i brand</a> sembra essere il primo su <a href="http://blog.imevolution.it">IM Evolution Blog</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="" /></div><p>Nell&#8217;ultimo periodo in ambito seo non si è fatto altro che parlare di <strong>Pand</strong>a e di <a href="http://blog.imevolution.it/350/disavow-tool/"><strong>Penguin</strong></a> e di poche altre cose, ma ci sono alcuni aspetti che per Google acquistano importanza sempre crescente e di cui se ne parla poco.</p>
<p>Riporto le slide del webinar di introduzione al <strong>ConvegnoGt</strong> fatto a Dicembre 2012  dove ho condiviso un po&#8217; di considerazioni sul perché <em>Google premia i brand.</em></p>
<p>I vecchi trucchetti Seo sono morti oramai da anni, occorre quindi costruire dei progetti web solidi, di ampio respiro pensando principalmente alle persone che interagiranno con esso e usando le prassi consolidate della promozione. Tra queste anche il brand che, come nel marketing classico, viene preso in considerazione. Qualcuno lo chiama addirittura Brand Rank.</p>
<p>Nelle slide parlo di vari aspetti legati al brand, ne cito solo alcuni: le citazioni sulla Rete, la <a href="http://www.imevolution.it/servizi/consulenza-google-map.php">scheda sulle Google Maps</a>, le entità, le pagina &#8220;chi siamo&#8221; e l&#8217;authorship, i <a href="http://www.imevolution.it/obiettivi/social-media-marketing.html">social media</a>.</p>
<p><iframe src="http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/16733917" width="427" height="356" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" style="border:1px solid #CCC;border-width:1px 1px 0;margin-bottom:5px" allowfullscreen webkitallowfullscreen mozallowfullscreen> </iframe></p>
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		<title>Adworld Experience 2013: quando a parlare sono gli esperti!</title>
		<link>http://blog.imevolution.it/376/adworld-experience-2013-quando-a-parlare-sono-gli-esperti/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Jan 2013 08:19:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna-Lisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Adwords]]></category>
		<category><![CDATA[Pay per click]]></category>
		<category><![CDATA[adwords]]></category>
		<category><![CDATA[pay per click]]></category>

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		<description><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2013/01/banner_adworld_250x250.gif" /></div><p>Dopo il successo dell&#8217;anno scorso, ecco avvicinarsi la seconda edizione dell&#8217;evento italiano interamente dedicato al mondo del pay per click, l&#8217;Adworld Experience. Sarà un&#8217;intensa giornata, con un programma fitto di interventi di alcuni dei migliori esperti del settore. Freelance o agenzie Sem, anche quest&#8217;anno i relatori saranno di altissimo livello: da Francesco Tinti a Fabio [...]</p><p>L'articolo <a href="http://blog.imevolution.it/376/adworld-experience-2013-quando-a-parlare-sono-gli-esperti/">Adworld Experience 2013: quando a parlare sono gli esperti!</a> sembra essere il primo su <a href="http://blog.imevolution.it">IM Evolution Blog</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2013/01/banner_adworld_250x250.gif" /></div><p>Dopo il successo dell&#8217;anno scorso, ecco avvicinarsi la seconda edizione dell&#8217;evento italiano interamente dedicato al mondo del pay per click, l&#8217;Adworld Experience.<span id="more-376"></span></p>
<p><a href="http://shop.adworldexperience.it?affiliates=49"><img class="aligncenter size-full wp-image-378" title="banner_adworld_250x250" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2013/01/banner_adworld_250x250.gif" alt="" width="250" height="250" /></a></p>
<p>Sarà un&#8217;intensa giornata, con un programma fitto di interventi di alcuni dei migliori esperti del settore. Freelance o agenzie Sem, anche quest&#8217;anno i relatori saranno di altissimo livello: da Francesco Tinti a Fabio Sutto, da Filippo Toso a Gianluigi Lorusso, e poi ancora Studio Cappello, Luigi Sciolti, Sante J.Achille, Daniele Salamina, Filippo Trocca, Sems, TSW&#8230;<br />
Tra le novità di quest&#8217;anno, l&#8217;attesissimo intervento di un&#8217;ospite internazionale, Shelley Ellis, una delle specialiste statunitensi di Contextual advertising più apprezzate del settore e la possibilità di poter partecipare al corso anche on line, via webinar, oltre che dal vivo!</p>
<p>Per rendere i partecipanti ancora più partecipi (scusate il gioco di parole!), anche quest&#8217;anno sarà possibile votare l&#8217;intervento migliore della giornata, che verrà premiato con il Sem Award Italia 2013. Dopo Giulio Marsala, Francesco Gori, Filippo Toso e Gianpaolo Lorusso, chi porterà a casa l&#8217;ambito premio quest&#8217;anno?</p>
<p>Per scoprirlo, <a href="http://shop.adworldexperience.it?affiliates=49">basta iscriversi all&#8217;evento</a>, che, ricordiamo, si terrà a Bologna il 05 Aprile 2013 presso lo ZanHotel Europa in via Boldrini 11, dalle 9.00 alle 18.30.</p>
<p>Noi di Imevolution srl saremo anche quest&#8217;anno Media Partner e il nostro Luca Bove parteciperà come relatore alla tavola rotonda prevista per fine giornata.</p>
<p>L'articolo <a href="http://blog.imevolution.it/376/adworld-experience-2013-quando-a-parlare-sono-gli-esperti/">Adworld Experience 2013: quando a parlare sono gli esperti!</a> sembra essere il primo su <a href="http://blog.imevolution.it">IM Evolution Blog</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Elenco per il remarketing basato su regole: attenzione alla traduzione!</title>
		<link>http://blog.imevolution.it/366/elenco-per-il-remarketing-basato-su-regole-attenzione-alla-traduzione/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Jan 2013 08:44:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna-Lisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Adwords]]></category>
		<category><![CDATA[Pay per click]]></category>
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		<category><![CDATA[pay per click]]></category>

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		<description><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2013/01/Gestione-campagna_1357548369153.jpeg" /></div><p>Per avviare una campagna di remarketing tramite Google Adwords, fino a poco tempo fa bisognava inserire, nelle pagine specifiche che volevamo monitorare, degli appositi tag forniti da Google. Grazie a questi tag, il sistema attribuiva a ciascun visitatore della nostra pagina un Cookie ID, dopodiché li collezionava creando una vera a propria lista, o elenco, [...]</p><p>L'articolo <a href="http://blog.imevolution.it/366/elenco-per-il-remarketing-basato-su-regole-attenzione-alla-traduzione/">Elenco per il remarketing basato su regole: attenzione alla traduzione!</a> sembra essere il primo su <a href="http://blog.imevolution.it">IM Evolution Blog</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2013/01/Gestione-campagna_1357548369153.jpeg" /></div><p>Per avviare una campagna di remarketing tramite <strong>Google Adwords</strong>, fino a poco tempo fa bisognava inserire, nelle pagine specifiche che volevamo monitorare, degli appositi tag forniti da Google. Grazie a questi tag, il sistema attribuiva a ciascun visitatore della nostra pagina un Cookie ID, dopodiché li collezionava creando una vera a propria lista, o elenco, e, raggiunto un numero sufficiente (100 utenti), era possibile far visualizzare agli utenti del singolo elenco il messaggio promozionale specifico.<span id="more-366"></span></p>
<p>Cosa è cambiato?</p>
<p>Ora Google ha semplificato di molto le cose: è sufficiente caricare un solo tag su tutte le pagine del sito indistintamente. Poi si può passare alla creazione di <strong>elenchi di remarketing</strong> molto precisi in base alle sezioni del sito che gli utenti visitano, ovvero indicando le url del tuo sito (si può scegliere tra: Contiene, É uguale a, Inizia con, Termina con, oppure, in negativo, tra : É diverso da, Non contiene, Non inizia con, Non termina con).</p>
<p>Però attenzione! Come spesso accade su Google Adwords, le istruzioni per definire un elenco di visitatori non sempre sono chiare.<br />
Perchè?<br />
<em>Colpa delle traduzioni! </em><strong>Any</strong> non è uguale ad  <strong>All</strong>&#8230;mi spiace per i traduttori di Google ma tra i due aggettivi c&#8217;è una bella differenza!</p>
<p>Di cosa sto parlando?<br />
Ora mi spiego meglio!<br />
Mi sono ritrovata a voler creare un elenco per &#8220;seguire&#8221; chi accede ad un sito tramit newsletter. Non avevo un&#8217;unica sezione/porzione di utm da indicare, quindi apro la schermata (vedi screenshot) per vedere quali opzioni ho e mi ritrovo:<br />
<a href="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2013/01/Gestione-campagna_1357548369153.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-367" title="Gestione campagna_1357548369153" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2013/01/Gestione-campagna_1357548369153.jpeg" alt="" width="611" height="292" /></a></p>
<p>Confusione assoluta!<br />
Io non posso mettere <strong>TUTTE</strong> le condizioni che mi interessano, con le varie porzioni di url che ho, perchè  le dovrei soddisfare <strong>TUTTE</strong>,  mentre nel mio caso non le soddisfo  mai <strong>TUTTE</strong> contemporaneamente. E poi, che senso ha l&#8217;AND con il nuovo insieme che mi ritrovo subito dopo?</p>
<p>Allora vado nella versione della pagina in inglese ed ecco svelato l&#8217;arcano:</p>
<p><a href="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2013/01/Campaign-Management_1357548557676.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-368" title="Campaign Management_1357548557676" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2013/01/Campaign-Management_1357548557676.jpeg" alt="" width="626" height="356" /></a><br />
<strong>Any</strong> vuol dire <strong>QUALSIASI</strong>, quindi, come poi riscontrato nelle istruzioni in inglese , corrisponde ad una relazione tra le parti di tipo &#8220;<strong>OR</strong>&#8220;, non vincolante!Posso inserire quindi tutte le condizioni che voglio, stando tranquilla visto che anche se non si verificano tutte contemporaneamente, l&#8217;elenco funziona.</p>
<p>Quindi, per concludere, consiglio a tutti di fare sempre attenzione alle istruzioni fornite da Google Adwords, perché a causa di traduzioni approssimative, si rischiano di perdere molte “sfumature” essenziali per una comprensione dei vari settaggi Adwords.</p>
<p><em>N.B</em><br />
<em>Per completezza di informazioni, riporto qui url e screenshot delle istruzioni complete in inglese, di cui non c&#8217;è traccia nella versione italiana della pagina si supporto Google, per aggiungere le varie condizioni in maniera corretta:</em></p>
