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	<title>IM Evolution Blog &#187; Web Marketing</title>
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	<description>Search Marketing, Web Marketing e dintorni</description>
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		<title>I Link non sono tutti uguali</title>
		<link>http://blog.imevolution.it/229/i-link-non-sono-tutti-uguali/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 08:06:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna-Lisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[10 ILLUSTRAZIONI  SULLA VALUTAZIONE DEI LINK DA PARTE DEI MOTORI DI RICERCA
Nel 1997 i fondatori di Google crearono un metodo algoritmico per determinare l&#8217;importanza e la popolarità basandosi su alcuni principi chiave:
*  i link presenti su internet possono essere interpretati come voti dati dalla fonte per gli utenti
*  inizialmente tutti i link sono considerati uguali
* [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>10 ILLUSTRAZIONI  SULLA VALUTAZIONE DEI LINK DA PARTE DEI MOTORI DI RICERCA</strong></p>
<p>Nel 1997 i fondatori di Google crearono un metodo algoritmico per determinare l&#8217;importanza e la popolarità basandosi su alcuni principi chiave:</p>
<p>*  i link presenti su internet possono essere interpretati come voti dati dalla fonte per gli utenti<br />
*  inizialmente tutti i link sono considerati uguali<br />
* nel corso dell&#8217;esecuzione dell&#8217;algoritmo in un grafico dei link, le pagine che ricevono più link diventano più importanti<br />
*  i voti che la pagina ottiene sono una funzione dell&#8217;importanza della pagina, divisa per il numero di voti/link ottenuti<span id="more-229"></span></p>
<p>Questo algoritmo ovviamente era Pagerank e cambiò il corso della ricerca nel web, premiando i primi sforzi di Google per quanto riguarda la qualità e la rilevanza nei risultati. Non appena si diffuse la conoscenza di Pagerank, coloro che avevano un interesse acquisito nell&#8217;influenzare il posizionamento (gli esperti Seo) trovarono il modo di sfruttare questa informazione per i loro siti e le loro pagine.<br />
Ma Google non è rimasto fermo e non ha dormito sugli allori per quanto riguarda l&#8217;analisi dei link. Si è innovato, sfruttando segnali come l&#8217;alchor text, la fiducia, gli  hubs e autorità, modellando gli argomenti e  persino l&#8217;attività umana per influenzare il peso che un link potrebbe avere. Anche in questo caso, sfortunatamente , molti esperti Seo non sono ancora consapevoli di questi cambi e del loro impatto sul marketing esterno e sulle migliori pratiche di acquisizione di link.</p>
<p>In questo post spiegherò  dieci principi sulla valutazione di un link che si possono osservare, testare e in alcuni casi anche brevettare.<br />
Vorrei ringraziare in particolar modo Bill Slawsku della Seo by the Sea, i cui recenti post  <em>Modello di internauta Ragionevole di Google</em> e <em>Cosa rende un sito buono per gli spider dei motori di ricerca?</em> sono stati catalizzatori e (fonti) per questo post.<br />
Mentre leggerete i 10 punti seguenti, per favore non prendeteli come regole rigide e fisse. Essi sono, secondo il nostro punto di vista, accurati in quanto  basati sulla nostra esperienza, i nostri test e la nostra osservazione, ma come per tutte le cose in ambito Seo, sono delle opinioni. Invitiamo ed esortiamo pertanto i lettori a testarli loro stessi. Non c&#8217;è niente di meglio nel  mondo Seo che uscire e sperimentare.</p>
<p><strong>#1 : I link che si trovano più in alto nel codice HTML ottengono voti più potenti </strong><br />
<img class="alignnone size-full wp-image-230" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2010/06/1.jpg" alt="1" width="550" height="342" /><br />
Ogni qual volta noi (o molti altri Seo con cui abbiamo parlato) facciamo dei test su elementi di pagine o link in ambienti possibilmente controllati del web, ci accorgiamo che i link che si trovano più in alto nel codice HTML di una pagina sembrano avere più capacità di posizionamento /più valore rispetto a quelli situati più in basso. Questo sicuramente si adatta all&#8217;applicazione del brevetto di Google recentemente fornito &#8211; <em>Documenti di Posizionamento basati sul comportamento dell&#8217;utente e/o sui  Feature Data</em>, che suggeriva un numero di elementi che  possono essere considerati nel modo in cui le metriche dei link vengono passate.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-231" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2010/06/2.jpg" alt="2" width="550" height="454" /></p>
<p>Chi ha fatto dei test si è anche trovato spesso a lottare contro il potere del fenomeno  &#8220;il link più alto vince&#8221;, e ci può volere una quantità sorprendente di ottimizzazioni on page per superare il potere che un link più alto porta con se.</p>
<p><strong>#2 I link esterni sono più influenti dei link interni </strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-232" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2010/06/3.jpg" alt="3" width="550" height="416" /><br />
La cosa forse sorprende un pò, ma se vi ricordate, il concetto originale di Pagerank non menziona affatto che link esterni contino in maniera differente rispetto ai link interni. E&#8217; abbastanza probabile che altri criteri, creati più recentemente (post-1997) premino di più i link esterni rispetto a quelli interni. Potete vedere questa cosa nei dati di correlazione nel nostro post di qualche settimana fa in cui si notava che l&#8217;esterno mozRank ( il &#8220;Pagerank&#8221; mandato da pagine esterne) aveva una correlazione maggiore con i posizionamenti rispetto al mozRank standard (PageRank)<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-233" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2010/06/4.jpg" alt="4" width="550" height="317" /><br />
Non credo sia azzardato immaginare che Google calcoli/analizzi separatamente il Pagerank esterno e quello interno e che potenzialmente li usi in maniera diversa per la valutazione delle pagine nei rankings.</p>
<p><strong>#3. I link da domini unici valgono di più dei link da siti che ci hanno già linkato </strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-234" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2010/06/5.jpg" alt="5" width="550" height="605" /><br />
Parlando di dati di correlazione, non c&#8217;è correlazione migliore ai posizionamenti nei risultati di Google del numero di domini unici che contengono un link esterno alla data pagina. Questo suggerisce fortemente che un elemento di diversità sia in gioco nel sistema di ranking e che sia meglio avere 50 link da 50 domini diversi che avere 500 link in più da un sito che ci ha già linkato. E&#8217; curioso vedere nuovamente come l&#8217;algoritmo originale di Pagerank non prevedesse ciò, il che spiegherebbe come mai i link sitewide da domini con molte pagine a Pagerank alto funzionavano così bene nei primi anni dopo il lancio di Google.</p>
<p><strong>#4: I link da siti più vicini a  Seed Set sicuri  hanno più valore</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-235" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2010/06/6.jpg" alt="6" width="550" height="208" /><br />
Abbiamo parlato precedentemente di Trustrank su Seomoz e abbiamo fatto genericamente riferimento alla ricerca di Yahoo : <em>Combattere lo spam con il Trustrank.</em><br />
Ad ogni modo Google  avrà di sicuro fatto un sacco di ricerche dal canto suo e questa applicazione del  brevetto nel selezionare i  siti seed  in trust  rivela sicuramente il bisogno continuo e il valore di questa metodologia.<br />
Il punteggio mozTrust di Linkscape funziona esattamente in questo modo, usando un algoritmo simile a Pagerank che ha lo scopo di portare il succo dei link da siti Seed sicuri invece che uniformemente da tutto il web.<br />
<strong><br />
#5:  I link all&#8217;interno di contenuti originali hanno più valore di quelli contenuti nel Footer/Sitebar/Navigazione </strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-236" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2010/06/7.jpg" alt="7" width="550" height="580" /><br />
Documenti come il Vips della Microsoft (<em>Segmentazione della pagina basata sulla visione</em>), il documento di Google sul ranking basato sulla distanza semantica e il recente articolo sull&#8217;Internauta Ragionevole suggeriscono tutti che dare maggior valore ai link da contenuto rispetto a quelli delle sidebar o dei footer può avere  un impatto positivo netto per evitare spam e manipolazioni. In quanto webmasters ed esperti Seo, possiamo sicuramente attestare il fatto che moltissimi link a pagamento si trovano proprio in queste sezioni di sito e che ottenere link non naturali all&#8217;interno di contenuti è molto più difficile.</p>
<p><strong>#6: Le parole chiave nel testo HTML hanno più valore di quelle contenute nell&#8217;Alt di immagini linkate. </strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-237" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2010/06/8.jpg" alt="8" width="550" height="279" /><br />
Questo punto non trova alcuna conferma in nessun documento o brevetto (che io sappia), ma i nostri test ( e i test di altri)  hanno dimostrato  che l&#8217;anchor text  linkato in html è in qualche modo più potente o è valutato meglio rispetto a quello presente nell&#8217;attributo alt di link da immagini. Questo non significa che bisogna smetterla ed abbandonare i link da immagini, dai badge o da attributi Alt.<br />
L&#8217;importante è essere coscienti che Google sembra avere questa propensione (forse sarà momentaneo)<br />
<strong><br />
#7: I Link da siti in trust più importanti e popolari hanno più valore  (anche se da pagine meno importanti) </strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-238" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2010/06/9.jpg" alt="9" width="550" height="560" /><br />
Probabilmente abbiano tutti provato la spiacevole sensazione di vedere un competitor superarci, nonostante avesse meno link e questi link sembrassero arrivare da pagine meno potenti delle nostre. Ciò può essere spiegato  in qualche modo dal fatto che il valore (trust) di un dominio passa  valore attraverso un link che potrebbe non essere completamente riflesso   nelle metriche del page-level.<br />
Esso può anche aiutare i motori di ricerca a combattere lo spam e fornire in generale risultati più sicuri.<br />
Se i link da siti che raramente linkano  robaccia passano molto più valore rispetto a quei siti il cui modo di linkare nel web potrebbe essere complessivamente discutibile, essi possono controllare molto meglio la qualità.</p>
<p><strong>#8:  I link che contengono Tags con Noscript  trasmettono meno (e probabilmente nessun) valore </strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-239" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2010/06/10.jpg" alt="10" width="550" height="455" /><br />
Con gli anni, questo fenomeno è stato riportato e contraddetto svariate volte. I nostri test hanno sicuramente suggerito che i link noscript non passano valore, ma ciò potrebbe non essere vero in tutti i casi. Ecco perché abbiamo incluso l&#8217;abilità di filtrare i noscript in Linkscape, ma la quantità di link  contenuti in questo tag  in tutto il web è abbastanza bassa.</p>
<p><strong>#9: Un&#8217;esplosione di nuovi link potrebbe consentire a un documento di superare  la concorrenza più forte temporaneamente (o per sempre) </strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-240" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2010/06/11.jpg" alt="11" width="550" height="529" /><br />
