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	<title>IM Evolution Blog &#187; Approfondimenti</title>
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	<description>Search Marketing, Web Marketing e dintorni</description>
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		<title>Testare gli annunci ppc: best practices</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 17:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna-Lisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[adwords]]></category>
		<category><![CDATA[pay per click]]></category>
		<category><![CDATA[ppc]]></category>

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		<description><![CDATA[Testare gli annunci può essere un processo difficile da padroneggiare. Richiede tempo e soldi, cose entrambe difficili da ottenere  quando si è  responsabile di campagne a pagamento sempre impegnato. Comunque, prestare particolare attenzione ai tuoi test può sicuramente portare a costi per click ridotti, ctr maggiori e nel suo complesso traffico più qualificato . Perciò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Testare gli annunci può essere un processo difficile da padroneggiare. Richiede tempo e soldi, cose entrambe difficili da ottenere  quando si è  responsabile di campagne a pagamento sempre impegnato. Comunque, prestare particolare attenzione ai tuoi test può sicuramente portare a costi per click ridotti, ctr maggiori e nel suo complesso traffico più qualificato .</p>
<p>Perciò ecco alcune best practices da prendere in considerazione quando testi i tuoi annunci.<br />
<span id="more-291"></span></p>
<p><strong>1. Rispetta i principi fondamentali</strong></p>
<p>Le tue keywords si trovano nel titolo e/o nel corpo dell&#8217;annuncio? se la risposta è no, dovresti prendere in considerazione di rivedere il testo dell&#8217;annuncio e trovare un modo per includere le tue keywords. Oltre a contribuire a punteggi di qualità superiori, le parole chiave posizionate nel testo dell&#8217;annuncio stesso possono aiutare il tuo annuncio a distinguersi dagli altri in quanto esse appaiono in grassetto dopo che la query di ricerca di un utente attiva l&#8217;annuncio nella serp. Questo può essere un ottimo modo per aumentare il ctr.</p>
<p><strong>2. Crea un punto di riferimento</strong></p>
<p>Prima di immergerti in un test di un annuncio, è importante creare un punto di riferimento dei dati. Ti tornerà utile quando inizierai a testare più varianti. Documentare i tuoi tentativi potrebbe sembrare eccessivamente meticoloso, ma ne vale la pena sul  lungo periodo in quanto avrai accesso dettagliato agli annunci che funzionavano e a quelli che non funzionavano.</p>
<p><strong>3. Sii creativo</strong></p>
<p>Testare gli annunci è un bel modo per chi gestisce ppc di mostrare i propri muscoli creativi visto che le combinazioni sono pressoché infinite. Sebbene possa sembrare un gioco da ragazzi, è particolarmente importante tenerlo a mente: sei in competizione con molte altre aziende che offrono il tuo stesso prodotto/servizio. Di conseguenza, parte della tua attenzione dovrebbe essere rivolta a trovare dei modi creativi per raggiungere il tuo pubblico. Per esempio, dovresti provare a menzionare dei riconoscimenti prestigiosi che la tua azienda ha ricevuto, che dimostrano un eccezionale servizio clienti. Le possibilità sono infinite!</p>
<p><strong>4. Tieni a mente le interfacce</strong></p>
<p>Per impostare il tuo test in maniera corretta, devi sapere quale interfaccia stai usando. Ciò è importante perché la rotazione degli annunci viene gestita in modo diversa da  Google Adwords rispetto al Microsoft Adcenter. In Adwords, gli inserzionisti possono scegliere tra 3 diverse impostazioni di rotazione. Invece in Adcenter, il sistema mostrerà automaticamente l&#8217;annuncio più performante man mano che maturano i dati nel tempo. Per evitare di incorrere in questo problema, è bene creare nuovi annunci da testare uno contro l&#8217;altro (crea un nuovo annuncio base da testare con il tuo annuncio esperimento). In questo modo, la performance storica del tuo annuncio base non influenzerà il test e in ultima analisi ti fornisce una serie migliore di dati con cui lavorare.</p>