<p>https://support.google.com/adwords/bin/answer.py?hl=en&#038;answer=2476664</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2013/01/Examples-of-what-to-enter-when-creating-a-list-AdWords-Help_1357548048169.jpeg"><img class="aligncenter  wp-image-369" title="Examples of what to enter when creating a list - AdWords Help_1357548048169" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2013/01/Examples-of-what-to-enter-when-creating-a-list-AdWords-Help_1357548048169.jpeg" alt="" width="405" height="181" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="http://blog.imevolution.it/366/elenco-per-il-remarketing-basato-su-regole-attenzione-alla-traduzione/">Elenco per il remarketing basato su regole: attenzione alla traduzione!</a> sembra essere il primo su <a href="http://blog.imevolution.it">IM Evolution Blog</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Il Disavow Tool funziona? Si, No, Dipende&#8230;</title>
		<link>http://blog.imevolution.it/350/disavow-tool/</link>
		<comments>http://blog.imevolution.it/350/disavow-tool/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 Jan 2013 10:51:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bove</dc:creator>
				<category><![CDATA[Motori di Ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2012/12/penalizzionepanguin1.png" /></div><p>Molti l&#8217;aspettavano, ma quando è arrivato  il 16 Ottobre scorso ha scatenato un putiferio, basta dare un&#8217;occhiata alle SERP  per avere un&#8217;idea, ma come ogni buon strumento il Disavow Tool, o come lo chiamiamo in Italia Rinnega Link, deve essere usato bene e nei casi giusti. Su questo articolo riporto le Case History di 2 [...]</p><p>L'articolo <a href="http://blog.imevolution.it/350/disavow-tool/">Il Disavow Tool funziona? Si, No, Dipende&#8230;</a> sembra essere il primo su <a href="http://blog.imevolution.it">IM Evolution Blog</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2012/12/penalizzionepanguin1.png" /></div><p>Molti l&#8217;aspettavano, ma quando è arrivato  il 16 Ottobre scorso ha scatenato un putiferio, basta dare un&#8217;occhiata alle <a href="https://www.google.com/search?q=il+disavow+tool&amp;hl=it&amp;safe=off&amp;client=firefox-a&amp;hs=le2&amp;tbo=d&amp;rls=org.mozilla:it:official&amp;biw=1920&amp;bih=825&amp;lr=lang_it" target="_blank">SERP</a>  per avere un&#8217;idea, ma come ogni buon strumento il <strong>Disavow Tool,</strong> o come lo chiamiamo in Italia<strong> Rinnega Link</strong>, deve essere usato bene e nei casi giusti.</p>
<p>Su questo articolo riporto le Case History di 2 siti  che avevano ricevuto Penalizzazioni differenti: un sito con una penalizzazione manuale,  ma a mio  parere anche &#8220;<em>coccolato</em>&#8221; da Panda e Penguin, un altro colpito solo da Penguin.</p>
<p>Primo Sito Analizzato (molto problematico): online dal 2003, circa 10.000 link in entrata totali, tema turistico locale, ottima indicizzazione, molti contenuti,  molti link naturali,  attività di link building passata abbastanza sporca e pesante, soprattutto su determinate aree tematiche Hotel + Località, BB + Località ecc&#8230;</p>
<p><span id="more-350"></span></p>
<p>Inoltre il sito aveva già subito in passato una penalizzazione su una pagina,  <a href="http://blog.imevolution.it/134/penalizzazione-per-troppi-link-in-entrata-ottenuti-rapidamente-ecco-come-uscirne/" target="_blank">qui un post dedicato</a>, e in più nell&#8217;anno precedente c&#8217;era stato un cambio di CMS che aveva portato non pochi problemi.</p>
<p>Questo è quello che segnala Panguin (premessa, essendo turistico il sito ha i picchi di traffico da Marzo a Settembre, gli altri mesi praticamente è in letargo):</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-352" title="penalizzionepanguin" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2012/12/penalizzionepanguin1.png" alt="" width="550" height="128" /></p>
<p>Nel mese di Aprile, con i dati di visite in ascesa, c&#8217;è un calo repentino, spariscono le Key principali e perdono diverse posizioni tutte le key secondarie, sparisce la long tail. Risultato: il sito non si riprenderà per tutta la stagione (con immensa gioia del cliente, che farà un bell&#8217;investimento in PPC)!</p>
<p>Segnalo anche uno strano effetto collaterale di questa penalizzazione,  Google torna a mostrare negli snippet delle  SERP le url del vecchio CMS,   già da mesi (9 per la precisione)  correttamente reindirizzate con 301, facendo sparire gradualmente le nuove.<br />
Anche bloccando le vecchie URL con robots, Google le faceva sparire ma non le sostituiva con le nuove,  problema che si è risolto solo con l&#8217;uscita dalla penalizzazione.</p>
<p>Comincia il periodo di analisi on e off site. Scopro che il cambio di CMS ha portato alla creazione di centinaia di pagine duplicate (ha agito il Filtro Antiduplicazione? Panda?&#8230;ancora troppo pochi dati per capire!). Risolvo in breve tempo, elimino qualche link spinto (tipo blogroll) o facente parte di un mini network del cliente  e in data 10 Maggio faccio la prima richiesta di reinclusione, alla quale risponde solertemente  Google con un bel   <strong>Reconsideration request for http://www.xxxxxxx/: Site violates Google&#8217;s quality guidelines<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-353" title="richiestadirenclusionerifiutata" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2012/12/richiestadirenclusionerifiutata.png" alt="" width="550" height="310" /></strong></p>
<p>Se risponde così allora c&#8217;è una sorta di <strong>penalizzazione manuale</strong> da parte di Google.</p>
<p>Comincia un&#8217;analisi approfondita dei link back, utilizzo WMT, Majestic Seo e Ahrefs (non mi faccio mancare niente!).</p>
<p>Inizio a selezionare i link, tanti da siti di altissima qualità, ma ce ne sono anche un bel numero da siti penosi, indecenti, sospetti e spammosi (Article Marketing su siti di scarsissima qualità, scambio link in pagine link con altri 100 siti, link nei footer, tutti con Anchor spinto), passo una lista bella corposa al cliente, che incarica una ragazza di contattare tutti i siti segnalati e richiedere/controllare la rimozione dei link.</p>
<p>La situazione a metà giugno è la seguente: moltissimi link sono stati rimossi, qualcuno non risponde alla richiesta, altri temporeggiano, qualcuno addirittura chiede un nuovo pagamento per la rimozione (!).<br />
Provo allora a fare una nuova richiesta di reinclusione, segnalando tra l&#8217;altro i siti contattati che però non hanno risposto o che non vogliono rimuovere il link, prostrandomi (virtualmente) a Google&#8230;<br />
Alla fine Google vuole proprio questo, che ci prostriamo,  se è vero che conosce i link spammosi, li avrebbe pure potuti ignorare, invece  la penalizzazione ha scopi  &#8220;<em>rieducativi</em>&#8220;!</p>
<p>Ecco dopo soli 4 giorni (siamo al 26 giugno) la nuova risposta: <strong>Reconsideration request for http://www.xxxxxxx/: Site violates Google&#8217;s quality guidelines</strong> &#8230;in pratica la fotocopia della risposta precedente! Bene, ricominciamo&#8230;</p>
<p>Incrocio ancora tutti i dati degli strumenti, comincio a selezionare man mano i link con minore qualità, arrivo a ripulire altri 3.000 link (rimangono sul groppone diversi link per i quali i rispettivi webmaster non rispondono o ritardano&#8230;), do una controllata generale alla struttura del sito che non dà nessun problema e indovinate? Faccio una nuova Richiesta di Reinclusione in data 12 Luglio. La risposta arriva il 16: <strong>Reconsideration request for http://www.xxxxxxx/: Site violates Google&#8217;s quality guidelines</strong> (stesse identiche indicazioni delle comunicazioni precedenti)&#8230;perfetto, altra batosta!</p>
<p>Il 23 Luglio (data in cui Google ha bombarbato di comunicazioni molti utenti) mi trovo 2 nuove comunicazioni identiche nel WMT,  <strong>http://www.xxxxxxxx/: Unnatural inbound links</strong> , come se non avessi ancora capito il problema link :-).</p>
<p>Ecco cosa dice di bello questa nuova comunicazione:</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-354" title="avvisolinkinnaturali" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2012/12/avvisolinkinnaturali.png" alt="" width="550" height="145" /></p>
<p>Dopo diverse mie prove di riconsiderazione, ora è arrivato anche l&#8217;avviso (certezza che il sito è stato colpito anche da una penalizzazione manuale) &#8230; quindi ulteriore scrematura dei link in entrata. Tolgo ulteriori link sui siti analizzati e ritenuti poco idonei, scopro anche diversi link tipo questo  &lt;a href=&#8221;http://dddddd&#8221;&gt;&lt;/a&gt; ( senza anchor), che erano frutto di un vecchio widget che il cliente negli anni precedenti aveva usato, ma che ora è in disuso. Per questo widget i webmaster erano già stati avvertiti e in molti casi lo avevano rimosso in malo modo, cancellando da editor e lasciando il link nascosto nell&#8217;html. A tal proposito segnalo una breve discussione su Twitter  di Piersante Panegel   <a href="https://twitter.com/ppiersante/status/259301100216283136" target="_blank">https://twitter.com/ppiersante/status/259301100216283136</a> , che dice la sua al riguardo :-)</p>
<p>Finita l&#8217;ulteriore scrematura, tutti i link rimasti sono quelli spontanei, quelli di qualità e quasi 1000 link (compresi sitewide) provenienti da siti in disuso o in cui i webmaster non rispondono (anche contattandoli usando i dati whois). Decido di fare l&#8217;ultima richiesta di reinclusione, spiegando i motivi per cui quei link pessimi sono ancora online, aggiungendo a fondo richiesta l&#8217;elenco dei siti.</p>
<p>Faccio richiesta il 12 Agosto (non era meglio andare al mare?), Google risponde il 20 Agosto&#8230; indovinate come?</p>
<p>Ebbene si, finalmente mi ha risposto <strong>Reconsideration request for http://www.xxxxxxx/: Site violates Google&#8217;s quality guidelines</strong>  :-), 4 mesi di duro lavoro e sempre la stessa identica risposta&#8230;.</p>
<p>Allora avendo la sicurezza che il problema fossero quei link non rimossi, comincio ad analizzare le pagine che sono più linkate dall&#8217;esterno (l&#8217;idea è quella di cambiare le URL delle pagine più spinte, per far restituire un 404). Purtroppo la quasi totalità dei link da eliminare puntano alla Home, quindi sfumata anche quest&#8217;idea.</p>
<p>Ormai sono quasi convinto che ci sia poco da fare, non resta che aspettare e magari col tempo il sito si riprende. Comincio a fare riunioni col cliente, per impostare un nuovo progetto con un nuovo dominio, ma ecco che il 16 arriva il Disavow, l&#8217;ultima spiaggia per poter recuperare il dominio.</p>
<p>Il 20 Ottobre compilo il file (già pronto, avevo tutti i link sotto mano) e spero che almeno stavolta Google veda l&#8217;impegno.</p>
<p>Il 9 Novembre faccio una nuova richiesta di Reinclusione a Google, segnalando che ho fatto anche il Disavow, e che quei link non sono proprio riuscito a rimuoverli, ed ecco la risposta del 13 Novembre:</p>