A parte l&#8217;algoritmo QDF di Google (<em> La domanda merita freschezza</em>), che potrebbe valutare contenuti recentemente creati e linkati-a in alcune ricerche di tendenza, sembra che il motore usi anche segnali temporali per i link, per valutare sia lo spam/manipolazione sia le pagine &#8220;buone&#8221; che guadagnano un gran numero di referenze in un breve periodo di tempo.  Il brevetto di Google sul <em>Recupero di Informazioni basato su Dati storici </em>inizialmente suggeriva l&#8217;uso di dati temporali, ma il modello è stato probabilmente rivisto  e raffinato da allora.</p>
<p><strong>#10: Le pagine che linkano a Webspam potrebbero svalorizzare gli altri link che esse ospitano </strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-241" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2010/06/12.jpg" alt="12" width="550" height="498" /><br />
Sono rimasto affascinato nel vedere gli esperimenti di Richard Baxter a proposito di questo nel suo post: <em>Penalizzazione di Google sul Page Level per commenti spam.</em><br />
Da allora, dò un&#8217;occhiata ad alcuni post su blog popolari e di valore che hanno ricevuto in maniera simile spam molto intenso e, guarda un pò, il modello sembra verificabile.  I Webmaster dovrebbero avere l&#8217;accortezza di rimuovere costantemente lo  spam per evitare l&#8217;insorgere di penalizzazioni potenziali di ranking da parte di Google (e la possibile perdita di valore dei link).</p>
<p>Ma che dire del classico Pagerank, del cui punteggio otteniamo un piccolo sentore dai pixel verdi della toolbar di Google? Mi viene da supporre che mentre molte (forse tutte) delle caratteristiche dei link di cui abbiamo parlato sopra trovano la loro strada nel processo di posizionamento, il PR è rimasto relativamente invariato nel suo concetto originale.<br />
Il mio ragionamento? Seomoz ha il suo mozRank, che è correlato molto bene alla toollbar del PR  ed è calcolato in maniera molto simile a quella del documento originale di Pagerank. Se dovessi provare ad indovinare (e ci sto veramente provando) direi che Google ha mantenuto il PR classico perché trova il singolo euristico (n.d.t. tipo di algoritmo) utile per alcuni scopi (probabilmente per la priorità di crawling e di indicizzazione) ed ha adottato molte più metriche da inserire nella torta dell&#8217;algoritmo.</p>
<p>Come sempre, aspettiamo di ricevere i vostri feeedback e speriamo che qualcuno di voi accolga la nostra sfida di testare sui vostri siti o in ambienti di test e di farci un report delle vostre scoperte.</p>
<p>ps.<br />
Ho finito questo post alle 3 del mattino circa (ed ho una riunione domattina), perciò vi prego di scusare gli errori di battitura o la mancanza di link. Per fortuna Jen correggerà tutto domattina.</p>
<p>Liberamente tradotto da:  <a href="http://www.seomoz.org/blog/10-illustrations-on-search-engines-valuation-of-links">All Links are not Created Equal: 10 Illustrations on Search Engines&#8217; Valuation of Links</a></p>
<p>Le immagini sono copyright di: <a href="http://www.seomoz.org/">http://www.seomoz.org/</a></p>
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		<item>
		<title>La Scienza dell&#8217;Influenza e della Persuasione</title>
		<link>http://blog.imevolution.it/221/guida-illustrata-la-scienza-dellinfluenza-e-della-persuasione/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 23:18:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Veronica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;ottimizzazione del tasso di conversione – la pratica per accrescere la quantità di visitatori che intraprende una desiderata azione sul tuo sito – è stato il tema caldo di quest&#8217;anno. Esistono un&#8217; arte e una scienza relative al processo che permette di trasformare i visitatori in acquirenti e i lettori in iscritti via mail, Facebook [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ottimizzazione del tasso di conversione – la pratica per accrescere la quantità di visitatori che intraprende una desiderata azione sul tuo sito – è stato il tema caldo di quest&#8217;anno. <strong>Esistono un&#8217; arte e una scienza relative al processo che permette di trasformare i visitatori in acquirenti e i lettori in iscritti via mail, <em>Facebook fans</em> e <em>Twitter follower</em>.</strong> A mio avviso, nessun esperto di marketing dovrebbe essere assunto in questo lavoro prima di aver letto il lavoro di Rober Cialdini – <em>Influence: Science and Practice</em>. Concordo pienamente con la valutazione di Guy Kawasaki in materia:</p>
<p>Il problema è che non tutti gli esperti di marketing leggeranno il libro. Questo post si propone quindi di aiutarvi a fare a la cosa migliore nella prossima occasione &#8211; spiega, attraverso illustrazioni e descrizioni, le regole generali di persuasione. Il libro presenta sei principali &#8220;armi di influenza&#8221;. Per ciascuna, ho intenzione di illustrarne il concetto e poi dare consigli (e qualche esempio) su come si possono applicare al marketing e alla conversione sul web.<span id="more-221"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Tieni aperta una porta e riceverai un &#8220;grazie&#8221; e un sorriso. <span style="background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%">Invia un regalo di compleanno ad un amico e quasi certamente ne otterrai uno in cambio. Paga il caffè di una collega, e lei prenderà quello successivo. Come Cialdini espone meticolosamente nel libro, non vi è cultura sulla Terra che non si basi sul tacito e potente ruolo della reciprocità. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%"><img class="aligncenter size-full wp-image-222" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2010/06/reciprocità.bmp" alt="reciprocità" /><br />
</span>
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">La potenza della reciprocità si basa su diverse convenzioni. La domanda deve essere &#8220;in natura&#8221;, vale a dire, commisurata con l&#8217;offerta iniziale. La potenza si accresce se il dare-avere si verifica in un breve arco di tempo. L&#8217;influenza della r<span style="background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%">eciprocità aumenta nei rapporti più stretti &#8211; è molto più difficile resistere / rifiutarsi di ricambiare un favore ad un amico che sta in fondo alla strada che a un sito anonimo sul web.</span></p>
<p><strong>Influenzare la reciprocità attraverso il web marketing:</strong></p>
<ul>
<li>Distribuisci dati e analisi tramite strumenti, ma chiedi in cambio il permesso di inviare un messaggio di email marketing.</li>
</ul>
<ul>
<li> Twitta o blogga in riferimento a una persona importante o ad un&#8217;attività in modo positivo, poi invia loro una mail chiedendo di aiutarti a diffondere il messaggio.</li>
</ul>
<ul>
<li> Invia una mail ai proprietari di un sito relativa a un problema sul loro sito e offri loro una soluzione; spesso accade che chiedano come possono ricambiare il favore.</li>
</ul>
<ul>
<li> Fornisci risposte esemplari alle domande poste nei forum on-line con una firma o una nota finale chiedendo che se avessero trovato preziosa la tua risposta, possono visitare il tuo sito e condividerla con gli amici.</li>
</ul>
<ul>
<li> Condividi informazioni sul tuo blog e chiedi ai tuoi lettori di sottoscrivere i feed (vedi quello che ho fatto lì? :-) Carino eh?) .</li>
</ul>
<h1><strong>#2 &#8211; Impegno &amp; Coerenza</strong></h1>
<p>In quanto esseri umani, abbiamo un desiderio insaziabile di coerenza nel nostro comportamento. É per questo che aborriamo l&#8217;ipocrisia e abbracciamo i leader, i politici e le credenze che restano fermi nelle proprie convinzioni, a volte fino alla follia. Tale coerenza può essere osservata attraverso l&#8217;efficacia delle tattiche politiche, come nel caso del sondaggio elettorale in cui un pagato &#8220;sondaggista&#8221;, chiama gli elettori e chiede loro se sono disposti a sprecare un voto per &#8220;un uomo che ha rifiutato di proferire il giuramento di fedeltà&#8221;, ottenendo così una risposta e un impegno verbale che si tradurranno in voti, il giorno delle elezioni, in seguito alla campagna pubblicitaria che allude appunto a tale inerzia da parte di un candidato dell&#8217;opposizione.</p>
<p>Un <em>case study</em> del libro illustra questo principio abbastanza elegantemente. Alcuni ricercatori su una spiaggia di New York City hanno inscenato furti per vedere se gli spettatori presenti avrebbero rischiato un  danno personale per fermare il &#8220;criminale&#8221;. Un complice della ricerca avrebbe ascoltato musica su un asciugamano vicino ai loro &#8220;teste&#8221; e dopo alcuni minuti, si sarebbe alzato e avrebbe fatto una passeggiata, lasciando una radio personale sull&#8217;asciugamano. Un &#8220;ladro&#8221; si sarebbe quindi accostato, avrebbe afferrato la radio, tentando di scappare con essa. In media, solo 4 su 20 spettatori sarebbero intervenuti.</p>
<p>Tuttavia, quando l&#8217;esperimento è stato leggermente cambiato, i risultati si sono alterati in modo considerevole. In questo secondo scenario, prima di allontanarsi, il complice avrebbe chiesto ai soggetti di prova (gli spettatori) di “guardare le mie cose”. Ora, sotto l&#8217;influenza della coerenza e dell&#8217;impegno 19 dei 20 soggetti sono diventati &#8220;vigilantes virtuali, che inseguono e fermano il ladro, che chiedono una spiegazione, spesso immobilizzando il ladro fisicamente o strappandogli la radio&#8221;.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-223" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2010/06/impegno-e-coerenza.bmp" alt="impegno e coerenza" /></p>
<p><span style="background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%"><br />
</span></p>
<p>impegno e coerenza</p>
<p>Impegno e coerenza non possono verificarsi senza l&#8217;azione iniziale di una risposta o una promessa. Cialdini osserva che tale potere aumenta enormemente se l&#8217;accordo è scritto, piuttosto che solamente verbale. Ad esempio: la settimana scorsa, ci hai detto che volevi XYZ &#8230; Indovinate un po? Eccoli!</p>
<p><strong>Sfruttare l&#8217;impegno e la coerenza attraverso il web marketing:</strong></p>
<ul>
<li>Chiedendo agli utenti di rispondere alle domande on-line circa le loro abitudini/preferenze, quindi promuoverle sulla base delle risposte che hanno dato.</li>
</ul>
<ul>
<li> Trovando visitatori di un sito disposti a firmare un impegno online per compiere una determinata azione e quindi inviando loro una email/messaggio nel giorno/tempo specificato(esempio &#8211; il movimento &#8220;Quit Facebook Day).</li>
</ul>
<ul>
<li> Chiedendo agli utenti/membri/fan di impegnarsi nel compiere un&#8217;azione se un determinato evento si verifica (come un pegno di beneficenza per un maratoneta). Ad esempio, potresti dire che la  tua partenza è accreditata per un premio e se lo vinci, ti piacerebbe che si impegnassero a inviare una email ad un amico circa il loro servizio. Se/quando vinci, invia una mail ai membri che si sono impegnati richiedendone l&#8217;azione.</li>
</ul>
<ul>
<li> Utilizzando una <em>landing page</em>/processo a imbuto che pone una domanda in cui gli utenti devono scegliere di definirsi in un determinato numero di modi, creando poi una messaggeria di vendite che spiega come il tuo prodotto/servizio è la scelta giusta per le persone come loro.</li>
</ul>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		H1 { margin-bottom: 0.21cm } 		H1.western { font-family: "Times New Roman", serif } 		H1.cjk { font-family: "Lucida Sans Unicode" } 		H1.ctl { font-family: "Tahoma" } --></p>
<h1><strong><span style="background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%">#3 – Prova sociale</span></strong></h1>
