Archivio per novembre, 2007


Un approccio al marketing online con i social network

Leggevo i post su MiniMarketing che parla di come sia importante per le aziende partecipare ai blog e non solo costruirli e quello su Pandemia sulle differenti tipologie di blog esistenti.

Mi è venuto in mente un articolo riguardante le nuove regole del Marketing nell’epoca del social computing che avevo letto tempo fa, di Jaap Favier (Vice President and Research Director Forrester Research) e sono riuscito a ritrovare in Rete la sue slide in pdf.

Prendendo atto che

  • c’è una crescente diffusione di PC e Smartphone con potenza sempre maggiore e costo sempre minore
  • le connessioni si diffondono sempre di più facendo venire meno le problematiche legate al luogo e al tempo
  • il cliente è meno fedele ai marchi
  • il cliente si fida molto delle raccomandazioni di amici/conoscenti e delle recensioni online
  • le segmentazioni della clientela (classiche) non tengono conto delle dinamiche di gruppo

propone un nuovo approccio al marketing ben schematizzato da una slide con le 3 piramidi:

Le Tre piramidi del nuovo marketing

Il Marketing “classico” di tipo push (e controllato dalle aziende) funziona solo per i pigroni (Couch Patatoes), quelli che si limitano a leggere i siti ed i blog con interazioni minime.
Per chi appartiene ed utilizza i social network in maniera attiva occorre un altro approccio: bisogna offrire loro contenuti validi che possano interessarli e permettere quindi agli utenti di “collezionarli” e ordinarli ad uso e consumo di altri utenti.
Poi ci sono i critici che commentano i post dei blog, rispondono sui forum, fanno notare i difetti e i pregi dei prodotti e/o servizi e magari fanno anche delle recensioni; con questi utenti le persone delle aziende devono dialogare (come evidenziato nel post su MiniMarketing).
Infine ci sono i “creatori“, coloro che hanno il proprio blog o i propri siti sempre aggiornati con i quali occorre collaborare, magari iniziando ad offrirgli una piattaforma.

Sulle slide ci sono vari esempi.

Insomma diventa importante il CONTATTO e la RISPOSTA, più che i contenuti e il media.



Nuovo sistema di traduzione di Google

Se Google possiede da molto tempo ormai un servizio di traduzione automatico legato alla tecnologia Systran che si ritrova su altri Motori di Ricerca come Altavista e Yahoo, questa volta ha deciso di ampliare e di migliorare questo servizio.

Questo servizio è stato testato inizialmente sull’arabo, il cinese, il russo e il giapponese.

Se Systran aveva scelto un sistema basato su delle regole predefinite, Google ha scelto un’analisi statica per il servizio di traduzione.
Questo servizio è stato proposto anche sotto forma di Widget da integrare sul proprio sito.

E’ un traduttore automatico e il suo modo d’installazione è molto facile come il suo utilizzo. Basta andare su strumenti di Google traduzioni, scegliere la lingua tra le 14 lingue e di copiare e incollare il codice html su sito da tradure.
Ovviamente il risultato non è perfetto però molto comprensibile.
Per raggiungere un tale grado di efficacia, Google si appoggia ormai sulla sua propria tecnologia dopo essersi appoggiato per tanti anni su quella di Systran.

L’obiettivo principale di Google, non sarebbe quello di dare una traduzione perfetta, bensì di rendere accessibile il contenuto di un sito al livello internazionale

Secondo quanto riportato da Google:

Il gruppo di ricerca di Google ha sviluppato il proprio sistema di traduzione statistica per diverse combinazioni di lingue ora disponibili su Google Translate.

Nella maggior parte dei casi i sistemi di traduzione automatica avanzati disponibili in commercio e attualmente utilizzati sono stati sviluppati secondo un approccio basato su regole e richiedono molto lavoro da parte di linguisti per la definizione dei vocabolari e delle grammatiche.

Il nostro sistema adotta un approccio diverso: inseriamo nel computer miliardi di parole, sia testo monolingue nella lingua di arrivo che testo allineato composto da esempi di traduzioni eseguite da traduttori nelle varie combinazioni linguistiche. Applichiamo quindi tecniche statistiche di apprendimento per creare un modello di traduzione. Abbiamo ottenuto risultati eccellenti nelle valutazioni delle ricerche.



La Blogosfera non conta nulla (ma solo in Italia)

BlogosferaUna decina di giorni fa Gianluca Diegoli parlava della inutilità della blogosfera con valide argomentazioni:

…spesso chi vive internet (incluso me) ne sopravvaluta e di molto la capillarità. In realtà, [...] , il web illumina e connette gli illuminati, e fa (o può) molto poco per attirare chi non è ancora ‘illuminato’: per questo, dice, devi passare prima per la carta stampata, partire dalle piazze, dai bar, dalle edicole, e solo poi pensare di parlare via web.