<p><strong>Reconsideration request for http://www.xxxxxxxxx: Manual spam action revoked</strong></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-355" title="azionedipenalizzazioneannullata" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2012/12/azionedipenalizzazioneannullata.png" alt="" width="550" height="229" /><br />
<strong>Finalmente!</strong><br />
Dopo 2 giorni il sito ha recuperato circa il 70/75% dei posizionamenti precedenti, soprattutto con la long tail.  Sò Soddisfazioni :-)<br />
Certo non siamo ancora ai livelli precedenti la penalizzazione, probabilmente c&#8217;è ancora lo zampino di altri algoritmi, o semplicemente molti dei link tolti non erano &#8220;<em>criminali</em>&#8221; e togliendoli se n&#8217;è  diminuita la spinta e la  forza.</p>
<p>Ecco cosa appare in GWT in italiano</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-373 aligncenter" title="antispam-revocato-anonimo_dettaglio" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2013/01/antispam-revocato-anonimo_dettaglio.png" alt="Antispam Revocato" width="493" height="131" /></p>
<p><strong>Seconda  Case History </strong>(parlo di un sito, ma sono più siti appartenenti allo stesso progetto con identica storia)<strong><br />
</strong></p>
<p>Parliamo di un sito Aziendale, lingua principale Inglese, 4 anni d&#8217;anzianità,  con buoni contenuti  e una buona struttura, unica grande pecca,  il cliente si è appoggiato per meno di un anno ad una web agency indiana, che ha lavorato  principalmente sulla Link Building  facendo acquisire al sito circa 18.000 Link di &#8220;<em>altissima qualità</em>&#8220;  (network di blog con contenuti duplicati,  commenti spam,  social bookmarking massiccia, forum spam ect ) usando solo una ventina di anchor text differenti e in pochi mesi.<br />
Facendo 2 conti,  il sito riceveva  circa il 40% dei link dai siti del proprio network, il restante da siti pessimi&#8230;.</p>
<p>La situazione è questa</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-361" title="penalizzazionepenguin" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2012/12/penalizzazionepenguin.gif" alt="" width="550" height="138" /><br />
Chiaramente si vede lo zampino del Pinguino,  che ha giustamente colpito la link popularity.</p>
<p>Ci rimbocchiamo le maniche, e facciamo sapere al cliente che la nostra sarà una dura battaglia, che probabilmente non darà i frutti sperati.</p>
<p>C&#8217;era un&#8217; oggettiva difficoltà sia nella rimozione di tutti quei link, sia nel far a capire a Google in un eventuale richiesta di Reinclusione che il nostro era stato un errore,  (praticamente il 97% dei link era innaturalissimo), ma contemporanemente ad un lavoro di sviluppo di un nuovo sito,  cominciamo ad analizzare i backlink&#8230;</p>
<p>Gli indiani contattati dal cliente,  rimuovono circa 6.000 link , su molti altri non hanno possibilità di intervento,  noi intanto facciamo rimuovere dai siti di tutto il network  i link (ovviamente sitewide) verso il sito principale,  facciamo cambiare le URL maggiormente linkate, per far restituire un 404.</p>
<p>Dopo 3 Mesi,  siamo ai primi di Ottobre, non si muove assolutamente nulla e  decidiamo di testare il Disavow appena lanciato.</p>
<p>Il 20 Ottobre carichiamo il file,  il 20 Novembre dopo un mese facciamo una richiesta di reinclusione,  segnalando di aver anche fatto il Disavow.</p>
<p>Il 23 Novembre, rispost: <strong>Richiesta di riconsiderazione per http://www.xxxxxxxxx /: nessun intervento manuale antispam rilevato</strong></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-363" title="rispostagooglenessun" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2012/12/rispostagooglenessun.png" alt="" width="550" height="438" /></p>
<p>In soldoni? Penalizzazione algoritmica, talmente tanto vasta che  manco il Disavow ti può salvare&#8230; :-).</p>
<p>Decidiamo insieme al cliente di concentrandoci su un nuovo progetto parallelo,  ovviamente stiamo continuando a testare diverse cose sul sito penalizzato,  per cercare di recuperarlo.</p>
<p>Da queste esperienze sono scaturite alcune considerazioni:</p>
<ol>
<li>Le  penalizzazioni manuali sono paradossalmente più facili avendo una specie di risposta da Google,  per primo caso il Disanow tools ha funzionato e il risultato è stato praticamente immediato;</li>
<li>Pare che  il Disavow per penalizzazioni algoritmiche  non abbia alcun effetto immediato,  per Penguin potrebbe essere che l&#8217;effetto si avrà nel rilascio delle nuove release , (aggiorneremo questo post con eventuali novità).<br />
Qui  <a href="http://www.seowizz.net/2012/10/the-disavow-tool-works-real-sites-real-recoveries.html" target="_blank">http://www.seowizz.net/2012/10/the-disavow-tool-works-real-sites-real-recoveries.html</a> si parla di rientro anche da penalizzazione algoritmiche; per  siti che seguiamo noi, anche al di là di questi casi, non è successo niente, finora;</li>
<li>Il Disavow può essere utile, se si è lavorato generalmente bene,  facendo solo &#8220;<strong>qualche errore</strong>&#8220;,    ma non porta risultati se la maggior parte del lavoro è stato fatto male, violando palesemente le linee guida di Google;<br />
Ma questo è comprensibilissimo. Google dice: &#8220;Se hai messo qualche link troppo spinto, toglilo se puoi,  se no segnalalo e forse avrai il perdono&#8221;. Ma se il tuo modus operandi fino ad ora è stato quello di lavorare male, hai messo solo link artificiosi,  da risorse discutibili,  non credo che basti un suggerimento per azzerare tutto.<br />
Sarebbe decisamente troppo semplice dire a chi fa perennemente e costantemente spam: &#8220;fai quello che vuoi, poi, se ti becco,  chiedi perdono e ti sarà dato…&#8221;</li>
</ol>
<p>Chiudiamo con una citazione del  buon Matt Cutts  in uno dei suoi tanti video (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=393nmCYFRtA" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=393nmCYFRtA</a>) dice questo &#8220;<em>Usare il Tool Disavow links  è consigliabile solo in pochissimi casi, per esempio nei casi in cui si sa con certezza che si è partecipato a uno schema di links, aver acquistato link, quando si siano ricevuti i messaggi dal Team Search Quality di Google che avvisavano di una penalizzazione manuale o di una possibile partecipazione a schemi di links, ect ect</em>&#8220;,  gli crediamo stavolta? :-)</p>
<p>E voi che esperienze e ipotesi avete in merito all&#8217;utilizzo del Disavow?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="http://blog.imevolution.it/350/disavow-tool/">Il Disavow Tool funziona? Si, No, Dipende&#8230;</a> sembra essere il primo su <a href="http://blog.imevolution.it">IM Evolution Blog</a>.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La Seo è Morta &#8211; Infografica su chi vuole la Seo morta</title>
		<link>http://blog.imevolution.it/334/infografica-chi-vuole-la-seo-morta/</link>
		<comments>http://blog.imevolution.it/334/infografica-chi-vuole-la-seo-morta/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Oct 2012 14:38:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bove</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2012/10/seo-morta540.gif" /></div><p>Ecco la bellissima infografica di SEOBOOK,  tradotta in Italiano,  che spiega molto chiaramente i vari &#8220;decessi&#8221; della SEO annunciati nel corso degli ultimi anni. L&#8217;infografica cerca di rispondere, direi in modo azzeccatissimo, ma ovviamente non va generalizzato,   alle varie domande su: CHI   ha detto che la SEO è morta: C&#8217;è un ampia scelta: Web [...]</p><p>L'articolo <a href="http://blog.imevolution.it/334/infografica-chi-vuole-la-seo-morta/">La Seo è Morta &#8211; Infografica su chi vuole la Seo morta</a> sembra essere il primo su <a href="http://blog.imevolution.it">IM Evolution Blog</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2012/10/seo-morta540.gif" /></div><p>Ecco la bellissima infografica di SEOBOOK,  tradotta in Italiano,  che spiega molto chiaramente i vari &#8220;decessi&#8221; della SEO annunciati nel corso degli ultimi anni.</p>
<p>L&#8217;infografica cerca di rispondere, direi in modo azzeccatissimo, ma ovviamente non va generalizzato,   alle varie domande su:</p>
<ul>
<li><strong>CHI   ha detto che la SEO è morta:</strong> C&#8217;è un ampia scelta: Web Designer, Giornalisti, Blogger, Social Media Marketing Guru, Guru di Adwords ect ect..</li>
<li><strong>COSA sostengono i fautori di questa teoria</strong>:  Che la SEO sta avvelenando Internet,  Che la Seo è Morta,  Che La Seo è una truffa ect ect&#8230;</li>
<li><strong>PERCHE&#8217;  dicono che SEO è spacciata</strong>:  perchè in alcuni casi alcuni operatori web vedono spostare i budget dai loro servizi sulla SEO,  perchè non sono capaci di farla ect ect&#8230;</li>
<li><strong>COME  praticano la SEO queste persone</strong>: Inserendo link sui siti dei loro clienti, programmi di affiliazione, interviste ect..</li>
</ul>
<p><span id="more-334"></span>Interessanti anche le considerazioni sul perchè la SEO non morirà mai:</p>
<ol>
<li>Ai motori di ricerca piace avere un punto di vista aperto per dare ai publisher  l&#8217;incentivo per  aumentare il prezzo  del loro contenuto, creando così l’opportunità di modificare a proprio vantaggio la catena del valore.</li>
<li>Storicamente supportare la pirateria in privato è stato prezioso per i motori di ricerca al momento di negoziare accordi per la licenza dei contenuti con i  media.</li>
<li>Se la gente si accorgesse che ciò che guarda su un motore di ricerca non è altro che pubblicità, farebbe le sue ricerche altrove.</li>
<li>Se ci sono risultati organici, il motore di ricerca può addossare le colpe all’esterno quando qualcosa non va.</li>
</ol>
<p>(Clicca sull&#8217;immagine per vederla in dimensione reale)</p>
<p><a href="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2012/10/seo-morta2.gif"><img class="aligncenter size-large wp-image-338" title="seo-morta" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2012/10/seo-morta540.gif" alt="Seo è Morta" /></a></p>
<p>Ritieniti libero di diffonderla  liberamente, se la vuoi sulle tue pagine copia il codice qui sotto, scegliendo la dimensione che più si adatta alle tue esigenze:</p>
<p><strong>Dimensione  314px x 1024px</strong><br />
<textarea rows="5"  cols="55" >
<p><a href="http://blog.imevolution.it/334/infografica-chi-vuole-la-seo-morta"><img src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2012/10/seo-morta2-312x1024.gif" border="0" alt="SEO è morta" /></a></p>
</textarea></p>
<p><strong>Dimensione 540px x 1771px<br />
</strong><textarea rows="5"  cols="55" >
<p><a href="http://blog.imevolution.it/334/infografica-chi-vuole-la-seo-morta"><img src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2012/10/seo-morta540.gif" border="0" alt="SEO è morta" /></a></p>
</textarea></p>
<p><strong>Dimensione Originale 1200px x 3935px<br />
</strong><textarea rows="5"  cols="55" >