<p>Se state passeggiando per strada e vedete una folla radunata a guardare qualcosa, è quasi impossibile resistere alla tentazione  di andare oltre ed indagare. Se siete a una festa e tutti sono a bere, la voglia di un un drink aumenta drasticamente anche in voi. Noi tutti odiamo le esagerate <em>risate-off</em> delle sitcom TV, ma i produttori tv sanno che il segnale sociale di coloro che ridono ci fa ridere insieme con loro.</p>
<p>Questo stesso fenomeno si applica quando giudichiamo eccezionalmente importanti decisioni sulla nostra vita – chi dovremmo frequentare o sposare, dove dovremmo andare a scuola, dove dovremmo lavorare. L&#8217;influenza dei nostri coetanei è un fattore potente e che non può essere trascurato nella sfera del marketing.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-224" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2010/06/prova-sociale.bmp" alt="prova sociale" /></p>
<p>La prova sociale diviene più potente quando i numeri aumentano e quando gli <em>action-takers</em> diventano più rilevanti e soprattutto più simili al target. In altre parole, se stai vendendo giochi ad adolescenti che si ribellano, non mostrare <em>testimonials</em> di genitori di mezza età che li amano, mostra altri ragazzi.</p>
<p><strong>Sfruttare la prova sociale nel web marketing:</strong></p>
<ul>
<li>Servizi come MyBlogLog che visualizzano l&#8217;immagine e il nome utente dei visitatori recenti sul sito.</li>
</ul>
<ul>
<li> Il software di monitoraggio delle visite sfruttato da Facebook che mostra gli amici recenti dei tuoi coinvolti con il sito che stai visitando (ancora più pertinente e sociale).</li>
</ul>
<ul>
<li> I <em>Testimonianals </em>su landing pages e nella copia delle vendite.  Quelli che dispongono di foto, hanno  titoli e nomi completi e riportano il  meglio del lavoro del visitatore.</li>
</ul>
<ul>
<li> I servizi di rete ad effetto come Facebook, Twitter e LinkedIn che fanno propaganda delle loro iscrizioni e del loro utilizzo a rapido accrescimento e ad ampia portata.</li>
</ul>
<h1><strong> </strong><strong>#4 – Ciò che piace</strong></h1>
<p>Migliaia di volte abbiamo sentito la frase &#8211; &#8220;La gente fa affari con persone che conosce, ama e delle quali si fida.&#8221; É dimostrato, c&#8217;è un bel po&#8217; di scienza che lo sostiene. La ricerca conferma che cose come l&#8217;attrazione fisica (ci piace la gente bella), la familiarità (abbiamo fiducia nelle persone che conosciamo), la somiglianza (ci piace la gente come noi) e gli omaggi (ci piacciono le persone che dicono cose carine su di noi), si traduce nel principio del “piacere”.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-225" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2010/06/piacere.bmp" alt="piacere" /></p>
<p>E &#8216;difficile discutere riguardo al potere che il &#8220;piacere&#8221;, ha su di noi in qualità di consumatori. Quando Will Critchlow (che mi piace molto, nostante costantemente perda battaglie con lui) mi raccomanda di leggere un libro o cercare un servizio, è praticamente certo che lo farò (da notare: si prega di non abusare di questo potere.) Allo stesso modo, i dirigenti di film si rendono conto che chiedere a Tom Hanks di andare in pista fino a tarda notte è un ottimo modo per “guidare” i telespettatori di un film, mentre inviare Tom Cruise in una missione simile può avere il risultato opposto.</p>
<p><strong>Sfruttare il “piacere” nel web marketing:</strong></p>
<ul>
<li>Pubblica un blog, un account twitter o una email list e condividi i tuoi pensieri in modo personale e amichevole.</li>
</ul>
<ul>
<li> Utilizza il potere della celebrità, in microcosmi. Se Seth Godin ha scritto un post dicendo che SEOmoz è una risorsa preziosa, ciò spingerà molti utenti che amano Seth a intraprendere azioni commisurate.</li>
</ul>
<ul>
<li> Partecipa a conversazioni sul web (forum, commenti del blog, Twitter, e altri servizi sociali) in modo da interagire positivamente con i membri di una<em> community</em>. Segui personalmente i leader e gli organizzatori della <em>community</em> per contribuire a diffondere l&#8217;effetto “mi piace” in modo più graduato.</li>
</ul>
<h1><strong>#5 – Autorità</strong></h1>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p>Una storia del libro illustra così bene questo principio che non ho potuto fare a meno di condividerla:</p>
<p>I professori di farmacia Michael Cohen e Neil Davis attribuiscono gran parte del problema alla deferenza insensata attribuita all&#8217;“autorità” nel caso di un paziente: il medico di turno. Secondo Cohen, &#8220;caso dopo caso, pazienti, infermieri, farmacisti, e altri medici non mettono in discussione la prescrizione.&#8221; Prendiamo, ad esempio, il caso strano del &#8220;mal d&#8217;orecchi rettale&#8221;, riportato da Cohen e Davis. Un medico ha prescritto delle gocce da somministrare all&#8217;orecchio destro di un paziente affetto da dolore e infezione. Invece di scrivere per intero la localizzazione &#8220;orecchio destro&#8221; sulla ricetta, il medico ha abbreviato le istruzioni così da leggere “R ear” (right ear/orecchio destro). Nel ricevere la prescrizione la farmacista ha prontamente inserito il numero di gocce richiesto nell&#8217;ano del paziente (interpretando R ear come rectal earache).</p>
<p>Ovviamente, il trattamento rettale di un mal d&#8217;orecchi non aveva senso, ma né il paziente né l&#8217;infermiera lo hanno messo in discussione. L&#8217;importante lezione di questa storia è che in molte situazioni quando un&#8217;autorità legittima parla, il reale senso del discorso diviene irrilevante. In questi casi, non consideriamo la situazione nel suo complesso, ma ci occupiamo di un solo aspetto ad essa correlato.</p>
<p>Il potere dell&#8217;autorità può provenire da diverse fonti – abbigliamento ( pensate al film &#8220;Catch Me if You Can&#8221; in cui Leonardo di Caprio diventa un medico o un pilota semplicemente attraverso gli abiti ), titoli e prefissi /suffissi (Dr., Senatore, Presidente, Direttore) e il contesto (il famoso studio di Milgram, in cui persone comuni commettono atti orribili semplicemente perché è stato detto loro di fare così).</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-226" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2010/06/autorità.bmp" alt="autorità" /></p>
<p>L&#8217;autorità influenza solo quando il target crede nel potere e nell&#8217;autenticità di tale autorità. Più forte è l&#8217;associazione dell&#8217;autorità, più potente è l&#8217;impatto, anche se non tutte le autorità persuadono tutte le persone.</p>
<p><strong>Sfruttare l&#8217; autorità nel web marketing:</strong></p>
<ul>
<li>Un individuo o un&#8217;organizzazione ben rispettata haa approvato il tuo prodotto/azienda? Rendila una caratteristica di rilievo quando richiedi un&#8217;azione dai tuoi visitatori.</li>
</ul>
<ul>
<li> In un prodotto o servizio per software che fornisce informazioni sulle quali gli utenti contano, il prodotto stesso può influenzare le azioni raccomandandole e mostrando i dati per fare marcia indietro.</li>
</ul>
<ul>
<li> Gli esperti nel vostro campo possono portare testimonials e molta pubblicità. Essi non devono essere riconoscibili e nemmeno parlare con elementi di prova sociale. Se possiedono credenziali e autorità faranno sì che il vostro target audience risponda.</li>
</ul>
<h1><strong>#6 – Scarsità</strong></h1>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p>Avete mai notato che alcuni negozi mostrano perennemente la scritta &#8220;per cessazione attività&#8221; di vendita? Non è un errore &#8211; il potere della perdita potenziale è un notevole fattore di influenza. <em>The Rolling Stones&#8217; “last ever” tour, the final can of Crystal Pepsi, the limited edition collectors keepsake</em> (solo 70 sempre disponibile!). Sono tutti esempi basati sulla principio di scarsità in azione:</p>
<p>Come osserva Cialdini:</p>
<p>La sensazione di essere in competizione per risorse scarse ha potenti proprietà di motivazione. Tutto l&#8217;ardore di un amante indifferente si rivela con la comparsa di ragioni legate a strategia, ossia quando il partner romantico rivela (o inventa) le attenzioni di un nuovo ammiratore. I venditori ci insegnano a giocare nello stesso modo con i clienti indecisi. Ad esempio, un agente immobiliare che sta cercando di vendere una casa a un acquirente “indeciso” chiamerà dicendo che un altro potenziale acquirente ha visto la casa, gli è piaciuta, ed è intenzionato a tornare il giorno successivo per discutere sui termini . Quando interamente fabbricata, il nuovo offerente è comunemente descritto come un estraneo con un sacco di soldi: &#8220;un investitore che fuori dallo Stato acquista a fini fiscali&#8221; e &#8220;un medico che con la moglie si sposta in città&#8221; sono i favoriti. La tattica, chiamata in alcuni ambienti “goosing&#8217;em off the fence” può lavorare estremamente bene. Il pensiero di farsi sconfiggere da un rivale spesso trasforma un acquirente da esitante a zelante.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-227" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2010/06/scarsità.bmp" alt="scarsità" /></p>
<p>La scarsità diventa più potente quando è chiaro che la risorsa è finita (le case sono avvantaggiate per questo motivo) e quando l&#8217;immediatezza si aggiunge alla scarsità (come nel caso di un altro acquirente all&#8217;orizzonte). I siti di aste come eBay combinano i poteri di tali tattiche di persuasione, con risultati notevoli.</p>
<p><strong>Sfruttare la scarsità nel web marketing:</strong></p>
<ul>
<li>Offri una versione speciale del prodotto per un tempo limitato in quantità limitate.</li>
</ul>
<ul>
<li> Fai comparire messaggi come quelli di Expedia &#8211; &#8220;solo 2 biglietti lasciati a questo prezzo&#8221; &#8211; o di Zappos &#8211; &#8220;solo 3 paia disponibili in questa taglia&#8221; &#8211; accanto ai risultati/prodotti per contribuire a promuovere la conversione in tempo utile.</li>
</ul>
<ul>
<li> Crea un incentivo per i primi X visitatori che svolgono un&#8217;azione; otterrai probabilmente molto di più.</li>
</ul>
<ul>
<li> Mostra a destra sulla pagina del prodotto, il numero di persone che visualizza un elemento (ad esempio &#8220;6 altri attualmente visualizzano questa pagina&#8221;) per contribuire a creare eccitazione e una sensazione di immediatezza (in particolare per prodotti unici e in quantità limitata).</li>
</ul>
<p>La prossima volta che crei una landing page o cerchi di “guidare” delle azioni sul tuo sito pensa a come potre sfruttare questi principi di influenza per poter accrescere il tuo tasso di conversione.</p>
<p>Liberamente tradotto da: <a title="articolo" href="http://www.seomoz.org/blog/an-illustrated-guide-to-the-science-of-persuasion-influence">An Illustrated Guide to the Science of Influence &amp; Persuasion</a> .<br />
Le immagini sono copyright di <a href="http://www.seomoz.org">http://www.seomoz.org</a></p>
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		<item>
		<title>Strategie di Social Media Marketing</title>
		<link>http://blog.imevolution.it/163/strategie-di-social-media-marketing/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 13:49:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Veronica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Motori di Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[posizionamento]]></category>
		<category><![CDATA[social sites]]></category>

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		<description><![CDATA[Negli ultimi anni c&#8217;è stato un forte incremento della popolarità dei social media websites con un conseguente cambiamento nel modo in cui gli utenti cercano informazioni sulla rete e nel modo in cui essi condividono le proprie opinioni in internet, influenzando le decisioni di acquisto.