<p><strong>5. Usa un valore statistico quando prendi delle decisioni</strong></p>
<p>Una variazione della locuzione descrive il valore statistico come la quantità di prove richieste per accettare che un evento è  improbabile che si sia verificato per caso. In altre parole, i dati parleranno da sé quando si testeranno due o più cose. Naturalmente tutti possiamo avere un&#8217;opinione su quali annunci funzionano di più di altri, ma le opinioni da sole non possono definire con esattezza un vero vincitore. Ecco perché è importante usare il valore statistico per determinare l&#8217;annuncio più performante in quanto i dati sono l&#8217;unica cosa presa in considerazione, liberi da errori.</p>
<p><strong>6. Testa solo un elemento per volta</strong></p>
<p>Decidere quale elemento testare può essere difficile visto che le combinazioni sono quasi infinite. Ecco perché diventa importante concentrarsi solo su un elemento per ogni test. Ecco alcuni elementi che tutti gli inserzionisti dovrebbero testare: titolo, descrizione, url visualizzato, punteggiatura e maiuscole. Per esempio, potrei confrontare due diversi titoli  o due varanti di url visualizzate. Qui l&#8217;unico limite è il cielo! Assicurati solo di concentrarti su un elemento per ciascun test e lascia gli altri componenti dell&#8217;annuncio costanti.</p>
<p><strong>7. Usa il flusso del traffico per definire un buon lasso di tempo.</strong></p>
<p>I modelli di traffico variano da settore a settore e da cliente a cliente. Ecco perché è importante determinare, prima di far partire il test, quale sarà considerato un lasso di tempo sufficiente o  quale l&#8217;insieme dei dati. Come regola generale, io uso 200/1000 di una metrica predefinita (di solito i click o le impressions) per indicare il lasso di tempo. Se il traffico tende a muoversi lentamente nell&#8217;account, propenderei di più verso il 200. Invece, se il traffico si muove velocemente, userei un valore più alto (tipo 1000) per la tempistica del test. In sostanza, si riduce tutto a quanto tempo ci vuole per raccogliere una serie sufficiente di dati, perciò scegli con saggezza!</p>
<p><strong>8. Non smettere mai di testare</strong></p>
<p>Sii sempre alla ricerca di nuove idee da testare perché le combinazioni sono quasi infinite. Se hai problemi a trovare nuove idee da testare per il testo dell&#8217;annuncio, puoi iniziare a legare varianti di testo dalle landing page. Potresti anche provare a fare qualche ricognizione per scovare cosa stanno offrendo i tuoi competitors per ulteriori idee. Perciò cosa aspetti? Testa testa e testa ancora di più&#8230;</p>
<p>Liberamente tradotto da <a href="http://www.ppchero.com/ad-testing-made-easy-best-practices/">PPChero.com</a></p>
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		<title>Ban di un sito? La causa possono essere i DNS</title>
		<link>http://blog.imevolution.it/166/ban-di-un-sito-la-causa-possono-essere-i-dns/</link>
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		<pubDate>Tue, 12 May 2009 08:48:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bove</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[penalizzazioni Google]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo un pò di tempo ritorno a scrivere sul nostro blog,  per presentare un curioso caso (almeno per me) di ban da parte di Google, dovuto ad una errata configurazione dei DNS del server, che facevano andare i motori di ricerca in Timeout. Ecco il case history: Giorno 22 aprile,  mi accorgo tramire Analytics  di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo un pò di tempo ritorno a scrivere sul nostro blog,  per presentare un curioso caso (almeno per me) di ban da parte di Google, dovuto ad una errata configurazione dei DNS del server, che facevano andare i motori di ricerca in Timeout.</p>
<p><span id="more-166"></span></p>
<p>Ecco il case history:</p>