<p><a href="http://blog.imevolution.it/334/infografica-chi-vuole-la-seo-morta"><img src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2012/10/seo-morta2.gif" border="0" alt="SEO è morta" /></a></p>
</textarea><strong><br />
</strong></p>
<p><strong><a href="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2012/10/seo-morta.pdf">Qui il PDF</a></strong></p>
<p>L&#8217;infografica è stata liberamente tradotta  da <a href="http://www.seobook.com/learn-seo/infographics/death-of-seo.php">http://www.seobook.com/learn-seo/infographics/death-of-seo.php</a> con l&#8217;autorizzazione di  Aaron Wall,  da <a href="http://www.imevolution.it">Imevolution</a> con l&#8217;aiuto di <a href="http://blog.achille.name">Sante J. Achille</a></p>
<p><strong>Tu cosa ne pensi?</strong></p>
<p>L'articolo <a href="http://blog.imevolution.it/334/infografica-chi-vuole-la-seo-morta/">La Seo è Morta &#8211; Infografica su chi vuole la Seo morta</a> sembra essere il primo su <a href="http://blog.imevolution.it">IM Evolution Blog</a>.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il Guest blogging dopo Penguin</title>
		<link>http://blog.imevolution.it/331/il-guest-blogging-dopo-penguin/</link>
		<comments>http://blog.imevolution.it/331/il-guest-blogging-dopo-penguin/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Oct 2012 12:37:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Veronica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.imevolution.it/?p=331</guid>
		<description><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2012/10/google-penguin-update.jpg" /></div><p>In un vecchio articolo del nostro blog abbiamo già approfondito il discorso del guest blogging, esaminandone le principali caratteristiche e le opportune metodologie da applicare (clicca qui per approfondire). Pertanto, non ritorneremo a parlare dettagliatamente dell&#8217;argomento, ma alla luce di quanto accaduto con le varie penalizzazioni post Penguin cercheremo di capire se ha ancora senso [...]</p><p>L'articolo <a href="http://blog.imevolution.it/331/il-guest-blogging-dopo-penguin/">Il Guest blogging dopo Penguin</a> sembra essere il primo su <a href="http://blog.imevolution.it">IM Evolution Blog</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2012/10/google-penguin-update.jpg" /></div><p><a href="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2012/10/google-penguin-update.jpg"><img class="alignleft  wp-image-333" style="margin: 5px" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2012/10/google-penguin-update.jpg" alt="" width="239" height="278" /></a>In un vecchio articolo del nostro blog abbiamo già approfondito il discorso del guest blogging, esaminandone le principali caratteristiche e le opportune metodologie da applicare (<a href="http://blog.imevolution.it/303/il-guest-blogging-a-fini-seo-cose-e-come-avere-successo/">clicca qui per approfondire</a>).</p>
<p>Pertanto, non ritorneremo a parlare dettagliatamente dell&#8217;argomento, ma alla luce di quanto accaduto con le varie penalizzazioni <em>post Penguin</em> cercheremo di capire se ha ancora senso utilizzare il guest blogging come strategia di web marketing.</p>
<p>Partiamo da un presupposto: chi pensa che la link building sia morta, si sbaglia!<span id="more-331"></span></p>
<p>I link <em>dofollow</em> che puntano verso un dato sito web sono ancora, insieme ad altri fattori, gli “strumenti” che più di altri influiscono nel trust di un sito, consentendogli di “scalare” le posizioni nelle SERPs.</p>
<p>Penguin non ha ammazzato i link, ha semplicemente decretato la fine delle “scorrette” strategie di link building, quelle che lo stesso Google definisce come strategie di <em>link spam</em> (ne sono un esempio le miriadi di mail spedite tramite WMT ).</p>
<p>Quali sono i <em>link spam</em>? Su questo argomento ci sarebbe molto da dire ma affronteremo il discorso in separata sede:-)</p>
<p>Per ora ci basta sapere che per definizione i <em>link spam</em> sono, da sempre, tutti quei link che Google considera “innaturali” in altre parole non spontanei, artefatti e quindi creati <em>ad hoc </em>da un SEO, un webmaster, etc&#8230;</p>
<p>Detto ciò, alla domanda: “si può ancora sfruttare il guest blogging nel web marketing?” rispondiamo: assolutamente sì.</p>
<p>Il guest blogging è ancora uno strumento valido per “scovare” e ottenere <em>back link con tag dofollow</em> verso un dato sito. È evidente, però, che chi prima utilizzava il guest blogging alla stregua dell&#8217;<em>article marketing</em> deve completamente rivedere la sua strategia.</p>
<p>Il guest blogging ci dà la possibilità di sfruttare gli spazi messi a disposizione dai blogger per pubblicare contenuti con link, su siti a tema, ma ovviamente non si deve esagerare! Il tutto deve sembrare assolutamente naturale</p>
<p><span style="font-size: medium">Cosa si deve evitare:</span></p>
<p><span style="font-size: small">Il guest poster, ossia chi propone un guest post per la pubblicazione, deve avere dei semplici accorgimenti, che <strong>sono sempre stati alla base della SEO</strong>, ma che ora, dopo l&#8217;avvento di Penguin, assumono una valenza più forte poiché si ha a che fare con un vero e proprio algoritmo che colpisce tutti e indistintamente senza dare possibilità di replica. </span></p>
<p><span style="font-size: small">Vediamoli in dettaglio:</span></p>
<ul>
<li>evitare dei link con <em>anchor text</em> nel contenuto del post proposto. É preferibile lincare l&#8217;url estesa di un dato sito o, meglio ancora, un&#8217;intera frase o il clicca qui;</li>
<li>evitare un numero elevato di <em>deep-link </em>verso una data pagina: <strong>&#8220;troppi&#8221;</strong> link verso una medesima <strong>pagina interna</strong> sono molto sospetti agli occhi di Google e anche in questo caso è preferibile lincare l&#8217;url estesa o il clicca qui.</li>
<li>Evitare <strong>pubblicazioni frequenti </strong>con link che puntano verso uno stesso sito. Il numero di link ricevuti da un dato sito, in un dato arco di tempo, resta uno dei fattori di <em>alert;</em></li>
<li>Evitare di “forzare” l&#8217;inserimento del link. Il link soprattutto se presente nel contenuto del post, e non nella bio, deve sempre sembrare il più naturale possibile, quindi ben contestualizzato.</li>
<li>Evitare di proporre e contenuti poco argomentati, scritti con il solo scopo di inserire un link. Tutti i post pubblicati devono essere di qualità: corretti grammaticalmente e sintatticamente; ricchi di dettagli, accompagnati da foto e video ove possibile. Ovviamente originali, ossia non duplicati né tanto meno spinnati!</li>
</ul>
<p>Ricordiamo sempre che i risultati che Google restituisce per una data ricerca hanno lo scopo di soddisfare il più possibile l&#8217;utente. Scrivere contenuti dettagliati che presentino un link di rimando, dall&#8217;apparenza per nulla “spammoso”, che avvalori quanto scritto non indurrà Google ad alcuna penalizzazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Aggiorniamo l&#8217;articolo con l&#8217;annuncio ufficiale fatto da Matt Cutts dopo l&#8217;ultimo aggiornamento di penguin, a proposito del “Guest Blogging for links”.</p>
<p>Come sempre gli annunci di Matt Cutts sono piuttosto evasivi e dicono tutto e niente. In questo caso però ribadisce alcuni concetti importanti che davamo ormai per scontati.</p>
<p><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/IMxC3wQZOyc?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Riportiamo alcuni stralci salienti del discorso:</p>
<p>1.<em> “If  you&#8217;re a high quality writer [...] it can be a good win for the person who hosts that. [...] And it can be a great way for maybe someone who isn&#8217;t quite as wee-known but writes really, really well to get to be known a little bit better.”</em></p>
<p>La pubblicazione di un guest post, <strong>purchè sia di qualità</strong>, ha un valore duplice: conviene sia a chi lo pubblica (arricchisce il proprio blog con contenuti validi) sia a chi lo propone (per farsi maggiormente conoscere). L&#8217;elemento qualità, però, è imprescindibile. Del resto il riferimento a <em>high quality writer, </em>è evidente ed è un pensiero che ci proietta immeditamente verso la nuova frontiera del <strong>Google Authorship</strong>.</p>
<p><em> 2. “Sometimes it get taken to extremes,” he says. “You’ll see people writing…offering the same blog post multiple times or spinning the blog posts, offering them to multiple outlets. It almost becomes like low-quality article banks.”</em></p>
<p>Anche il guest blogging viene estremizzato. È chiaro che bisogna evitare contenuti spinnati o riproposti più volte perchè vengono subito etichettati come low quality articles.</p>
<p><em>3.  “When you’re just doing it as a way to sort of turn the crank and get a massive number of links, that’s something where we’re less likely to want to count those links” .</em></p>
<p>Se si creano contenuti con il solo scopo di inserire un massiccio numero di link è chiaro che Google è meno propenso a considerarli.</p>
<p>L'articolo <a href="http://blog.imevolution.it/331/il-guest-blogging-dopo-penguin/">Il Guest blogging dopo Penguin</a> sembra essere il primo su <a href="http://blog.imevolution.it">IM Evolution Blog</a>.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Seo VS Pay per Click: chi vince secondo Google?</title>
		<link>http://blog.imevolution.it/309/studio-google-interazione-annunci-a-pagamento-e-risultati-organici/</link>
		<comments>http://blog.imevolution.it/309/studio-google-interazione-annunci-a-pagamento-e-risultati-organici/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 09:23:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna-Lisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Search Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[adwords]]></category>
		<category><![CDATA[annunci]]></category>
		<category><![CDATA[pay per click]]></category>
		<category><![CDATA[risultati organici]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.imevolution.it/?p=309</guid>
		<description><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2012/04/ppc-organico1.jpg" /></div><p>Il tuo sito compare sia tra i risultati organici che tra quelli a pagamento e ti stai chiedendo se stai bruciando i tuoi soldi con un investimento inutile? Tranquillo, non sei l&#8217;unico a esserti posto questa domanda! Ci ha pensato già Big G, che si è chiesto in che modo risultati a pagamento e organici [...]</p><p>L'articolo <a href="http://blog.imevolution.it/309/studio-google-interazione-annunci-a-pagamento-e-risultati-organici/">Seo VS Pay per Click: chi vince secondo Google?</a> sembra essere il primo su <a href="http://blog.imevolution.it">IM Evolution Blog</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2012/04/ppc-organico1.jpg" /></div><h2>Il tuo sito compare sia tra i risultati organici che tra quelli a pagamento e ti stai chiedendo se stai bruciando i tuoi soldi con un investimento inutile?</h2>