I social media come Digg e Stumble Upon offrono agli utenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi anni c&#8217;è stato un forte incremento della popolarità dei social media websites con un conseguente cambiamento nel modo in cui gli utenti cercano informazioni sulla rete e nel modo in cui essi condividono le proprie opinioni in internet, influenzando le decisioni di acquisto.</p>
<p>I <em>social media</em> come <strong>Digg</strong> e <strong>Stumble Upon</strong> offrono agli utenti una voce su Internet, fornendo strumenti per connettersi, scambiare opinioni, condividere contenuti, informazioni e raccomandare prodotti e servizi utilizzando l&#8217;approccio &#8220;del pollice su o giù&#8221;. Tutto ciò ha provocato un enorme cambiamento nel modo in cui gli utenti ricercano informazioni online. Sempre più spesso essi si basano sul parere altrui per acquistare un prodotto o un srvizio. Il &#8220;passaparola&#8221; non avviene più solo da bocca a orecchio, ma in maniera sempre più frequente è diffuso attraverso i socila media sites, e non è mai stato così potente! Qualsiasi prodotto o servizio considerato degno è promosso, condiviso, o ammonito in queste &#8220;comunità sociali online&#8221;.</p>
<p>L&#8217;obiettivo del <em>Social Media Marketing</em> è quello di promuovere contenuti attraverso bookmarking, blog, video online e social networking per veicolare traffico ed espandere potenzialmente il proprio <em>audience</em>. <span id="more-163"></span></p>
<p>Le aziende iniziano a capire la potenza di queste influenze, quando si tratta di stabilire una crescente reputazione ed accrescere il proprio <em>business online</em>. Le strategie del social media marketing che pressupongono una presenza continua nei vari <em>social</em>, contribuiscono a generare <em>branding</em> e a stabilire una connessione personale con i propri utenti.</p>
<p><strong>I Profili aziendali</strong><br />
Uno dei più importanti metodi di social media marketing riguarda la creazione di profili aziendali su social come <strong>Facebook</strong> o <strong>Linkedin</strong>, che consentono di entrare in contatto con il pubblico di destinazione senza aspettare che sia il consumatore a cercarvi. Accrescere la vostra presenza nei social significa creare una interazione diretta tra le imprese ed i consumatori. Ciò non vuol dire necessariamente aumentare i tassi di conversione ma accrescere il proprio <em>brand</em> e la propria credibilità.</p>
<p><strong>Risultati di ricerca</strong><br />
L&#8217;influenza dei social media sites ha cambiato il modo in cui i motori di ricerca stabiliscono il posizionamento. Immagini, video e contenuti presenti sui social, come <strong>Youtube</strong>, <strong>Digg</strong> e <strong>Flickr</strong> sono ugualmente in grado di posizionarsi nella parte superiore dei risultati della ricerca, lasciando tutti gli altri, che ancora non sono approdati sui <em>social</em>, un po&#8217; confusi.</p>
<p><strong>Un esempio di strategia di social media marketing</strong><br />
Sorpendente, in questo tipo di strategie è l&#8217;apporto che <strong>Yahoo answers</strong> può dare al vostro business. Creando il vostro profilo aziendale potete iniziare a rispondere a domande dirette fornendo informazioni al vostro <em>target audience</em>.</p>
<p>Liberamente tradotto da <a href="http://www.sitepronews.com/archives/2009/mar/27.html"><em><span class="main_title">Social Media Marketing Strategies</span></em></a></p>
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		<item>
		<title>Come migliorare la conversion rate del sito?</title>
		<link>http://blog.imevolution.it/161/come-migliorare-la-conversion-rate-del-sito/</link>
		<comments>http://blog.imevolution.it/161/come-migliorare-la-conversion-rate-del-sito/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 09:52:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Bove</dc:creator>
				<category><![CDATA[Search Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Web Design]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[conversion marketing]]></category>
		<category><![CDATA[conversion rate]]></category>
		<category><![CDATA[Usabilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Si può migliorare la conversion rate di un sito per generare più lead e più vendite? In genere si può, basta curare ed aumentare i fattori di Successo che aiutano ad infondere fiducia e confidenza al nostro visitatore ed eliminare (o almeno diminuire) i fattori negativi che lo portano all'abbandono.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<dl id="attachment_162" class="wp-caption alignright" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-full wp-image-162" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2009/03/1083424_market_on_the_rise__1.jpg" alt="Aumentare Conversioni" width="300" height="273" /></dt>
</dl>
<p>Molto spesso ci chiedono di migliorare le &#8220;performance&#8221; di un sito,  ovvero come produrre più lead, più conversioni a parità di visite.</p>
<p>Questo punto è fondamentale per il web marketing e il <a href="http://www.imevolution.it">search marketing</a>,  si dedica molto tempo ed energie per far arrivare visitatori interessati al sito e se poi non acquistano o non compiono le azioni per cui il sito è stato creata, abbiamo sprecato un po&#8217; di risorse.</p>
<p>Le scelte delle persone che visitano il sito vengono fatte molto spesso a livello incoscio, e partono da aspetti irrazionali. Per avere risposte approfondite dovremmo fare studi di usabiltà e magari farci aiutare da esperti di neuroscienze,  ma possiamo identificare alcuni punti fermi da tenere sempre presenti.</p>
<p><span id="more-161"></span></p>
<p>In generale, oltre a creare un <a href="http://www.imevolution.it/servizi/siti-ottimizzati.php">sito web ottimizato</a>,  dobbiamo incrementare i fattori di successo e diminuire quelli negativi. Vediamo brevemente quali sono (grazie allo schema di <a href="http://www.entireweb.com/newsletter/archive/2009/ISSUE530.html">Barry Harrison</a>)</p>
<h2 style="text-align: center;"><strong>I Fattori Negativi</strong></h2>
<p>Tutto quello che causa frustrazione, un pensiero negativo o un forte sforzo cognitivo al visitatore va contro la conversione. Questi fattori negativi comprendono:</p>
<ul>
<li> Copywriting povero e non focalizzato sui benefici agli utenti</li>
<li> Navigazione confusa</li>
<li> Mancanza di gerarchie nella comunicazioni (argomentazioni più importanti e meno importanti)</li>
<li> Informazioni messe in sequenza sbagliata</li>
<li> Passi ridondanti e inutili</li>
<li> Difficoltà a visualizzare bene le informazioni sulla pagina</li>
<li> Troppe scelte</li>
<li> Inconsistenza del discorso</li>
<li> Terminologia difficile e poco comprensibile</li>
<li> Link non funzionanti</li>
<li> Informazioni per contattarci inaccessibile</li>
<li> Moduli troppo complessi da compilare</li>
</ul>
<p>Quando esistono, questi fattori generano ansietà, creano barriere, minano la motivazione dei vostri visitatori ed interferiscono anche con la costruzione di una relazione tra voi e loro. Se li rallentate e li forzate a pensare troppo, portate i prospect ad allontanarsi dal sito.</p>
<h2 style="text-align: center;"><strong>I Fattori Positivi<br />
</strong></h2>
<p>Tutto quello che rende il sito autoesplicativo, facile da usare, e che incontra i bisogni dei visitatori  è un fattore di successo. Ad esempio:</p>
<ul>
<li>Forte proposta di valore (perchè dovrei acquistare da te invece che dal tuo competitor?)</li>
<li>Capire i bisogni dei visitatori (e le motivazioni che lo spingono)</li>
<li>Copywriting orientato ai benefici per chi legge</li>
<li> Navigazione facile</li>
<li>Gerarchia ovvia</li>
<li>Copywriting contenuto</li>
<li>Istruzioni chiare</li>
<li>Moduli corti e semplici</li>
<li>Pagine  facilmente leggibili</li>
<li>Indicatori di credibilità ed incentivi</li>
<li> Basare sulle convezioni Web (ad esempio fare i link che sembrano come link)</li>
<li>Titoli e occhielli della pagina significativi</li>
<li>Design professionale</li>
</ul>
<p>I fattori di successo generano confidenza e forniscono rinforzi positivi. Quando un visitatore si sente nel posto giusto, voi avete guadagnato la sua fiducia e l&#8217;opportunità di creare una relazione. Che è la sola via per incoraggiarlo a leggere, cliccare sul passo successivo, riempire un modulo di contatto o farvi telefonare.</p>
<p>Dovete sempre considerare gli schemi mentali dei vostri visitatori e dove essi sono nel loro processo  di acquisto o di decisione.  E&#8217; importante fornire informazioni a chi fa ricerche preliminari così come informazioni dettagliate a chi ritorna ed è pronto ad acquistare.</p>
<p>E&#8217; importante fornire i contenuti in maniera differente, ci sono persone che vogliono solo i fatti crudi, quelle che rispondono a stimoli emotivi, persone che gradiscono i contenuti visuali, ecc.</p>
<p><strong>La conversione è un processo lungo</strong></p>
<p>Sebbene tecnicamente una conversione la misuriano (con i vari sistemi di web analytics) in un singolo passo, essa deriva da una serie di piccole decisioni e di passi minuscoli. Minimizzando i fattori negativi e massimizzando quelli positivi su di un sito possiamo puntare in alto.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Consigli utili per incrementare il tasso di conversione del vostro sito web</title>
		<link>http://blog.imevolution.it/156/consigli-utili-per-incrementare-il-tasso-di-conversione-del-vostro-sito-web/</link>
		<comments>http://blog.imevolution.it/156/consigli-utili-per-incrementare-il-tasso-di-conversione-del-vostro-sito-web/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 12:04:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Serena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Search Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[conversion rate]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.imevolution.it/?p=156</guid>
		<description><![CDATA[Quelle che seguono sono delle linee guida di riferimento da tener presente se si ha l&#8217;obiettivo di incrementare le conversioni del proprio sito web, fine, questo, prioritario all&#8217;interno di una strategia di web marketing.