Insomma, tranquilli, tutto quello che succede nel regno di Blogbabel, pastiglie balsamiche, rasoi miracolosi, mestruazioni virali, discussioni sulla neutralità della rete, Persone Depresse, personalità confuse, barcamp belli vs barcamp brutti, contenuti mancanti, il forse-telefonino di Google, il sistema operativo leopardato, il buzzmarketing fondato sui blogger cosiddetti ‘influenti’, tutto questo rappresenta e sposta la realtà (perfino quella in scala 1:32 della Rete) quanto il peto di un topo modifica le previsioni del tempo a tre giorni.

E ne è scaturita anche un bella discussione sulla blogosfera dove più o meno tutti sono daccordo che occorre andare oltre il blog, oltre i social network, oltre il web 2.0.

Poi ieri leggo su La Repubblica delle elezioni in Danimarca, al di là dei risultati politici evidenzio diversi punti:

Danesi al voto, a colpi di web 2.0

Il primo ministro ha condotto la campagna elettorale su Facebook e MySpace

Un deputato ha utilizzato esclusivamente internet senza spendere nulla in spot, manifesti o pubblicità

Da segnalare anche il primo esempio di campagna elettorale unicamente sul web. Quella del deputato Bent Soelberg, che non ha investito una corona per spot, affissioni o spazi pubblicitari. Soelberg, 45 anni ed esperto di informatica alla Business School di Copenaghen, si è fatto campagna soltanto attraverso le varie comunità del Web 2.0. In Danimarca, l’80% delle famiglie ha una connessione a Internet (il 100% nei redditi medio-alti). “A parte i soldi, ho economizzato molto tempo” racconta il parlamentare liberale. “Sul Web 2.0 i contatti sono sempre ‘utili’, sono tutti potenziali elettori”

La domanda sorge spontanea: Il regno della Danimarca esce direttamente dalla fiabe? E’ il paese del Balocchi di noi internettari? Oppure siamo noi, in Italia, MOLTO indietro? Arretrati?

Potremmo mai arrivare ad un sistema come quello danese?
Certo prima bisogna pensare a diffondere le connessioni veloci ad Internet ovunque sul territorio, diffondere una maggiore cultura tecnologica e affrontare in temi rapidi le grandi Questioni utili al nostro Paese con una maggiore serietà…



IAB 2007 brevi appunti ed incontri

IAB Per il primo anno sono andato allo IAB FORUM, mi sono fatto 1 giornata e mezza, perdendomi purtroppo la prima mezza giornata dove pare ci siano state tavole rotonde interessanti.

C’era tanta euforia, bei stand (tranne quello di GOOGLE) e molte persone, si respirava tanto entusiasmo. Diverse novità, la concessionaria pubblicitaria di Virgilio ora si chiama Niumidiaadv (mi è subito venuto in mente Matt Cazz, a proposito da leggere il post sullo IAB). Ho avuto modo di conoscere nuovi prodotti e servizi (mi interessavano quelli relativi alla web analysis e all’email marketing). Yahoo ha presentato il Behavioural targeting ovvero l’erogazione di pubblicità in base al comportamento dell’utente nel loro sito, a quanto ne so diverse altre realtà la seguiranno a breve.

In generale non ho visto rivoluzioni, ma l’affinamento e il consolidamento di un trend.

Ho partecipato al Worksphop sul Search Engine moderato da Mauro Lupi e a cui partecipavano Olivier Mosca di NetBooster, Nereo Sciutto di WebRanking (Presentazione), Nicola Tanzini di Intarget e Miriam Bertoli e Luca Schiubola di TSW. Il filo conduttore è stato quello di andare oltre al posizionamento puro che è stato trattato quasi a margine, concentrandosi invece su quello che c’è nei “dintorni”:

  • la sinergia tra SEO e SEM, evidenziando il quality score
  • la User experience ovvero è utile fare Search Marketing e spendere soldi per far arrivare utenti al sito, quando poi l’esperienza di navigazione è terrificante?
  • la reputazione online (ecco un esempio in un post di qualche tempo fa di Salvatore Cariello)
  • l’eye tracking (presentazione) per migliorare le performance delle landing page e in generale per migliorare la user experience.

Peccato che questo workshop si sovrapponesse a quello sul Mobile, a cui avrei voluto partecipare.

Mi premeva salutare tutte le varie persone che ho conosciuto dal vivo (la maggior parte le conoscevo solo sul web), partendo da imprenditori “storici” del search marketing come Mauro Lupi, Nereo Sciutto, CesareOne (Cesarino Morellato), parecchie persone di TSW e di SEMS.