<p>Tranquillo, non sei l&#8217;unico a esserti posto questa domanda! Ci ha pensato già Big G, che si è chiesto in che modo risultati a pagamento e organici interagiscano&#8230;<br />
Vediamo un pò i risultati di questo studio.<span id="more-309"></span></p>
<p>Tutto ha inizio a luglio 2011, quando  Google pubblicò uno studio chiamato Impatto dei click incrementali del PPC, nel quale mostrava come il volume di traffico da annunci sponsorizzati fosse incrementale al traffico da ricerche organiche.<br />
In quello studio, ci si poneva questi quesiti: Che succede quando gli annunci sono in pausa? Quanto recupera il traffico organico per l&#8217;assenza di traffico da annunci a pagamento?</p>
<p><strong>Il risultato fu che, quando una campagna viene messa in pausa, si perdono una media del 89% dei click a pagamento , a cui non corrisponde un aumento dei click da organico. </strong></p>
<p>In quello studio iniziale, furono esaminati solo casi in cui gli annunci erano completamente in pausa.<br />
Successivamente, è stato fatto un aggiornamento, in cui si prendevano in considerazione tre ulteriori scenari, con casi fino ad Agosto 2011.<br />
Per i casi in pausa, la percentuale di IAC (click da annunci incrementali) del 85% era un pò più bassa rispetto al valore precedente del 89%.<br />
Nei casi in cui la spesa era diminuita (in contrapposizione a quelli in pausa), gli annunci associati alla spesa diminuita  portavano una media di 80% di traffico incrementale. Ciò significa che l&#8217;80% del traffico da questi annunci non veniva recuperato dal traffico organico. Questo valore era più basso del valore del 85% dei casi in pausa, probabilmente dovuto al fatto che gli inserzionisti disattivano parti della loro campagna che ritengono meno efficaci.<br />
Anche nei casi in cui un inserzionista stava già spendendo in annunci sponsorizzati e successivamente ha aumentato la spesa, gli annunci associati portavano, in media, il 78% di traffico incrementale. Nell&#8217;ultimo scenario, in cui gli inserzionisti non stavano investendo in ppc ed hanno attivato gli annunci, il traffico incrementale è stato del 79%.<br />
In linea di massima, le conclusioni furono che<strong> gli annunci portano una porzione molto alta di traffico incrementale, traffico che non è sostituito dalla navigazione dai posizionamenti organici quando gli annunci vengono sospesi o attivati.</strong></p>
<p>Dopo aver pubblicato lo studio iniziale, al responsabile Google della ricerca sono stati chiesti ulteriori dettagli per cui lo studio ha necessitato di approfondimenti, che andassero a scoprire nel dettagli l&#8217;interazione tra risultati organici e annunci a pagamento.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2012/04/ppc-organico1.jpg"><img class="size-full wp-image-311 aligncenter" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2012/04/ppc-organico1.jpg" alt="" width="544" height="304" /></a></p>
<h2>In pratica, che succede se il sito è presente anche nelle prime posizioni dei risultati organici?</h2>
<p>Nell&#8217; ulteriore follow up dello studio originale quindi sono state fatte due domande fondamentali: quanto spesso una impression di annuncio è accompagnata da un risultato organico associato? e come varia l&#8217;incrementalità dei click da annunci con la comparsa di risultati organici?</p>
<p>Una meta analisi di 390 annunci ppc in pausa ha evidenziato l&#8217;opportunità limitata per i click da risultati organici di sostituire i click da annunci quand gli annunci sono in pausa.<br />
É stato riscontrato che<strong> in media l&#8217;81% delle impression e il 66% del click da ppc avvengono in assenza di un risultato organico associato nella prima pagina dei risultati</strong>. Inoltre, con molta sorpresa per tutti, in media il 50% dei click ppc che avvengono con un risultato organico in prima posizione è incrementale. Ciò significa che<strong> il 50% dei click sugli annunci a pagamento non sono sostituiti da click sui risultati organici quando gli annunci non compaiono, nonostante il risultato organico sia nelle prime posizioni!</strong><br />
Ovviamente la stima dell&#8217;incrementalità media dei click da annunci aumenta quando la posizione è più bassa; l&#8217;82% dei click da ppc è incrementale quando il risultato oranico associato sta tra la 2a e 4a posizione e il 96% è incrementale quando sta sotto la 4a posizione.</p>
<p>Sebbene queste conclusioni diano un&#8217;idea sull&#8217;andamento generale, è chiaro che i risultati singoli possono variare, per cui<em> è fondamentale testare sempre</em>. É inoltre importante notare che lo studio si concentra sui click e non sulle conversioni, il che significa che <em>non è ancora chiaro in che misura i click incrementali portino effettivamente ad una conversione. </em></p>
<p>Attendiamo fiduciosi un ulteriore approfondimento da parte di Big G sull&#8217;argomento&#8230;ma nel frattempo, non smettete di investire nel pay per click&#8230;potreste pentirvene!;-)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Fonti</em>:</p>
<p><a href="http://googleresearch.blogspot.it/2012/03/impact-of-organic-ranking-on-ad-click.html">http://googleresearch.blogspot.it/2012/03/impact-of-organic-ranking-on-ad-click.html</a></p>
<p><a href="http://googleresearch.blogspot.it/2012/03/search-ads-pause-studies-update.html">http://googleresearch.blogspot.it/2012/03/search-ads-pause-studies-update.html</a></p>
<p>L'articolo <a href="http://blog.imevolution.it/309/studio-google-interazione-annunci-a-pagamento-e-risultati-organici/">Seo VS Pay per Click: chi vince secondo Google?</a> sembra essere il primo su <a href="http://blog.imevolution.it">IM Evolution Blog</a>.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il guest blogging a fini SEO: cos&#8217;è e come avere successo!</title>
		<link>http://blog.imevolution.it/303/il-guest-blogging-a-fini-seo-cose-e-come-avere-successo/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Mar 2012 09:07:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Veronica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[guest blogging]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.imevolution.it/?p=303</guid>
		<description><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2012/03/guest-blogging.jpg" /></div><p>Sempre più spesso, nel settore del web marketing, si sente parlare di strategie di guest blogging o guest posts&#8230; Ma di cosa si tratta e soprattutto come fare affinché queste strategie abbiano davvero successo? Vediamo di capirci qualcosa! Il guest blogging, spesso identificato più semplicemente con il termine guest post che lo rappresenta, è una [...]</p><p>L'articolo <a href="http://blog.imevolution.it/303/il-guest-blogging-a-fini-seo-cose-e-come-avere-successo/">Il guest blogging a fini SEO: cos&#8217;è e come avere successo!</a> sembra essere il primo su <a href="http://blog.imevolution.it">IM Evolution Blog</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2012/03/guest-blogging.jpg" /></div><p>Sempre più spesso, nel settore del web marketing, si sente parlare di strategie di guest blogging o guest posts&#8230; Ma di cosa si tratta e soprattutto come fare affinché queste strategie abbiano davvero successo?</p>
<p>Vediamo di capirci qualcosa!</p>
<p><a href="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2012/03/guest-blogging.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-304" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2012/03/guest-blogging.jpg" alt="Guest Blogging Efficace" width="550" height="300" /></a><span id="more-303"></span></p>
<p>Il guest blogging, spesso identificato più semplicemente con il termine <em>guest post</em> che lo rappresenta, è una nuova strategia di marketing, volta:</p>
<ul>
<li>ad affermare un nuovo brand (anche personale) o ad accrescerne il valore;</li>
<li>ad aumentare il numero di back link verso un proprio sito (non a caso molti la definiscono come una potente tecnica di Link Building);</li>
<li>ad entrare in contatto con nuovi bloggers ed esperti del settore, dalle cui collaborazioni potrebbe nascere, nel presente o nel futuro, qualcosa di interessante e produttivo per entrambi;</li>
<li>ad aumentare il traffico verso il sito, soprattutto se il sito dove si scrive è grande e conosciuto</li>
</ul>
<p>In termini pratici, il primo step della strategia consiste nel cercare e trovare blogger disposti ad accettare ed ospitare (da qui il termine guest), sul loro sito/blog, pubblicazioni ed articoli di terze persone. Si tratta quindi di uno scambio equo, noi scriviamo contenuti di alto interesse per far conoscere un prodotto o un servizio o ottenere un link e il blog che ospita ha un contenuto valido in più per i suoi lettori.</p>
<p>In molti casi, i blogger/webmaster che accettano di pubblicare i nostri post, chiedono come contropartita la pubblicazione di loro articoli su siti/blog di nostra proprietà, possibilmente di pari valore.</p>
<p>Facile capire, a questo punto, come la ricerca diventi lunga e complessa e richieda oltre che spiccate capacità collaborative, perfino buone doti per la contrattazione!</p>
<p>Si può partire subito cercando su Google, o altri motori di ricerca, query generiche del tipo “guest post”, “guest contributor”, “Guest post guidelines” in modo da identificare immediatamente quali sono i siti e i blog che mettono a disposizione una sezione per la pubblicazione di “guest post” e in questo caso, quasi sempre senza che ci sia la richiesta di una contropartita.</p>
<p>Lo stesse query di ricerca “guest post” o “guest author” possono essere sfruttate anche su twitter, importando i<strong> flussi di Twitter </strong><strong> </strong><strong>per quelle determinate parole chiave</strong>, utilizzando la funzionalità Custom RSS/Atom. Questa tecnica, però, presenta dei grossi limiti in quanto rischiamo di imbatterci in risultati ripetuti per via dei re-tweet, che dobbiamo procedere ad analizzare manualmente con enorme perdita di tempo!</p>
<p>Come ottima alternativa si potrebbe sfruttare un nuovo <strong>tool</strong> che partendo sempre dai Feed RSS elimina i duplicati in base al dominio, sveltendo il lavoro. (<em>Per ulteriori dettagli sul tool, si consiglia</em> <a href="http://www.seomoz.org/blog/want-guest-post-links-find-them-via-twitter-tool" rel="nofollow">http://www.seomoz.org/blog/want-guest-post-links-find-them-via-twitter-tool</a>)</p>
<p>Diciamo subito, però, che questo tipo di approccio è sicuramente il più facile e veloce, ma anche il meno produttivo in termini qualitativi&#8230;</p>
<p>Del resto, con quel tipo di query può venire fuori un mondo! Possiamo incorrere in siti il cui tema principale non è attinente a quello di nostro interesse; siti penalizzati perché considerati “fabbriche di links”; siti che pubblicano inserendo il tag “nofollow” sui link, etc.</p>