a. ESSERE PERTINENTI: una volta giunti sul vostro sito, gli utenti sono molto spesso in cerca di qualcosa di specifico. Le conversioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quelle che seguono sono delle linee guida di riferimento da tener presente se si ha l&#8217;obiettivo di incrementare le conversioni del proprio sito web, fine, questo, prioritario all&#8217;interno di una strategia di web marketing.</p>
<p>a. <strong>ESSERE PERTINENTI</strong>: una volta giunti sul vostro sito, gli utenti sono molto spesso in cerca di qualcosa di specifico. Le conversioni avverranno se viene dato loro cosa vogliono. Chi visita  il sito ha delle key precise in mente che si aspetta di ritrovare all&#8217;interno del testo che legge per accertarsi di essere nel luogo giusto. È necessario, quindi, confortare gli utenti rassicurandoli del fatto di non aver sbagliato destinazione. Sono da usarsi pertanto quelle parole chiave che le persone cercano abitualmente in relazione ad un dato prodotto o servizio.</p>
<p>b. <strong>ELIMINARE OGNI PERCEZIONE DI RISCHIO PER IL CLIENTE</strong>: Fate in modo che chi visiti il vostro sito percepisca quanto siate sicuri del vostri prodotto. Offrite, quindi, un periodo di prova  per 30 giorni, un&#8217;ottima garanzia post-vendita, proponete slogan efficaci del tipo &#8220;<em>Vi pagheremo per provare il nostro prodotto</em>&#8220;, e cose simili. Se siete certi che ciò che vendete sia qualitativamente affidabile non dovrebbe essere un problema offrire questo tipo di garanzie che puntino alla soddisfazione del cliente. Queste metodologie hanno un&#8217;efficacia provata nell&#8217;aumentare il tasso di conversione di un dato sito.</p>
<p><span id="more-156"></span></p>
<p>c. <strong>MOTIVARE ALL&#8217;AZIONE</strong>: Anche quando si è certi che si stia offrendo proprio quello che gli utenti stanno cercando, vi è sempre la necessità di persuadere chi vi visita spingendolo subdolamente ad acquistare. Quello che ogni sito con finalità commerciali deve fare, quindi, è di motivare ed incoraggiare i visitatori a comprare ed a farlo oggi stesso. Identificate un problema che il vostro prodotto possa risolvere. Spiegate ancora una volta ai vostri utenti quanto e come le loro vite potrebbero migliorare grazie a ciò che voi offrite loro. Diteglielo ancora poiché ciò che loro cercano è quello che voi vendete.</p>
<p>d. <strong>OFFERTE SPECIALI</strong>: Alle persone piace particolarmente trarre vantaggio dalle offerte speciali, dagli sconti stagionali, o da prezzi vantaggiosi di cui possono godere perché magari sono parte di un certo gruppo. Saldi invernali, regali gratis per la festa della mamma, sconti per coloro che hanno utilizzato la Google search (mediante precisi strumenti è possibile individuarli). Usate la vostra immaginazione per far convertire gli utenti meglio e più velocemente.</p>
<p>e. <strong>ACCESSIBILTÀ</strong>: Bisogna tener presente che le persone sono pigre anche quando acquistano online, ogni processo d&#8217;acquisto, quindi, deve essere il più semplice e breve possibile. Non fate domande irrilevanti in questa particolare sessione del sito. Non chiedete alle persone di registrarsi prima di acquistare. Non fate in modo che gli utenti debbano sorpassare mille barriere prima di inviarvi un ordine. È anzi importante enfatizzare quanto sia facile acquistare e inoltrare ordini sul vostro sito.</p>
<p>f. <strong>RAPIDITÀ DI CONSEGNA</strong>: Dite chiaramente a chi legge quando il prodotto sarà consegnato loro. Questa è una delle domande più frequenti all&#8217;interno dei siti di shopping online. Segnalate il nome del corriere di riferimento e quanto tempo ci vorrà per effettuare la consegna. Non utilizzate mai l&#8217;espressione &#8220;da 2 a 10 giorni&#8221;. Prendete come esempio Amazon: vi si promette che un dato libro sarà a casa vostra entro 2 giorni e poi viene segnalato un link da attivare per avere maggiori informazioni. Una volta arrivati su questa pagina vi verrà proposto di optare per una spedizione che impieghi 2 giorni per soli pochi dollari in più. È una soluzione che funziona.</p>
<p>g. <strong>AFFIDABILITÀ</strong>: Se siete in possesso di certificati di garanzia esponeteli, avranno un effetto fortemente positivo su chi dovrà acquistare online.</p>
<p>h. <strong>COMPETITIVITÀ</strong>: Dicendo a chi naviga sul vostro sito qualcosa del genere &#8220;<em>I nostri prezzi sono a prova di concorrenza</em>&#8220;, potrebbe forse essere un buon metodo per incrementare le conversioni. Alcuni potenziali acquirenti potrebbero veramente cercare in giro per paragonarvi ad altri concorrenti, ma tanti altri potranno credervi direttamente sulla parola. Provate!</p>
<p>i. <strong>REPERIBILITÀ</strong>: Quando le persone fanno acquisti online, vogliono accertarsi che la vostra azienda esista davvero. Quindi mostrate sempre l&#8217;indirizzo della vostra società e tutti gli altri dati reali ad essa correlati anche se si tratti di casa vostra.</p>
<p>l. <strong>MOSTRARE CHIARAMENTE AGLI UTENTI CIÒ CHE DEVONO FARE</strong>: Per far ciò bisogna semplicemente chiarire ai visitatori quali azioni voi desideriate che essi compiano. Volete che essi comprino? Assicuratevi allora che il bottone &#8220;<em>ACQUISTA ORA</em>&#8221; sia ben in evidenza. Volete che si iscrivino ad una newsletter? Bene, mostrate il form connesso a quest&#8217;attività chiedendo alla persone di iscriversi. Il concetto cruciale è che quando le persone arrivano sul vostro sito devono capire chiaramente le azioni che possono compiere in esso.</p>
<p>m. <strong>L&#8217;INFLUENZA DELLA DIMENSIONE DEL FONT</strong>: Molto si è parlato sul come la grandezza del font determini una permanenza più lunga sul sito e un tasso di conversione più alto. Visite più durature equivalgono il più delle volte a conversioni migliori. Aumentate la grandezza del font ma non basatevi troppo sull&#8217;estetica pensate più che altro in termini di usabilità.</p>
<p>n. <strong>IMMAGINI</strong>: Capita spesso di vedere che in alcuni siti si vendano prodotti che benché facciano leva proprio sul loro aspetto estetico siano poi rappresentati da immagini orribili che sembrano siano state realizzate con una macchinetta fotografica usa e getta. Se ciò che vendete necessita di avere un bell&#8217;aspetto agli occhi dell&#8217;utente finale, abbiate cura di presentarlo visivamente nel modo più  consono.</p>
<p>o. <strong>UNICITÀ</strong>: anche se non è facile, cercate di individuare almeno una cosa che vi differenzi dai vostri concorrenti e, ovviamente, enfatizzate questo fatto all&#8217;interno del sito.</p>
<p>p. <strong>LAY OUT DI UNA SINGOLA COLONNA</strong>: Ancora una volta, è necessario pensare all&#8217;usabilità più che all&#8217;estetica. È provato che per molti siti un layout basato su un&#8217;unica colonna funzioni meglio poiché non si costringe chi legge a decidere quale colonna considerare prima. Il testo deve scorrere facilmente all&#8217;interno del sito.</p>
<p>q. <strong>ELENCHI PUNTATI</strong>: Le persone scorrono velocemente le pagine di un sito web. Dato il fatto che non tutti leggeranno ogni parola di ciò che andrete a scrivere, molti lettori sicuramente si fermeranno una volta arrivati al terzo o massimo al settimo punto della lista che avete creato. Quindi assicuratevi di scrivere solo ciò che risulta essere veramente importante. Potete ad esempio creare un elenco puntato dal titolo &#8220;<em>Cosa potete acquistare da noi?</em>&#8220;. Ciò permetterebbe di comunicare informazioni importanti, di disporle in un modo più facilmente leggibile e,  conseguentemente, di convertire di più.</p>
<p>r. <strong>AUDIO E VIDEO</strong>: Le persone oggigiorno apprezzano la presenza di qualche elemento multimediale, ovviamente quelli attivabili su richiesta dell&#8217;utente e non quelli che partono automaticamente. Assicuratevi di avvantaggiarvi di questi nuovi supporti tecnologici per presentare quello che vi interessa vendere. Per esempio potete dimostrare in un video il funzionamento di un prodotto, alcuni testimonial importanti ecc.</p>
<p>s. <strong>FOTO INGRANDITE</strong>: Fate in modo che la gente veda i particolari del prodotto. Questo è strettamente necessario per la vendita di vestiti, accessori e di molto altro.</p>
<p>t. <strong>OPZIONI DI PAGAMENTO</strong>: Assicuratevi di accettare tutti i metodi di pagamento preferiti dai vostri clienti. È necessario che per loro sia facile acquistare da voi.</p>
<p>u. <strong>POSSIBILITÀ DI RECESSO</strong>: Cosa succede se ad un cliente non piace il prodotto che ha acquistato? Ha la possibilità di sostituirlo? Tutti i siti di shopping online devono affrontare questa possibilità. Non ignorate questo fatto. Se avete stilato delle norme di recesso mettetele in evidenza con un link visibile all&#8217;interno del sito. Ponete l&#8217;accento su queste dinamiche durante il processo d&#8217;acquisto e vi accorgerete che le conversioni aumenteranno.</p>
<p>Articolo tradotto da <a title="http://www.bizmord.com/Blog/archives/291" href="http://www.bizmord.com/Blog/archives/291">http://www.bizmord.com/Blog/archives/291</a></p>
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		<title>L&#8217;importanza del Brand sul mercato</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 13:23:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Veronica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[brand]]></category>
		<category><![CDATA[business]]></category>

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		<description><![CDATA[Sempre più spesso si sente parlare dell&#8217;importanza del Brand per l&#8217;accrescimento dei propri guadagni aziendali. Recenti statistiche hanno dimostrato come uno stesso prodotto immesso sul mercato diviene maggiormente spendibile, anche a un costo maggiore rispetto al target concorrenziale, se può sfruttare l&#8217;immagine del proprio brand o quella dell&#8217;azienda che lo lancia sul mercato.