E poi ho conosciuto o rivisto tante altre persone come Stefano Gorgoni, Giorgio Tavernitti, Trancedesigner, Nicola Briani che mi ha dato un passaggio a casa, Nelli, Massy (che conoscevo da anni solo come editor dmoz), Leonardo Bellini, Marco Ziero, LaFra, Johnnie Maneiro , Bas Peerik e tanti altri che non ricordo…

L’evento è stato positivo di per se come fattore di crescita. Gli incontri personali ne hanno rappresentato un fattore moltiplicativo.

Alla prossima.



Google ha abbassato il PR ai siti di comunicati stampa e article marketing

L’altra mattina mi trovavo a scrivere un comunicato stampa per un cliente, e navigando sui siti piu importanti che ne permettono l’inserimento, (in un precedente articolo su questo blog ne abbiamo parlato) ho notato che sulla gran parte dei siti di CS e Article Marketing c’è stato un sostanzioso abbassamento del PR, senza che però ci siano stati cambiamenti nelle posizioni delle SERP.

La maggior parte dei siti, ora è scesa a PR 2, per carità non è che il Page Rank sia una mia fissa, però una tale svalutazione mi porta a pensare (e non sono il solo, si aperta una interessante discussione su Tutti Per Uno) che probabilmente il caro Google stia cominciando a considerare in modo diverso i comunicati stampa e l’article marketing in Italia, abbassandone l’importanza ai fini dell’aumento della Link Popularity e del Trust, bisogna capire come mai abbia attuato una simile politica.

Nell’ambiente Seo italiano, è da pochi mesi che si stava parlando dell’importanza dell’uso di CS e di AM come di una importante strategia utile ai fini del posizionamento sui motori di ricerca, in quanto si forniscono ai motori di ricerca contenuti utili e originali (nel migliore dei casi, molto spesso ho visto CS e SM davvero pessimi, pieni zeppi di link e con testi scopiazzati) ma a sto punto mi chiedo (domanda fatta anche sul forum citato precedentemente) non è che il settore dei comunicati stampa e dell’article marketing sia già “morto” prima ancora di nascere?

O che sia una strategia di Google, che vuole esclusivamente scoraggiare tutti coloro che fanno dell’utile risorsa dei CS e di AM, un mezzo per avere link in maniera semplice ? (utilizzando testi scopiazzati, fatti in modo superficiale, pieni zeppi di link)

(Aggiornamento del 15 Novembre)

Il Page Rank dei siti di comunicati stampa è ulteriomente sceso a un bel 0 (tondo tondo), ma il posizionamento nelle SERP  è rimasto stabile.



TeleMarketing autodifesa

Alcuni casi clinici di telefonate di telemarketing :-)

Direttamente da DottoressaDania.it:

Dania: -Pronto?-
Operatore: -Buonasera Signora, sono Guglielmo di Sky. Chiamavo per proporle i nostri nuovi pacchetti in offerta, adatti a ogni sua esig…
Dania : -La ringrazio Guglielmo, ma al momento sono influenzata. Se, però, mi lascia il suo numero di casa, potrei richiamarla io all’ora di cena, una di queste sere, per discuterne con calma. Che ne dice?
Operatore: -No… signora. Non ce n’è bisogno.
Dania: -Perfetto! Se non c’è bisogno di questa telefonata, la saluto.

Fantastico !

Da Dario Denni
ecco un video di un cliente BT



Google è pronto per lanciare le pubblicità in-game

Adscape Media e Google

Dopo essersi arricchito attraverso la pubblicità nei giornali, radio, televisione e molto altro, Google si lancia nel mondo dei video giochi.
Infatti, dopo Microsoft che anche lui aveva comprato l’anno scorso Massive Inc, adesso è Google che si è interessato a questo mercato.
Qualche mese fa, infatti, Google aveva comprato Adscape Media, una piccola start-up che contiene una tecnologia capace di diffondere la pubblicità in modo intelligente nei video giochi per 23 Millioni di Dollari.

Oggi la notizia:

Il Gruppo internet Google ha indicato giovedì che testava il metodo per lanciare le pubblicità nei video giochi (pubblicità in-game). Tuttavia, rifiuta di confermare se questo processo sarà applicato entro la fine dell’anno o meno.

Ha infatti affermato: “Pensiamo che i video giochi costituiscono il supporto perfetto per ottenere delle pubblicità mirate ed efficaci.”
“Al contrario di alcune pubblicità statiche che possono essere presenti su alcuni giochi attuali, queste nuove pubblicità potrebbero essere diffuse in tempo reale utilizzando nel modo migliore la connessione ad Internet dei giocatori.”

Secondo il sito specializzato Gigaom, Google potrebbe iniziare già dal mese prossimo a lanciare la sua pubblicità sui video giochi.