<p><strong>Cosa fare, dunque, per avere davvero successo?</strong></p>
<p>Un buona strategia per pubblicare i tuoi guest post è quella di affidarsi a comunità ben strutturate come nel caso di <em><strong>My Blog Guest </strong></em>(vale solo per l&#8217;inglese, almeno per ora), che consente a ciascun iscritto di sottoporre dei <em>posts</em> all&#8217;attenzione dell&#8217;intera comunità. A seconda dell&#8217;argomento trattato e dell&#8217;interesse degli altri iscritti, il tuo post riceverà delle proposte di pubblicazione e sarai tu a decidere quale accettare.</p>
<p>Prendendo visione delle diverse proposte, ovviamente potrai decidere di accettare quella, il cui sito messo a disposizione per la pubblicazione presenta maggiori garanzie di autorevolezza e popolarità.</p>
<p>A mio avviso, però, la migliore strategia legata al <em>guest blogging</em>, resta quella delle <strong>relazioni personali</strong>! Se si riesce ad entrare in contatto diretto con i blogger e i webmaster e a guadagnare la loro fiducia, possiamo permetterci di affermare che il più è fatto!</p>
<p>Ma vediamo nello specifico come fare&#8230;.</p>
<p><strong>1° Metodo</strong></p>
<p>Il modo più veloce per accrescere le “relazioni personali” è quello di contattare direttamente i blog che trattano argomenti affini a quello di nostro interesse e proporre loro una collaborazione.</p>
<ul>
<li>Cerca siti e blog di nicchia, non penalizzati e possibilmente in trust, che possano ospitare il tuo contenuto nella maniera più naturale possibile. Solo così google non si insospettirà e i link inseriti “a tema” e contestualizzati nel testo avranno davvero valore in termini SEO. Se intendi parlare di viaggi non puoi contattare siti di informatica! Perderai solo del tempo e rischierai di incorrere in serie penalizzazioni. Prevenire è meglio che curare&#8230;</li>
<li>Cerca di ottenere dei link da blog, i cui contenuti sono copiati e riutilizzati nel web. È indice che quel blog è “importante” e molto conosciuto in rete:-)</li>
<li> Cerca blog che raramente ospitano guest post. Diffidate dei blog che pubblicano solo contenuti con link, perché a lungo andare sono considerati da google come “fabbriche di link”. É preferibile scegliere blog che ospitano <em>guest post con link</em> <strong>massimo una volta a settimana</strong> e i cui restanti contenuti sono scritti quotidianamente e sprovvisti di link.</li>
<li>Analizza per ciascuno l&#8217;autorità del dominio e delle pagine del sito attraverso strumenti idonei quali Open Site Explorer e MozRank. Verifica se i blog sono collegati a social network (fb, twitter, Google +) e in tal caso prendi nota del numero dei followers, dei re-tweet o dei “+1”che ci dirà quanto quel blog è seguito nella rete e come i suoi contenuti si distribuiscono in essa.</li>
<li>Dopo aver trovato un certo numero di siti che abbiano almeno in parte le caratteristiche sopra elencate , non esitare a contattarli! Ogni sito presenta una pagina di contatti o di chi siamo&#8230; male che vada utilizza il form dei commenti, ma fai in modo che la tua richiesta giunga a destinazione, solo in questo modo, avrai buone possibilità di riuscita. Proponi la tua candidatura per la stesura di pubblicazioni che siano perfettamente a tema con il blog in oggetto, o in alternativa, una collaborazione in termini di “scambio articoli”.</li>
<li>A questo punto non ti resta che aspettare. Se il blogger contattato sarà interessato ti ricontatterà e potrai intavolare una trattativa che col tempo potrebbe trasformarsi in proficua collaborazione&#8230;. in caso contrario procedi nella lista!</li>
</ul>
<p>Per esperienza personale posso dire che non tutte le richieste andranno a buon fine, soprattutto nel “<strong>mercato anglofono</strong>”.</p>
<p>Il 50% non risponderà alle tue richieste, il 30% ti chiederà di pubblicare solo contenuti con link a blog personali o in alternativa <strong>link commerciali a pagamento</strong>; il 15% ti inserirà link con tag “nofollow” sui link ritenuti commerciali; solo il restante 5% pubblicherà i tuoi link così come avevi in mente!</p>
<p>Le percentuali cambiano fortunatamente nel “<strong>mercato italiano</strong>”, dando lustro alla collaborazione nostrana! In questo caso, le possibilità che una collaborazione vada a buon fine – sia in termini di pubblicazione diretta che in termini di scambio post &#8211; si aggira intorno al 70%! La <strong>richiesta di link a pagamento</strong>, in termini statistici, è quasi insignificante&#8230; Questa tecnica era sicuramente molto più diffusa in passato!</p>
<p><strong>2° Metodo</strong></p>
<p>Incrementa i tuoi contatti e cura le tue <em>relazioni personali</em> attraverso l&#8217;utilizzo dei social network, sfruttando quello che in gergo tecnico è chiamato <em><strong>social media marketing</strong></em>: Twitter, Facebook, LinkedIn, Google+. Crea dei profili personali, posta le tue pubblicazioni e segui quelle degli altri. L&#8217;interazione è importantissima per sviluppare nuove conoscenze. Gli altri conosceranno qualcosa di te e tu qualcosa in più degli altri. I social sono un ottimo modo per entrare in contatto diretto con i webmaster e guadagnarsi la loro fiducia attraverso i “mi piace”, i “re-tweet” e i commenti.</p>
<p>E a proposito dei social network, qualunque profilo tu voglia creare, soprattutto se intendi realizzare dei profili “fittizi” ricorda che anche in questo caso devi dare l&#8217;impressione che il profilo appartenga a una “persona in carne ed ossa”!</p>
<h2><strong>Regole per la pubblicazione (cosa fare quando si propone un guest post)<br />
</strong></h2>
<p>A prescindere dal metodo prescelto, una volta che sei entrato in contatto con i blogger/webmaster, tieni sempre in mente alcune semplici regole che valgono sempre e per qualsiasi pubblicazione:</p>
<p>1. Evita contenuti troppo corti e non approfonditi, ma allo stesso modo evita quelli troppo lunghi che potrebbero sfociare nella ridondanza o peggio nella stucchevolezza. Un mix di <strong>interesse</strong>, <strong>compendiosità</strong> e <strong>rilevanza</strong> è la strategia vincente. Poi molto dipende dai blog che ti ospitano, alcuni richiedono un numero minimo di parole.</p>
<p>2. Ottimizza i contenuti prima di proporli per la pubblicazione. Devono essere scritti e pensati in base al target di riferimento dei blog sui quali verranno ospitati. Cresceranno in questo modo le probabilità che i tuoi contenuti siano considerati “interessanti” dagli utenti che seguono quel blog e siano ulteriormente condivisi. Fai una ricerca sul blog, controlla quindi i post pubblicati in precedenza, adattati al format e segui le stesse linee guida.</p>
<p>3. Ottimizzali lato SEO. Mi capita spesso di notare, quando mi imbatto in guest post di vario genere, contenuti completamente privi di elementi, anche i più elementari, legati alla SEO. Posso facilmente intuire il perché! Pensare di andare ad ottimizzare un qualcosa che verrà ospitato su siti non di nostra proprietà potrebbe sembrare di primo acchito controproducente&#8230;ma posso assicurare che non è così! Più il contenuto è ottimizzato, più lo stesso accresce le sue possibilità di posizionamento nella serp di google &#8211; per determinate keyword &#8211; sfruttando proprio la popolarità e l&#8217;autorità del blog che lo ospita. Quindi presta attenzione&#8230; procedi con i guest post nello stesso identico modo in cui faresti se dovessi pubblicarli su un tuo blog.E non va dimenticato che un guest post può portare un buon numero di visite interessanti verso il sito linkato.</p>
<p>4. La pubblicazione non deve essere mai fine a se stessa, in altri termini, non deve avere come unico scopo quello di “far pubblicare i link inseriti al suo interno”. Devi fare in modo che il maggior numero di persone possibile condivida il tuo post sui propri profili social (twitter, fb o google plus); che la gente si iscriva ai feed RSS del tuo sito e che sia attratta da ciò che scrivi così da spingerla a seguirti.</p>
<p>5. Evita di linkare siti già penalizzati o in corso di penalizzazione, perché rischieresti di perdere la fiducia del webmaster o del blogger.</p>
<p>6. Se le tue pubblicazioni interessano principalmente il mondo “anglofono”, evita di inserire link testuali direttamente nel contenuto, a meno che tu non abbia la fortuna di imbatterti in blogger poco “prevenuti”. Una presentazione del genere, per quanto il contenuto possa essere ben scritto e interessante in termini di <em>topic</em>, ha il 99% delle probabilità di essere considerata un tentativo di <em>spam</em>. Avrai sicuramente maggiori possibilità di successo se presenterai i tuoi link all&#8217;interno di una breve presentazione di te stesso (author bio). Ovviamente sarebbe opportuno che contestualizzassi in maniera intelligente e quanto più naturale possibile, la tua bio con il link che andrai ad inserire al suo interno:-)</p>
<p>7. Ove possibile, affianca al contenuto da pubblicare, l&#8217;inserimento di una foto o di un video che rimandino ai tuoi canali “Flickr o You Tube”. Puoi anche decidere di utilizzare questi “contenuti multimediali” come alternativa ai classici link diretti, che sono sempre considerati “al limite dello spam”. Sono anch&#8217;essi un ottimo canale per accrescere il tuo brand e le visite al tuo sito, seppur di rimando.</p>
<p>Da evitare assolutamente:<strong></strong></p>
<p><strong>- Proporre articoli NON originali, oppure pubblicare lo stesso articolo su più blog.</strong></p>
<p>Uno potrebbe essere portato a pensare che pubblicare lo stesso post su diversi siti gli possa portare più visite. E&#8217; vero, ma Google non ama i contenuti duplicati, inoltre, chi vi ospita potrebbe rimanerci male e, soprattutto, lo scpo del guest blogging è quello di farsi conoscere, ottenere nuove persone ed accrescere la propria reputazione!</p>
<h2><strong>Regole di pubblicazione (cosa fare quando si accetta un guest post sul proprio blog)</strong></h2>
<p>Le regole per la pubblicazione di un <em>guest post </em>sono sostanzialmente le stesse sia nel caso in cui si propone la “candidatura” di un guest post a blog terzi, sia nel caso in cui si decida di accettare la “richiesta di pubblicazione” sul proprio blog,. Ciò che cambia, semmai, è la sola prospettiva!</p>
<p>Se, infatti, nel primo caso, il guest blogging viene sfruttato come <strong>strategia di Link Earning</strong>, nel secondo viene utilizzato al fine di <strong>arricchire il proprio blog</strong> di buoni contenuti; tenerlo sempre aggiornato e mettere su una vera e propria community.</p>
<p>Ma vediamo insieme quali sono le regole principali per accettare la pubblicazione di un un guest post ispirandoci a un bel post di <a href="http://www.quicksprout.com/2013/02/18/dont-accept-guest-posts-unless-you-follow-these-7-rules/" rel="nofollow">Neil Patel</a>:</p>