A questo punto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sempre più spesso si sente parlare dell&#8217;importanza del Brand per l&#8217;accrescimento dei propri guadagni aziendali. Recenti statistiche hanno dimostrato come uno stesso prodotto immesso sul mercato diviene maggiormente spendibile, anche a un costo maggiore rispetto al target concorrenziale, se può sfruttare l&#8217;immagine del proprio brand o quella dell&#8217;azienda che lo lancia sul mercato.</p>
<p>A questo punto sorge spontanea una domanda: quali sono le strategie più comuni per accrescere l&#8217;immagine del proprio brand? Il primo step, sicuramente imprescindibile prima di intraprendere un vero e proprio <strong>web-branding plan</strong>, è quello di associare il proprio marchio ad un&#8217;idea specifica, più semplicemente dare una risposta alla classica domanda: &#8220;<em>cosa devono pensare i consumatori di me?</em>&#8220;. Ciò equivale a dare un&#8217;identità precisa e inconfutabile al proprio brand, significa associare il brand a determinate caratteristiche che possono e devono essere sfruttate, nel corso del tempo, per creare una fidelizzazione con i propri clienti.<span id="more-155"></span></p>
<p><strong>4 Passi per un buon web-branding plan</strong></p>
<p>Chiarita l&#8217;importanza dell&#8217;idea che si vuole associare al propio brand ecco di seguito i passi più importanti per realizzare un buon piano di web-branding.</p>
<p><strong>1. Slogan</strong></p>
<p>Scegliete uno slogan! La maggior parte delle aziende ancora non pensa a quanto possa essere importante associare una piccola ma significativa frase al proprio logo. Lo slogan può davvero rappresentare un piccolo gioiello per la vostra operazione di marketing. Non importa che siate una piccola azienda, non importa quanto denaro abbiate da investire in ambito pubblicitario, ciò che conta è avere uno slogan, un breve motto per il quale essere ricordati dai consumatori/utenti e attraverso il quale essere identificati.</p>
<p><strong>2. Trailer di presentazione</strong></p>
<p>Scegliete un <em>trailer</em> di presentazione interessante e coinvolgente che possa indurre i consumatori/utenti a visualizzare il vostro sito web. Ogni <em>trailer</em> che si rispetti deve far fede a 5 elementi distintivi che includano: chi, cosa, dove, quando, perchè. Può sembrare eccessivo, ma non lo è. Un trailer deve agire sul pubblico con un impatto immediato che abbia stile, brio e personalità.</p>
<p><strong>3. Personalità</strong></p>
<p>Investite sulla personalità del vostro brand. Numerosi dirigenti aziendali scherniscono l&#8217;idea di un investimento in simili concetti di marketing, considerati da molti per lo più triviali e/o privi di reale efficacia, ma è un grosso errore. Potete scegliere direttamente di investire nello sviluppo, nella creazione e nella promozione della personalità del vostro brand, oppure lasciare che il mercato decida per se stesso, o peggio ancora, essere sul mercato completamente irrelevanti e ridondanti.</p>
<p><strong>4. Distribuzione</strong></p>
<p>Scegliete i giusti modi per distribuire i vostri prodotti/servizi. Con piccoli ma accorti investimenti potete diventare leader sul mercato. Soprattutto nei settori più competitivi il modo in cui è veicolato il vostro messaggio è ciò che fa la differenza. Il vostro sito web per la distribuzione deve essere ben più che una semplice vetrina di vendita. La presentazione del vostro prodotto/servizio può includere voce, immagini, parole e musica, ciò che vi permetterà di distinguervi dalla folla, dandovi un vantaggio competitivo.</p>
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		<title>Ebook di [Mini]Marketing: ripensare il proprio marketing</title>
		<link>http://blog.imevolution.it/131/ebook-di-minimarketing-ripensare-il-proprio-marketing/</link>
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		<pubDate>Sat, 13 Dec 2008 17:27:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Bove</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogosfera]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[conversazioni]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi nel mio feed reader noto con piacere che è uscito l&#8217;ebook (scaricabile liberamente)  [mini]marketing, 91 discutibili tesi per un marketing diverso.
39 pagine con 91 tesi derivanti da 4 anni di riflessioni sul web 2.0  portate avanti da Gianluca Diegoli che rivoluzionano il modo di fare marketing di fare conversazione online. 
Assolutamente da leggere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2008/12/minimarketing-cover-h300.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-132" title="minimarketing" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2008/12/minimarketing-cover-h300.gif" alt="" width="244" height="300" /></a>Oggi nel mio feed reader noto con piacere che è uscito l&#8217;ebook (scaricabile liberamente) <strong><a href="http://www.minimarketing.it/2008/12/il-libro-di-minimarketing-online.html"> [mini]marketing, 91 discutibili tesi per un marketing diverso</a>.</strong></p>
<p>39 pagine con 91 tesi derivanti da 4 anni di riflessioni sul web 2.0  portate avanti da Gianluca Diegoli che rivoluzionano il modo <span style="text-decoration: line-through;">di fare marketing</span> di fare conversazione online.<strong> </strong></p>
<p>Assolutamente da leggere e da discutere (come invita a fare il titolo)</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Linkbaiting, Socialbaiting e Contenuto Virale</title>
		<link>http://blog.imevolution.it/113/linkbaiting-socialbaiting-e-contenuto-virale/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 08:39:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Serena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[link baiting]]></category>
		<category><![CDATA[linkbait]]></category>
		<category><![CDATA[social baiting]]></category>
		<category><![CDATA[socialbait]]></category>
		<category><![CDATA[strategie di link]]></category>
		<category><![CDATA[viral content]]></category>

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		<description><![CDATA[Se avete avuto un poco a che fare con il marketing online, se avete scritto sul web o all&#8217;interno di qualche blog, quasi certamente vi siete imbattuti in termini come linkbait, socialbait e viral content quantomeno una volta.
Nonostante il loro esteso utilizzo, il loro vero significato non è stato ancora pienamente compreso.
Cos&#8217;è un linkbait? Cos&#8217;è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se avete avuto un poco a che fare con il marketing online, se avete scritto sul web o all&#8217;interno di qualche blog, quasi certamente vi siete imbattuti in termini come <strong>linkbait</strong>, <strong>socialbait</strong> e <strong>viral content </strong>quantomeno una volta.<br />
Nonostante il loro esteso utilizzo, il loro vero significato non è stato ancora pienamente compreso.<br />
Cos&#8217;è un linkbait? Cos&#8217;è un socialbait? Cosa si intende per contenuto virale? Si tratta della stessa cosa? Rappresentano qualcosa di positivo? Di negativo? Per chi?</p>
<p><span id="more-113"></span></p>
<p>Queste sono solo alcune delle domande che girano attorno a questo argomento, e credo che potrebbe risultare interessante scrivere un articolo col tentativo di dare alcune risposte.</p>
<p>Sia chiaro che le idee che verranno di seguito presentate fanno capo esclusivamente a quella che è stata la nostra comprensione di questi concetti, ed esse, quindi, non hanno la pretesa di rappresentare la verità assoluta su questi argomenti.</p>
<h2>Linkbait</h2>
<p>La prima cosa che bisogna fare è cercare di proporre una definizione per ognuno dei tre termini.<br />
Diamo un&#8217;occhiata al modo in cui altri hanno definito il concetto di linkbait in passato.</p>
<p>Darren Rowse da Problogger ha scritto:</p>
<blockquote><p>Il termine linkbaiting sembra essere emerso più o meno negli ultimi 12 mesi ed è utilizzato dai webmaster per descrivere una varietà di pratiche &#8211; ognuna delle quali cerca di generare link in entrata verso un dato sito web o un blog da altri siti esterni.</p></blockquote>
<p>Si tratta effettivamente di un termine difficile da definire poiché copre molte pratiche differenti partendo dal competere per premi o gare, passando attraverso lo scrivere post di veemente critica verso blogger famosi con la speranza che loro rispondano linkando verso chi li attacca, e arrivando a fornire strumenti ad altri blogger o possessori di siti in modo che essi li inseriscano  all&#8217;interno dei loro portali (attraverso l&#8217;inserimento di link connessi col sito esterno di interesse).</p>
<p>In realtà il termine &#8220;<strong>linkbaiting</strong>&#8221; è un nuovo termine usato per riferirsi a qualcosa che i webmaster già facevano da molti anni. Fin dai miei primi anni come blogger, quattro anni fa, ho visto persone fare molte cose per ottenere link (anche se questo termine non veniva mai impiegato).</p>
<p>Matt Cutts, il capo del Google’s web spam team, ha scritto:</p>
<blockquote><p>a livello teorico, intendo &#8220;linkbait&#8221; qualcosa di interessante che attira l&#8217;attenzione delle persone, e che non deve essere necessariamente una cattiva cosa. Ci sono molti modi per farlo, includendo anche lavori coperti da un severo copyright per generare particolari dati, anche se può bastare essere semplicemente creativi. É sufficiente anche dire qualcosa di controverso per generare una discussione (per far durare questo metodo, però, bisogna stare attenti a non sovrautilizzarlo, altrimenti chi vi segue si stancherà). Alle volte anche una piccolissima parte di un lavoro può portare le persona a linkarvi.</p></blockquote>
<p>Stuart Brown di Modern Life is Rubbish ha scritto:</p>
<blockquote><p>Per Linkbait si intende fondamentalmente un contenuto posizionato su una pagina web &#8211; può trattarsi di un articolo, di un post in un blog, di una fotografia, o di qualunque altra sezione di ciberspazio &#8211; che e progettata con il preciso fine di ottenere link dalla maggior varietà possibile di fonti.</p></blockquote>
<p>Con il sorgere del mondo dei blog, della meritocrazia e dei siti di social bookmarking, è sufficente realizzare una pagina interessante su un sito, che qualcuno noti la suddetta pagina, e un piccolo numero di persona che condivida il link &#8211; e, prima che ve ne accorgiate, avete accumulato una gran quantità di link attraverso un&#8217;ampia varietà di siti.</p>