<p><strong>Giorno 22 aprile</strong>,  mi accorgo tramire Analytics  di un crollo delle visite, di un mini sito di un cliente   vado sul sito e mi trovo PR grigio in tutte le pagine,  e il sito che non usciva nemmeno cercandolo con il nome a dominio.</p>
<div id="attachment_167" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-167" title="Calo" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2009/05/analitics-calo.jpg" alt="Grafico Analitics che mostra il calo improvviso di visite" width="480" height="142" /><p class="wp-caption-text">Grafico Analitics che mostra il calo improvviso di visite</p></div>
<p>Con il comando site:  mi venivano fuori solo 3 pagine,  con cache di marzo 2009,  il sito dal mio browser e da altri pc  lo vedevo tranquillamente.</p>
<p>Chiamo la società che gestisce il sito e l&#8217;hosting che mi conferma che loro non hanno e non hanno avuto nessun problema sui server, (dove per altro hanno hostati altri 150 siti),  tranne 2 brevi down la settimana precedente.</p>
<p>Controllo i backlink,  le varie pagine, ma tutto è nella norma,  ma la cosa mi fa pensare,  per arrivare ad un ban simile dobbiamo avere fatto proprio incavolare Google,  eppure  sul sito non ci sono trucchetti, e l&#8217;attività di promozione è stata sempre pulitissima diciamo tranquillamente <a href="http://blog.imevolution.it/121/le-migliori-10-tecniche-per-effettuare-una-buona-campagna-link-building/"><strong>White Hat</strong></a>.</p>
<p>Penso ad un problema temporaneo di Google,  (in passato mi sono capitati altri brevissimi episodi simili) magari è passato sul sito nel momento in   non era perfettamente raggiungibile,  quindi mi armo di pazienza,  cerco di rassicurare il cliente,  (giustamente dato che questo è il periodo in cui vende di più) e aspetto i soliti 5/7 giorni.</p>
<p>Intanto inserisco il sito nel mio <a href="http://www.google.com/webmasters/tools/?hl=it">Webmaster Tools di Google</a> , (ahimè uno dei pochi siti che  non avevo inserito nel pannello Google,  per la mancanza dei dati di accesso)    chiedo al webmaster di inserirmi il codice di verifica (me lo inserirà dopo 3 giorni)</p>
<p>Il 27 aprile la situazione è la stessa,  sito sparito,  PR grigio,   verifico il sito dal WT di Google ,  ma la verifica fallisce perchè viene fuori un errore  &#8221; <strong>DNS and server errors and timeouts</strong>&#8220;,     quindi  il caro nostro motore di ricerca non riesce ad accedere al sito,   quale potrebbero essere i motivi? me ne vengono in mente 3:</p>
<ul>
<li>Problema temporaneo di non raggiungibilità,  ( ma mi cominciano a suonare strane tutte queste &#8220;temporaneità&#8221;);</li>
<li>Problemi del Firewall del server che blocca gli Ip di Google? (la società di hosting mi assicura che non hanno queste impostazioni) ;</li>
<li>Dns del server  mal funzionanti e non permettono a Ip esteri di non accedere, ipotesi presto controllabile,  uso un servizio di proxy anonimo , faccio finta di essere negli USA e sorpresa sopresa,  il browser mi rimane per un po in attesa e dopo mi da errore;</li>
</ul>
<p>Contatto nuovamente la società che gestisce sito e hosting,   che dice di non aver notato nulla di strano,  ma che controlla e mi fa sapere.</p>
<p>Il 29 Aprile mi contatta la società di hosting,  e mi dice che hanno traferito i siti su un nuovo server,  perchè si sono accorti che  i DNS,  per motivi che non mi hanno voluto spiegare,  avevano grossi problemi con ip provenienti da USA e da altre parti del mondo,  uhm che il problema siano davvero i dns?</p>
<p>Provo a fare, finalmente,  la verifica del sito nel GWT,  e questa volta va,   ma mi trovo una bella sfilza di URL non raggiungibili o che hanno errori (Problema con il DNS , Robots.txt non raggiunbile),  ecco quello che secondo me è la conferma del problema reale del ban.</p>
<div id="attachment_168" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-168" title="gwt" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2009/05/gwt.jpg" alt="Errori in Google WebMaster Tools" width="480" height="117" /><p class="wp-caption-text">Errori in Google WebMaster Tools</p></div>