<p>1. Gli autori devono dimostrare di avere una comprovata esperienza nell&#8217;ambito della “scrittura” di contenuti di qualità. Talvolta si ricevono proposte di pubblicazione da parte di blogger che non hanno mai scritto un guest post. Ma il problema non è tanto questo, quanto piuttosto il fatto che molti di loro non scrivono “buoni” contenuti nemmeno sui loro blog&#8230;</p>
<p>Quando si riceve un guest post è necessario:</p>
<ul>
<li>“documentarsi” sull&#8217;identità del blogger che ci ha proposto la pubblicazione &#8211; ricercando il il suo profilo nel web &#8211; al fine di verificare che non sia dedito a spingere contenuti spam;</li>
<li>assicurarsi che all&#8217;interno della bio e del contenuto non vi siano link a siti spam;</li>
<li>entrare in contatto e collaborare solo con autori che scrivono contenuti ben articolati e dettagliati (la lunghezza è un indice importante), evitando tutti quegli autori il cui scopo prioritario è quello di sfornare contenuti al solo fine di inserirvi un link.</li>
</ul>
<p>2. Guarda sempre i link in uscita inseriti in un contenuto. Decidere quali link accettare e quali rimuovere è la parte più difficile del <em>guest blogging</em>. Lasciate pure che i tuoi guest blogger linchino a risorse esterne (anche a competitor) purché esse <strong>siano di beneficio </strong>per i tuoi lettori, in caso contrario rimuovili senza pensarci due volte. In linea di massima: una bio dovrebbe contenere 1 o 2 link ( al blog/sito personale o al profilo social dell&#8217;autore); un <em>blog post</em> non dovrebbe contenere meno di 4 link (su contenuti lunghi) questo perché qualsiasi argomento trattato è già stato precedentemente affrontato nel web motivo per cui, piuttosto che rigurgitare le stesse informazioni, è preferibile lincare le fonti originarie arricchendole di nuove info.</p>
<p>3. I contenuti devono essere dettagliati e unici. Non accettare mai contenuti che non siano tali. Un post dettagliato non può contenere meno di 800 – 1000 parole e deve essere privo di “fuffa” . Evita, inoltre, di accettare post che trattano argomenti già “triti e ritriti”. Il tuo blog deve arricchirsi di contenuti originali e “nuovi” così da suscitare l&#8217;interesse dei tuoi lettori. E, a proposito dell&#8217;originalità, utilizza sempre servizi come Copyscape per essere certo che non siano contenuti duplicati.</p>
<p>4. Sii pignolo! Anche se un contenuto è buono non significa che tu debba pubblicarlo per forza&#8230; un <em>guest post</em> deve essere semplicemente“eccellente”! Non accettare contenuti con errori di ortografia e di grammatica perché ciò dimostra che l&#8217;autore ci ha dedicato poco tempo;  assicurati di credere nel post perché se lo fai tu lo faranno anche i tuoi lettori&#8230; se non ti convince, non accettarlo nemmeno se è bene scritto; assicurati che il contenuto sia adatto al tuo blog, ovvero che sia a tema e in linea con esso&#8230;</p>
<p>5. Non dare mai accesso al tuo blog come autore ma solo come<em><strong> Contributor</strong></em>. L&#8217;errore più grande che si possa commettere è quello di dare accesso come <em>Author</em> al proprio blog perché si dà la possibilità a “qualcuno”di pubblicare liberamente contenuti sul tuo blog quando vuole e come vuole. Se proprio vuoi risparmiare tempo, fai in modo che un autore possa pubblicare un contenuto come “bozza” (quindi appunto come <em>Contributor</em>) in modo che tu possa visionarlo prima della pubblicazione&#8230;ma ricorda che i privilegi della pubblicazione devono spettare solo a te e a qualcuno del tuo staff. In taluni casi, si può anche valutare la possibilità di sfruttare l&#8217;<em>Authorship</em> dell&#8217;autore, facendogli inserire il link del blog sul suo profilo google+, in modo da sfruttare il suo <em>Author rank</em>.</p>
<p><a href="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2012/03/Google-Authorship2.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-382" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2012/03/Google-Authorship2.jpg" alt="Google Authorship" width="360" height="424" /></a></p>
<p>6. Ricorda: non importa chi scrive il post, una volta pubblicato sul tuo blog ne diventi il legittimo proprietario.</p>
<p>7. Gli autori che contribuiscono al tuo blog devono aiutarti a costruire e sostenere la tua community. Se vuoi costruire una vera comunity intorno al tuo blog, è necessario sfruttarli non solo attraverso i contenuti da loro scritti, ma anche e soprattutto attraverso i commenti. I loro contenuti possono essere commentati e, in tal caso, gli autori devono rispondere, anche in maniera semplice, ma è necessario che lo facciano perché solo in questo modo puoi accrescere l&#8217;interazione con i lettori del tuo blog.</p>
<p><strong>Post aggiornato il 21/02/2013</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="http://blog.imevolution.it/303/il-guest-blogging-a-fini-seo-cose-e-come-avere-successo/">Il guest blogging a fini SEO: cos&#8217;è e come avere successo!</a> sembra essere il primo su <a href="http://blog.imevolution.it">IM Evolution Blog</a>.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Corsi Web Marketing in primavera</title>
		<link>http://blog.imevolution.it/297/corsi-web-marketing-2012/</link>
		<comments>http://blog.imevolution.it/297/corsi-web-marketing-2012/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 16:50:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Bove</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corsi e Convegni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.imevolution.it/?p=297</guid>
		<description><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2012/02/adworld-experience-300x116.png" /></div><p>Dopo il disgelo, con l&#8217;avvento della primavera spuntano anche tanti corsi di web marketing molto interessanti. Ve ne presenterò 3 uno specifico su adwords, uno della durata di più giornate sull&#8217;ecommerce e infine il classico corso di webmarketing di Madri. 1) ADworld Experience I casi si successo dei migliori inserzionisti Adwords italiani dal vivo a [...]</p><p>L'articolo <a href="http://blog.imevolution.it/297/corsi-web-marketing-2012/">Corsi Web Marketing in primavera</a> sembra essere il primo su <a href="http://blog.imevolution.it">IM Evolution Blog</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2012/02/adworld-experience-300x116.png" /></div><p>Dopo il disgelo, con l&#8217;avvento della primavera spuntano anche tanti corsi di web marketing molto interessanti. Ve ne presenterò 3 uno specifico su adwords, uno della durata di più giornate sull&#8217;ecommerce e infine il classico corso di webmarketing di Madri.</p>
<p><span id="more-297"></span></p>
<p>1)  <a href="http://www.adworldexperience.it/"><img class="size-medium wp-image-298 alignright" title="adworld-experience" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2012/02/adworld-experience-300x116.png" alt="" width="300" height="116" /></a><strong>ADworld Experience</strong> I casi si successo dei migliori inserzionisti Adwords italiani dal vivo a Bologna</p>
<p>La prima edizione di &#8220;<strong>ADworld Experience</strong>&#8221; evento nazionale dedicato al <strong>Search Engine Marketing</strong>, si terrà infatti il 20 Aprile 2012 a Bologna, presso Palazzo Re Enzo in Piazza del Nettuno.</p>
<p>L&#8217;evento si basa su una giornata di formazione &#8220;sul campo&#8221; con l&#8217;analisi di casi di studio reali di campagne Adwords illustrati da alcuni tra i migliori inserzionisti Adwords italiani.</p>
<p>Nel corso della &#8220;full immersion&#8221; si alterneranno sul palco ben 15 relatori, che prima illustreranno il loro caso e poi risponderanno alle domande del pubblico. Tra gli speaker già confermati ci sono Alessandro Banchelli, Andrea Cappello, Deborah Del Cortona, Francesco Gori, Gianpaolo Lorusso, Cesarino Morellato, Francesco Piersimoni, Fabio Sutto, Francesco Tinti e Filippo Toso. Altri interventi sono ancora in fase di organizzazione e andranno a completare questa rassegna di esperienze vincenti nel panorama del web marketing italiano.</p>
<p>L&#8217;organizzazione è inoltre ancora aperta a operatori del settore che vogliano esporre qualche case history del proprio repertorio Adwords. In caso di selezione, si potrà partecipare gratuitamente all&#8217;intero evento e confrontarsi sulla propria esperienza durante il &#8220;SEM Ignite&#8221; del pomeriggio, a cui prenderanno parte inserzionisti freelance e rappresentanti di molte tra le migliori agenzie italiane di Search Engine Marketing.</p>
<p>Al termine dei lavori, i tre casi di studio più votati dai partecipanti vinceranno il 1° &#8220;SEM Award Italia&#8221;.</p>
<p>Il costo di iscrizione all&#8217;evento parte da un costo base di 243€ (fino al 29/2/12) e salirà progressivamente fino alla data stabilita per lo svolgimento.</p>
<p>Per ulteriori informazioni: <a href="http://www.adworldexperience.it">www.adworldexperience.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>2) <a href="http://www.ecommerceacademy.it/?utm_source=imevolution&#038;utm_medium=vari&#038;utm_campaign=imevolution-promo"><img class="alignright size-medium wp-image-299" title="ecommerceacademy" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2012/02/ecommerceacademy-300x77.png" alt="" width="300" height="77" /></a>Il primo evento formativo di <a href="http://www.ecommerceacademy.it/?utm_source=imevolution&#038;utm_medium=vari&#038;utm_campaign=imevolution-promo"><strong>E-Commerce Academy</strong></a> è il <strong>Master in E-Commerce</strong>, che si terrà a Firenze da 13 Aprile al 25 Maggio 2012.</p>
<p>Il Master è un percorso formato da <strong>8 giornate altamente specializzate</strong> sulle tematiche del commercio elettronico e delle vendite online, dalla scelta della piattaforma di vendita fino alla promozione online e offline, la gestione e l’analisi dei risultati.<br />
L’obiettivo del Master è formare figure professionali altamente specializzate, capaci di operare scelte efficaci e vincenti nella realizzazione e conduzione di un negozio online, all’interno di un team, una web-agency o come consulenti di un sito di commercio elettronico.</p>
<p>Per il Master è stato  predisposto un percorso formativo specifico che permetterà di:</p>
<ul>
<li> scoprire quali sono le tecniche che possono rendere la tua un’attività di successo</li>
<li>imparare come gestire in maniera ottimale le vendite on-line</li>
<li>avere a disposizione i migliori professionisti per ciascun ambito e specializzazione</li>
<li>disporre di tutto il supporto e materiale didattico necessario</li>
</ul>
<p>Il corso in e-commerce si articola in 8 giornate, acquistabili anche singolarmente, durante le quali verranno toccati gli aspetti necessari alla creazione e promozione del proprio sito, dalle possibilità strategiche in termini di web marketing all’ottimizzazione del proprio canale di vendita e all’analisi dei comportamenti dei clienti.<br />
<strong> </strong></p>