<p>Come potete vedere tutte queste definizioni hanno molto in comune. Riassumendo il più possibile, si potrebbe dire che un linkbait è un contenuto online (un articolo, un video, un&#8217;immagine, un gioco, o qualunque altra cosa) che è creata con lo scopo di attrarre il maggior numero possibile di link da siti esterni.</p>
<h2>Esempi di Linkbait</h2>
<p>Alle volte è più facile mostrare che spiegare a parole, quindi diamo uno sguardo ad alcuni esempi di linkbait.</p>
<p>Il primo è il cosiddetto Blogger Spelling Test. Se visitate questa pagina noterete che il quiz è stato spostato da un&#8217;altra parte, ma i vari link sono ancora lì. Yahoo! ne riporta 350.</p>
<p>Questo quiz è un esempio di sfrontato linkbait promozionale perchè finalizzato a specifici target di &#8220;linkerati&#8221; (persone che sono in grado di linkare) &#8211; ovvero i bloggers &#8211; ma anche perché subito dopo aver iniziato il gioco si è presentati con il proprio punteggio utilizzando un codice HTML, venendo incoraggiati ad inserirlo sul proprio sito. Non c&#8217;è bisogno di dire che il codice HTML arriva già provvisto di un link interno collegato al quiz.</p>
<p style="center;"><img class="alignnone size-full wp-image-114" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/mingle2quiz.jpg" alt="" width="500" height="317" /></p>
<p style="center;">
<p>Un altra prova che questo linkbait avesse uno scopo puramente commerciale deriva dal fatto che il sito principale sia un sito d&#8217;appuntamenti&#8230;</p>
<p>La maggior parte dei linkbait, comunque, non sono studiati avendo alla base questi subdoli giochi promozionali. Piuttosto essi sono creati per fornire informazioni rilevanti ai fruitori del sito nel quale vengono pubblicati. In altre parole, essi sono genuini nelle loro intenzioni.</p>
<p>Smashing Magazine illustra bene questo concetto. Spesso pubblicano ampie liste con immagini bellissime, applicazioni photoshop, particolari caratteri di stampa e cose del genere. Certamente possiamo classificare queste pratiche come linkbait, ma esse sono create con l&#8217;obiettivo principale di fornire un reale plusvalore ai fruitori del sito, e non con l&#8217;unico fine di costruire una rete di link verso altri siti.</p>
<p style="center;"><a href="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/smashinglinkbait.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-115" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/smashinglinkbait.png" alt="" width="500" height="370" /></a></p>
<p style="center;">
<p>Come qualcuno ha già probabilmente intuito, questi link basati su un valore informativo reale funzionano meglio. L&#8217;articolo 50 Beautiful CSS-Based Web-Designs nel 2006 ha attratto circa 3,000 link da quando è stato lanciato, molti di più rispetto al quiz succitato.</p>
<h2>Socialbait</h2>
<p>Il termine socialbait non è stato usato in modo così esteso, e, quindi, sono in molti a considerarlo solo come un sinonimo di linkbait. Personalmente credo che i due concetti abbiano delle differenze e, di conseguenza, essi meritano di essere classificati separatamente.</p>
<p>Ovviamente, i socialbait molto spesso tendono a comportarsi come i linkbait, perché qualcosa che é molto in voga all&#8217;interno dei social media e nei siti di social bookmarking vine molto linkata. Non è però vero l&#8217;opposto, dal momento che alcune forme di linkbait funzionano scarsamente sui social media (ne sia un esempio il quiz online di cui sopra).</p>
<p>In secondo luogo, si verificano molte situazioni in cui un blogger, o chiunqua scriva per il web, sia più interessato alla visibilità della pagina e alla quantità di traffico che nel costruire un linkbait. Un esempio può essere dato da coloro in possesso di siti corredati da modalità pubblicitarie in CPM (una forma di pubblicità pagata in base al numero di volte che compare un banner promozionale su una pagina web). Di conseguenza, egli potrebbe avere come fine quello di inserire contenuti che hanno molte possibilità di divenire popolari sui social media, ma che non devono avere necessariamente il fine di creare una gran quantità di link verso altri siti.</p>
<p>La mia definizione di socialbait è: un contenuto online (ad esempio un articolo, un video, un&#8217;immagine, un quiz, un gioco, o qualunque altre cosa) che è creata con lo scopo di ricevere la maggior quantità possibile di traffico dai blog.</p>
<h2>Esempi di Socialbait</h2>
<p>Diamo nuovamente un&#8217;occhiata ad un esempio concreto per capire il concetto. Qualche tempo fa ValleyWag ha pubblicato l&#8217;immagine intitolata &#8220;<em>13 Signs You May Be A Digg Power User</em>&#8220;.</p>
<p style="center;"><a href="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/diggpoweruser.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-116" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/diggpoweruser.jpg" alt="" width="500" height="541" /></a></p>
<p>Questo è un chiaro esempio di socialbait, perché l&#8217;articolo e l&#8217;immagine sono state specificatamente create avendo in mente un target preciso: gli utilizzatori di Digg.</p>
<p>I numeri parlano da soli. L&#8217;articolo ha ricevuto più di 2,000 visitatori abituali di Digg, 245 commenti sullo stesso sito, e sono certo che ha generato una grande quantità di traffico una volta che è stata diffuso.</p>
<p>Si è trattato di un successo anche nell&#8217;attrarre link verso altri siti? Non esattamente. Infatti Yahoo! conta solamente 145 link esterni provenienti da lì, quantità, questa, minima per un articolo che ha ricevuto più di 2,000 visitatori.</p>
<h2>Contenuti Virali</h2>
<p>Seth Godin è stato il primo ad usare il termine &#8220;virale&#8221; applicandolo a concetti riferiti al mondo online, quindi, diviene d&#8217;obbligo menzionarlo:</p>
<p>&#8220;Affinché un&#8217;idea possa essere diffusa, essa necessita di essere inviata e ricevuta.</p>
<p>Per inviare un&#8217;idea sono necessarie queste condizioni:</p>
<p><strong>a.</strong> Essa è stata capita<br />
<strong>b.</strong> Chi ne è in possesso ha intenzione di diffonderla<br />
<strong>c.</strong> Chi ne è in possesso pensa che il diffonderla farebbe aumentare il suo &#8220;potere&#8221; (reputazione, visite, amicizie)<br />
<strong>d.</strong> L&#8217;impegno necessario per diffondere l&#8217;idea è inferiore ai possibili benefici</p>
<p>Per &#8220;ricevere&#8221; un&#8217;idea sono necessarie queste condizioni:</p>
<p><strong>a.</strong> a prima vista essa sembra richiedere una più approfondita analisi<br />
<strong>b.</strong> viene subito capita l&#8217;idea di base che è necessaria per ricevere la &#8220;nuova&#8221; idea<br />
<strong>c.</strong> si ha sufficiente fiducia verso chi la invia da investire del tempo per recepirla&#8221;</p>
<p>Questo spiega perché le idee online si diffondano così velocemente e anche il perché esse siano così superficiali. Nietzsche, ad esempio, è particolarmente difficile da capire e rischioso da diffondere, quest&#8217;argomento, quindi, riuscirà solamente a muoversi in modo lento tra le persone che veramente intendono investire del tempo su di esso. Numa Numa, invece, si è diffuso come un&#8217;epidemia tossica proprio perchè era così comprensibile, abbastanza divertente e facile da condividere.</p>
<p>Per farla breve, il contenuto virale è un contenuto online (un articolo, un video, un&#8217;immagine, un quiz, un gioco, o qualunque altra cosa) che suscita particolari emozioni nelle persone, creando in loro un urgenza di condividere quel contenuto in un modo o nell&#8217;altro.<br />
Una differenza sostanziale tra il contenuto virale e il linkbait/socialbait si basa sul fatto che il primo viene fuori spontaneamente, mentre il secondo è di solito appositamente creato per adempiere ad un fine specifico.</p>
<p>Vorrei anche dire che il contenuto virale è più forte del linkbait/socialbait, esattamente perché esso fa più fortemente leva sulle emozioni della gente. Basti pensare al quiz succitato. Sicuarmente esso ha generato un linkbait di successo, riuscendo a produrre centinaia di link verso siti esterni. Ma non era virale, non faceva scattare nelle persone l&#8217;urgenza di condividerlo.</p>
<h2>Esempi di contenuto virale</h2>
<p>Un esempio classico di contenuto virale è rappresentato dal video intitolato Star Wars Kid. In esso compare un ragazzo che gioca con un bastone, e, apparentemente, il ragazzo ignora che lo stiano riprendendo.</p>
<p style="center;"><a href="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/starwarskid.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-117" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/starwarskid.jpg" alt="" width="500" height="459" /></a></p>
<p>Il ragazzo che lo ha diffuso nel web sapeva che si trattasse di qualcosa di divertente, ma non si aspettava che il video si diffondesse come un vero virus!</p>
<p>Esso ha ottenuto circa 10 milioni di visitatori su YouTube, più di 45,000 commenti, la sua pagina personale su Wikipedia, e se cercate su Google “Star Wars Kid” tra virgolette otterrete circa 370,000 risultati.</p>
<p>Questo video illustra come dei contenuti virali possano saltar fuori spontaneamente nel web.</p>
<p>Ci sono anche casi in cui qualcuno cerca di creare contenuti virali con finalità ben precise.</p>
<p>Lo stesso Seth Godin usò questa strategia quando diffuse il suo libro elettronico &#8220;<em>Unleashing the Ideavirus</em>&#8221; in internet. Era facile da capire, utile, facile da condividere (il libro era gratuitamente scaricabile), e diffondendolo le persone avrebbero accresciuto il loro &#8220;potere&#8221; (poiché altre persone le sarebbero state riconoscenti).</p>
<p style="center;"><a href="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/ideavirus.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-118" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/ideavirus.jpg" alt="" width="250" height="355" /></a></p>
<p>Il risultato? Uno dei più popolari libri elettronici mai pubblicato! Se non ne avete una copia, fate parte di una minoranza.</p>
<h2>Riassumendo il tutto</h2>
<p>A questo punto qualcuno dovrebbe chiedersi: &#8220;<strong>che relazione c&#8217;è tra questi tre concetti? Sono tra essi correlati? Sono la stessa cosa?</strong>&#8221;</p>
<p>Personalmente credo che siano concetti distinti, presentando comunque delle somiglianze che alle volte convergono.</p>