<p>Faccio subito la reinclusione su Google, spiegando quello che secondo me è stato il problema ,  e finalmente il 7 Maggio vedo le prime pagine del sito riapparire nelle SERP,   con grande gioia mia, ma soprattutto del cliente&#8230;</p>
<p><strong>Conclusioni</strong><br />
Questa penalizzazione mi ha dato un ulteriore conferma  (semmai ne avessi bisogno)  che il Webmaster Tools di Google è importantissimo, avessi avuto il sito del cliente inserito,  sarebbe stato  probabilmente molto piu semplice scoprire la natura del problema.</p>
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		<title>Scrivere per il web, 10 consigli pratici</title>
		<link>http://blog.imevolution.it/160/scrivere-per-il-web-10-consigli-pratici/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 09:16:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Coletta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Web writing]]></category>

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		<description><![CDATA[La scrittura per il web è molto diversa dalla scrittura per la carta stampata. Ecco allora 10 punti fondamentali da tenere sempre in considerazione: 1 &#8211; Chi legge un giornale o una rivista tende a focalizzarsi sulla pagina, mentre chi legge online non è disposto a leggere una pagina intera, ha bisogno di collegamenti ipertestuali, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La scrittura per il web è molto diversa dalla scrittura per la carta stampata. Ecco allora 10 punti fondamentali da tenere sempre in considerazione:</p>
<p>1 &#8211; Chi legge un giornale o una rivista tende a focalizzarsi sulla pagina, mentre <strong>chi legge online non è disposto a leggere una pagina intera</strong>, ha bisogno di collegamenti ipertestuali, di ulteriori pagine relative o di approfondimento. Questo è molto più importante se si considera che un utente può giungere sul nostro sito in una qualsiasi pagina web, che deve essere comunque a se stante, ma ben collegata alle altre.</p>
<p>2 &#8211; Nello scrivere per il web è bene <strong>utilizzare la metà delle parole che si utilizzerebbero nella scrittura per la stampa</strong>. Gli utenti infatti trovano più faticoso leggere sugli schermi che sulla carta e si calcola che la lettura online è di circa il 25% più lenta che sulla carta. Evitare anche, per facilitare la lettura, testi molto fitti e con caratteri tutti uguali.</p>
<p>3 &#8211; Gli utenti del web, sono impazienti, faticano a leggere grandi porzioni di testo, è importante quindi <strong>scrivere le informazioni più importanti prima possibile</strong>, più in alto nella pagina. Chi arriva sul nostro sito, lo fa solo perché ha bisogno di qualcosa e se non lo trova subito, quasi sicuramente andrà via. Chi vorrà approfondire l&#8217;argomento <span id="more-160"></span>poi, proseguirà con la lettura, altrimenti sarà comunque rimasto soddisfatto, perché ha trovato quello che cercava.</p>
<p>4 &#8211; Per quanto riguarda l&#8217;allineamento del testo, molte ricerche indicano che <strong>sul web lo stile più adatto è l&#8217;allineato a sinistra</strong> (o a bandiera) ma è importante comunque che il lato di destra sia abbastanza uniforme. Il giustificato è caratteristico dei libri stampati, mentre il centrato e l&#8217;allineato a destra costringono i nostri occhi a incominciare la lettura delle righe sempre da punti diversi, quindi risulta più difficile da leggere.</p>
<p>5 &#8211; Sul web <strong>per evidenziare una parola o una frase è meglio utilizzare il grassetto</strong>, a differenza della carta, dove di solito si usa il corsivo, che risulta difficile da leggere sul monitor. Si può usare anche un colore, ma non deve essere troppo luminoso, soprattutto su fondo bianco o chiaro. Se si usa un colore per i link poi, non si deve usare lo stesso per evidenziare, in quanto si può creare confusione negli utenti.</p>
<p>6 &#8211; Per aumentare la leggibilità di un testo sul web è molto importante <strong>scrivere righe di circa dodici parole</strong>. Un rigo troppo lungo costringe l&#8217;occhio ad uno sforzo maggiore e può portare, ritornando al margine sinistro del testo, alla perdita della posizione del nuovo rigo da leggere.</p>