<p><strong>A chi si rivolge</strong></p>
<p>Il Master rappresenta un’importante opportunità per chi lavora per un e-commerce, vuole avviarne uno o per chi desidera specializzarsi in questo settore in fortissima espansione e incrementare le proprie competenze strategiche e operative, sfruttando al meglio le risorse che il web mette a disposizione, per la propria carriera professionale e nel mondo del lavoro.<br />
Ai paertecipanti sarà rilasciato l’attestato di partecipazione.</p>
<p><strong>Argomenti del Corso</strong></p>
<p>Queste le tematiche che verranno trattate nei singoli moduli del Master:</p>
<p><span style="color: #993300;">Progettazione e Realizzazione dell’E-Shop</span> (13 Aprile 2012)<br />
<span style="color: #993300;">Usabilità e User Experience</span> (14 Aprile 2012)<br />
<span style="color: #993300;">SEO e Web Copywriting</span> (27 Aprile 2012)<br />
<span style="color: #993300;">Web Advertising</span> (28 Aprile 2012)<br />
<span style="color: #993300;">E-Mail Marketing e Customer Relationship Management</span> (11 Maggio 2012)<br />
<span style="color: #993300;">Social Media Marketing</span> (12 Maggio 2012)<br />
<span style="color: #993300;">Web Analytics e Web Analysis</span> (25 Maggio 2012)<br />
<span style="color: #993300;">E-Commerce Future</span> (26 Maggio 2012)</p>
<p>Le<strong> quote di partecipazione</strong> sono scontate, in esclusiva, del 25%, utilizzando il codice riportato di seguito:</p>
<p>singola giornata <span style="text-decoration: line-through;">€ 310</span> <strong>€ 232,5</strong> + IVA (fino al 16 Marzo 2012)<br />
master completo <span style="text-decoration: line-through;">€ 1950</span> <strong>€ </strong><strong>1462,5</strong>+ IVA (fino al 16 Marzo 2012)</p>
<p>La quota comprende coffee break e materiale didattico.<br />
Codice sconto: <strong>1FiX7</strong></p>
<p><a href="http://www.ecommerceacademy.it/?utm_source=imevolution&#038;utm_medium=vari&#038;utm_campaign=imevolution-promo">Per maggiori informazioni http://www.ecommerceacademy.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.madri.com/cgi-bin/3a/click.pl?id=2794&amp;amp;p=corso1"><img class="alignright size-medium wp-image-300" title="madri" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2012/02/madri-300x69.png" alt="" width="300" height="69" /></a>3) <strong>Corso Nazionale di  Web Marketing Operativo a cura di Madri</strong><br />
E&#8217; un corso professionale, quasi storico,  organizzato da oltre 10 anni in molte citta&#8217; d&#8217;Italia.<br />
E&#8217; un corso &#8220;rinomato&#8221; e i feedback lasciati finora dai partecipanti sono molto positivi.</p>
<p>- Questa edizione è ancora piu&#8217; RICCA di contenuti on-line e off-line (ci sono oltre 30 ore totali di formazione) e   si svolge in varie CITTA&#8217; (Roma, Milano, Napoli, Bologna, Firenze)</p>
<p>- E&#8217; prevista la CERTIFICAZIONE &#8220;Web Marketing Specialist&#8221;.</p>
<p>Il prezzo totale del corso è   <span style="text-decoration: line-through;">1490€</span>, prenotando subito si abbassa a  890€*<br />
Per maggiori informazione e per  iscrizioni: <a href="http://www.madri.com/cgi-bin/3a/click.pl?id=2794&amp;p=corso1">www.Madri.com</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>.</p>
<p>L'articolo <a href="http://blog.imevolution.it/297/corsi-web-marketing-2012/">Corsi Web Marketing in primavera</a> sembra essere il primo su <a href="http://blog.imevolution.it">IM Evolution Blog</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Testare gli annunci ppc: best practices</title>
		<link>http://blog.imevolution.it/291/testare-gli-annunci-ppc-best-practices/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 17:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna-Lisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[adwords]]></category>
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		<category><![CDATA[ppc]]></category>

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		<description><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="" /></div><p>Testare gli annunci può essere un processo difficile da padroneggiare. Richiede tempo e soldi, cose entrambe difficili da ottenere  quando si è  responsabile di campagne a pagamento sempre impegnato. Comunque, prestare particolare attenzione ai tuoi test può sicuramente portare a costi per click ridotti, ctr maggiori e nel suo complesso traffico più qualificato . Perciò [...]</p><p>L'articolo <a href="http://blog.imevolution.it/291/testare-gli-annunci-ppc-best-practices/">Testare gli annunci ppc: best practices</a> sembra essere il primo su <a href="http://blog.imevolution.it">IM Evolution Blog</a>.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float:left; margin:5px;"><img width="150px" src="" /></div><p>Testare gli annunci può essere un processo difficile da padroneggiare. Richiede tempo e soldi, cose entrambe difficili da ottenere  quando si è  responsabile di campagne a pagamento sempre impegnato. Comunque, prestare particolare attenzione ai tuoi test può sicuramente portare a costi per click ridotti, ctr maggiori e nel suo complesso traffico più qualificato .</p>
<p>Perciò ecco alcune best practices da prendere in considerazione quando testi i tuoi annunci.<br />
<span id="more-291"></span></p>
<p><strong>1. Rispetta i principi fondamentali</strong></p>
<p>Le tue keywords si trovano nel titolo e/o nel corpo dell&#8217;annuncio? se la risposta è no, dovresti prendere in considerazione di rivedere il testo dell&#8217;annuncio e trovare un modo per includere le tue keywords. Oltre a contribuire a punteggi di qualità superiori, le parole chiave posizionate nel testo dell&#8217;annuncio stesso possono aiutare il tuo annuncio a distinguersi dagli altri in quanto esse appaiono in grassetto dopo che la query di ricerca di un utente attiva l&#8217;annuncio nella serp. Questo può essere un ottimo modo per aumentare il ctr.</p>
<p><strong>2. Crea un punto di riferimento</strong></p>
<p>Prima di immergerti in un test di un annuncio, è importante creare un punto di riferimento dei dati. Ti tornerà utile quando inizierai a testare più varianti. Documentare i tuoi tentativi potrebbe sembrare eccessivamente meticoloso, ma ne vale la pena sul  lungo periodo in quanto avrai accesso dettagliato agli annunci che funzionavano e a quelli che non funzionavano.</p>
<p><strong>3. Sii creativo</strong></p>
<p>Testare gli annunci è un bel modo per chi gestisce ppc di mostrare i propri muscoli creativi visto che le combinazioni sono pressoché infinite. Sebbene possa sembrare un gioco da ragazzi, è particolarmente importante tenerlo a mente: sei in competizione con molte altre aziende che offrono il tuo stesso prodotto/servizio. Di conseguenza, parte della tua attenzione dovrebbe essere rivolta a trovare dei modi creativi per raggiungere il tuo pubblico. Per esempio, dovresti provare a menzionare dei riconoscimenti prestigiosi che la tua azienda ha ricevuto, che dimostrano un eccezionale servizio clienti. Le possibilità sono infinite!</p>
<p><strong>4. Tieni a mente le interfacce</strong></p>
<p>Per impostare il tuo test in maniera corretta, devi sapere quale interfaccia stai usando. Ciò è importante perché la rotazione degli annunci viene gestita in modo diversa da  Google Adwords rispetto al Microsoft Adcenter. In Adwords, gli inserzionisti possono scegliere tra 3 diverse impostazioni di rotazione. Invece in Adcenter, il sistema mostrerà automaticamente l&#8217;annuncio più performante man mano che maturano i dati nel tempo. Per evitare di incorrere in questo problema, è bene creare nuovi annunci da testare uno contro l&#8217;altro (crea un nuovo annuncio base da testare con il tuo annuncio esperimento). In questo modo, la performance storica del tuo annuncio base non influenzerà il test e in ultima analisi ti fornisce una serie migliore di dati con cui lavorare.</p>
<p><strong>5. Usa un valore statistico quando prendi delle decisioni</strong></p>
<p>Una variazione della locuzione descrive il valore statistico come la quantità di prove richieste per accettare che un evento è  improbabile che si sia verificato per caso. In altre parole, i dati parleranno da sé quando si testeranno due o più cose. Naturalmente tutti possiamo avere un&#8217;opinione su quali annunci funzionano di più di altri, ma le opinioni da sole non possono definire con esattezza un vero vincitore. Ecco perché è importante usare il valore statistico per determinare l&#8217;annuncio più performante in quanto i dati sono l&#8217;unica cosa presa in considerazione, liberi da errori.</p>
<p><strong>6. Testa solo un elemento per volta</strong></p>
<p>Decidere quale elemento testare può essere difficile visto che le combinazioni sono quasi infinite. Ecco perché diventa importante concentrarsi solo su un elemento per ogni test. Ecco alcuni elementi che tutti gli inserzionisti dovrebbero testare: titolo, descrizione, url visualizzato, punteggiatura e maiuscole. Per esempio, potrei confrontare due diversi titoli  o due varanti di url visualizzate. Qui l&#8217;unico limite è il cielo! Assicurati solo di concentrarti su un elemento per ciascun test e lascia gli altri componenti dell&#8217;annuncio costanti.</p>
<p><strong>7. Usa il flusso del traffico per definire un buon lasso di tempo.</strong></p>
<p>I modelli di traffico variano da settore a settore e da cliente a cliente. Ecco perché è importante determinare, prima di far partire il test, quale sarà considerato un lasso di tempo sufficiente o  quale l&#8217;insieme dei dati. Come regola generale, io uso 200/1000 di una metrica predefinita (di solito i click o le impressions) per indicare il lasso di tempo. Se il traffico tende a muoversi lentamente nell&#8217;account, propenderei di più verso il 200. Invece, se il traffico si muove velocemente, userei un valore più alto (tipo 1000) per la tempistica del test. In sostanza, si riduce tutto a quanto tempo ci vuole per raccogliere una serie sufficiente di dati, perciò scegli con saggezza!</p>
<p><strong>8. Non smettere mai di testare</strong></p>
<p>Sii sempre alla ricerca di nuove idee da testare perché le combinazioni sono quasi infinite. Se hai problemi a trovare nuove idee da testare per il testo dell&#8217;annuncio, puoi iniziare a legare varianti di testo dalle landing page. Potresti anche provare a fare qualche ricognizione per scovare cosa stanno offrendo i tuoi competitors per ulteriori idee. Perciò cosa aspetti? Testa testa e testa ancora di più&#8230;</p>
<p>Liberamente tradotto da <a href="http://www.ppchero.com/ad-testing-made-easy-best-practices/">PPChero.com</a></p>
<p>L'articolo <a href="http://blog.imevolution.it/291/testare-gli-annunci-ppc-best-practices/">Testare gli annunci ppc: best practices</a> sembra essere il primo su <a href="http://blog.imevolution.it">IM Evolution Blog</a>.</p>]]></content:encoded>
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