<p>Un linkbait può anche essere un contenuto virale, ma non è sempre necessariamente così.</p>
<p>Un linkbait può essere allo stesso tempo un socilabait, ma non è necessariamente sempre così.</p>
<p>Un socialbait può anche essere un contenuto virale, ma non è sempre necessariamente così.</p>
<p>Un contenuto virale, in fine, può emergere da un linkbait e da un socialbait, ma non è sempre necessariamente così.</p>
<p>Questa relazione può essere facilmente rappresentata con un diagramma Venn, come viene mostrato dall&#8217;immagine in basso:</p>
<p style="center;"><a href="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/linkbaits1-300x278.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-119" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/linkbaits1-300x278.jpg" alt="" width="300" height="278" /></a></p>
<h2>Linkbaits, Socialbaits e Contenuti Virali sono da considerarsi pratiche buone o cattive?</h2>
<p>In fine, bisogna chiarire se queste strategie siano utili o dannose.</p>
<p>Darren Rowse, nell&#8217;articolo succitato, ha scritto:</p>
<blockquote><p>Spesso il linkbait viene descritto in termini negativi. Regolarmente vedo persone ignorare un post o un commento poiché ritenuto &#8220;solamente un linkbait.</p></blockquote>
<p>Personalmente, da un certo punto di vista, non amo il termine &#8220;Linkbaiting&#8221; poiché sembra avere una connotazione negativa. Il verbo &#8220;baiting&#8221; sembra acquistare il significato di tentar di far cadere qualcuno in trappola o di condurre qualcuno a far qualcosa che non desidera fare. Anche se queste cose possono essere vere per alcune forme di linkbaiting, non lo sono certo per tante altre.</p>
<p>Vi è un gran discutere circa il temine &#8220;linkbaiting&#8221; e circa le pratiche che, secondo alcuni, lo caratterizzano. Vi è chi afferma che si tratta solamente di un sottoprodotto per quanto riguarda la qualità dei contenuti, altri pensano che molte strategie di linkbaiting sconfinino nello spam, altri ancora definiscono il linkbait come se fosse la risposta a tutte le necessità promozionali del web.</p>
<p>La mia opinione personale sulla bontà o meno di queste pratiche è che essa dipenda dal tipo di linkbait di cui si parla. Penso che alcune tecniche in uso siano buone tecniche standard applicabili nei blog &#8211; mentre altre, che alcuni applicano con lo scopo di attrarre link, sono meramente distruttive per le comunità di blogger online e, per questo, le critico.</p>
<p>E Stuart Brown scrisse:</p>
<blockquote><p>Ovviamente, tutto dipende dal contenuto in questione e dallo scopo che lo sottende &#8211; ma un vantaggio dei social link e dei siti basati sulla meritocrazia è rappresentato dal fatto che i contenuti noiosi, inutili e non degni di nota sprofondino verso il basso, lasciando che le prime posizioni siano occupate da ciò che invece viene pubblicato di interessante e di qualitativamente rilevante.</p></blockquote>
<p>Come si può vedere non si possono dare delle risposte definitive e chiare. Tutto dipende da come vengono elaborati i contenuti (in modo da fornire un valore aggiunto o, al contrario, con il fine di ingannare la gente) e con quali intenzioni. Penso che, in linea di massima, Stuart abbia ragione quando egli afferma che é lo stesso web che regola il mercato. Vi è una meritocrazia imprescindibile, e non si possono abbindolare centinaia di milioni di navigatori esperti.</p>
<p>Penso che capire meglio i concetti di linkbait, socialbait e dei contenuti virali diviene importante ed utile per chiunque sia coinvolto con il mercato online. Quello che è necessario é essere sicuri di avvicinarsi a queste pratiche nel modo più adatto.</p>
<p>Liberamente tradotto da <a href="http://www.dailyblogtips.com/on-linkbaits-socialbaits-and-viral-content/" target="_blank">http://www.dailyblogtips.com/on-linkbaits-socialbaits-and-viral-content/</a></p>
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		<title>Google ci aiuta a trovare link mancanti</title>
		<link>http://blog.imevolution.it/112/google-ci-aiuta-a-trovare-link-mancanti/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Oct 2008 08:38:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Veronica</dc:creator>
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		<category><![CDATA[posizionamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è detto che i link sono la valuta del Web, e che un onesto-link ottenuto in entrata rappresenta il guadagno per un buon lavoro. Individuare link rotti in entrata o link che a causa di un errore non si connettono con una pagina sul vostro sito è come avere l&#8217;opportunità di individuare il denaro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è detto che i link sono la valuta del Web, e che un onesto-link ottenuto in entrata rappresenta il guadagno per un buon lavoro. Individuare link rotti in entrata o link che a causa di un errore non si connettono con una pagina sul vostro sito è come avere l&#8217;opportunità di individuare il denaro mancante.</p>
<p>Google ha recentemente introdotto una funzione nel suo portale webmaster che può essere considerata come un metal detector sulla spiaggia. Lo strumento consente ai webmaster di visualizzare un elenco di errori di tipo 404 generati dalla rottura di link in entrata.<br />
<span id="more-112"></span></p>
<p>Ovviamente, fissare quei link può contribuire a migliorare il vostro posizionamento nei risultati di ricerca. <strong>Googlebot</strong> tenta di eseguire la scansione di quei link da altri siti, ma quando arriva non ha dove andare, e non si ottiene credito per quel link. Inoltre, i visitatori avranno una brutta esperienza con il vostro sito, incappando in una pag 404 (pagina non trovata), un qualcosa che certamente è preferibile evitare.</p>
<p>Matt Cutts dà una bella lezione su come recuperare quei link persi, iniziando da come scaricare un elenco di pagine e link di tipo 404 attraverso il portale webmaster:</p>
<p>&#8220;Sarebbe banale inviare una mail a queste persone e dire &#8216;Ehi, ho notato un link verso il mio sito (grazie!), ma il link è rotto e gli utenti troveranno una pagina 404. Le dispiace cambiare il suo link sulla pagina A per indicare la pagina corretta che è l&#8217;url B? Quando l&#8217;altro sito correggerà il link, i visitatori troveranno direttamente il vostro sito, inoltre tutti i motori di ricerca potranno seguire tali link e darvi credito. Convertire link di tipo 404 in link verso pagine corrette significa convertire link rotti in link diretti e gratuiti di tipo testuale.&#8221;</p>
<p>Nei commenti, qualcuno ha chiesto chiarimenti a proposito dei reindirizzamenti di tipo 301, che Cutts non sembra fiducioso di raccomandare. Ha risposto&#8221;Mi sono riproposto di tralasciare nel mio post la questione relativa all&#8217;errore 301 nell&#8217;home page perchè ci sono pro e contro. Il pro è che non dovete chiedere ad altre persone di fissare i loro link (e fintanto che si sta facendo in un modo normale, non si dovrebbe incorrere in problemi con Google), ma il lato negativo è che sarà davvero una strana esperienza per i vostri visitatori. &#8221;</p>
<p>Tuttavia, se si conosce l&#8217;intento del link, forse si potrebbe reindirizzarlo alla pagina di destinazione, oppure,  anche se in questo caso ci sarebbe più lavoro, si potrebbe creare un nuovo contenuto per il link sbagliato.</p>
<p>Comunque affrontare il problema, è sicuramente come trovare un conto di  $20 in un cappotto che non si indossa dalla passata stagione.</p>
<p>Articolo tradotto da <a href="http://archive.webpronews.com/2008/1016.html">http://archive.webpronews.com/2008/1016.html</a></p>
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		<title>La Reputazione Online</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 16:27:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bove</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri mattina come al solito sono andato a comprare il mio quotidiano, quando tra i tanti settimanali ho intravisto sulla copertina di Focus un logo a me molto familiare, quello di Google,  dove in centro pagina veniva chiesto &#8220;Mai provato a digitare il tuo nome su Google? &#8220;, bellissima domanda&#8230;. Ve lo siete mai chiesto?
Io [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri mattina come al solito sono andato a comprare il mio quotidiano, quando tra i tanti settimanali ho intravisto sulla copertina di Focus un logo a me molto familiare, quello di Google,  dove in centro pagina veniva chiesto &#8220;Mai provato a digitare il tuo nome su Google? &#8220;, bellissima domanda&#8230;. Ve lo siete mai chiesto?</p>
<p>Io me lo chiedevo già alcuni anni fa,  ma era molto difficile prima dell&#8217;avvento dei famoso WEB 2.0, dove sono esplosi i contenuti generati dagli utenti (Blog, Social)  sono nati tanti  Social ( Myspace, Facebook, Linkedin) che si parlasse male o bene di prodotti, servizi e/o di singole persone.</p>
<p><span id="more-111"></span></p>
<p>Ora invece con i milioni di blog aggiornati quotidianamente,  che sono in perenne collegamento tra di loro,  <strong>può bastare che un singolo blogger,</strong> (anche con pochissimi visitatori)<strong> scriva un suo parere/commento negativo su un prodotto o servizio </strong>offerto da un azienda per scatenare altre decine di blogger che a loro volta riporteranno sui loro blog il commento negativo,  che sarà letto/memorizzato da  migliaia di persone,  creando un danno di immagine non indifferente.</p>
<p>E&#8217; in questi casi,  può servire a poco anche utilizzare le vie legali, bloccare o denunciare decine di blogger non è un operazione facile, anzi (come in alcuni casi) può far aumentare ancora di più il diffondersi della notizia&#8230;</p>
<p>Ecco perchè, dopo le richieste da parte di alcune aziende, abbiamo deciso di offrire anche il servizio di <a href="http://www.imevolution.it/servizi/reputazione-online.php">Controllo e Monitoraggio della Reputazione Online</a> , che permetterà di controllare costantemente la reputazione online dell&#8217;azienda e dei prodotti e di intervenire in caso di problemi.</p>
<p>Intervenire come?  Non certo cancellando le opinioni dei blogger,  ma facendo in modo che le opinioni positive su prodotti e azienda siano molto più visibili di quelle negative.</p>
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