<p>7 &#8211; Dove possibile <strong>sono molto utili gli elenchi puntati o numerati</strong>, chiari e facili da leggere, anche più facili da memorizzare, soprattutto quando si devono presentare delle informazioni con una precisa struttura o con un determinato ordine.</p>
<p>8 &#8211; <strong>Molto importante nella scrittura per il web è la credibilità</strong>, l&#8217;essere obiettivi. Gli utenti che arrivano sul nostro sito non ci conoscono e quindi hanno bisogno di tempo per ritenerci affidabili ed è fondamentale evitare l&#8217;uso di un linguaggio troppo pomposo, esagerato, tecnico, oppure &#8220;marketese&#8221;, ossia tutte quelle frasi eccessivamente promozionali (il prodotto ideale&#8230;, il miglior&#8230;, eccezionali offerte&#8230;) che invece di attrarre, creano sospetto e allontanano il lettore.</p>
<p>9 &#8211; Spesso sul web <strong>è più indicato avere uno stile informale</strong> con l&#8217;utente e dove possibile, è bene inserire anche delle piccole dosi di umorismo. Essere troppo distaccati, usare un linguaggio troppo serioso e freddo, è controproducente. Attenzione comunque a non usare metafore, giochi di parole o modi di dire, che spesso non sono comprensibili da tutti.</p>
<p>10 – L&#8217;ultimo punto è quello che racchiude e comprende tutti gli altri. <strong>Realizzare buoni contenuti sul web non basta, è importante invece organizzarli e presentarli in modo adeguato</strong>. I contenuti devono essere leggibili, facili da trovare, chiari e comprensibili, solo così si potrà ottenere una comunicazione veramente efficace.</p>
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		<title>Consigli utili per incrementare il tasso di conversione del vostro sito web</title>
		<link>http://blog.imevolution.it/156/consigli-utili-per-incrementare-il-tasso-di-conversione-del-vostro-sito-web/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 12:04:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Serena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Search Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[conversion rate]]></category>

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		<description><![CDATA[Quelle che seguono sono delle linee guida di riferimento da tener presente se si ha l&#8217;obiettivo di incrementare le conversioni del proprio sito web, fine, questo, prioritario all&#8217;interno di una strategia di web marketing. a. ESSERE PERTINENTI: una volta giunti sul vostro sito, gli utenti sono molto spesso in cerca di qualcosa di specifico. Le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quelle che seguono sono delle linee guida di riferimento da tener presente se si ha l&#8217;obiettivo di incrementare le conversioni del proprio sito web, fine, questo, prioritario all&#8217;interno di una strategia di web marketing.</p>
<p>a. <strong>ESSERE PERTINENTI</strong>: una volta giunti sul vostro sito, gli utenti sono molto spesso in cerca di qualcosa di specifico. Le conversioni avverranno se viene dato loro cosa vogliono. Chi visita  il sito ha delle key precise in mente che si aspetta di ritrovare all&#8217;interno del testo che legge per accertarsi di essere nel luogo giusto. È necessario, quindi, confortare gli utenti rassicurandoli del fatto di non aver sbagliato destinazione. Sono da usarsi pertanto quelle parole chiave che le persone cercano abitualmente in relazione ad un dato prodotto o servizio.</p>
<p>b. <strong>ELIMINARE OGNI PERCEZIONE DI RISCHIO PER IL CLIENTE</strong>: Fate in modo che chi visiti il vostro sito percepisca quanto siate sicuri del vostri prodotto. Offrite, quindi, un periodo di prova  per 30 giorni, un&#8217;ottima garanzia post-vendita, proponete slogan efficaci del tipo &#8220;<em>Vi pagheremo per provare il nostro prodotto</em>&#8220;, e cose simili. Se siete certi che ciò che vendete sia qualitativamente affidabile non dovrebbe essere un problema offrire questo tipo di garanzie che puntino alla soddisfazione del cliente. Queste metodologie hanno un&#8217;efficacia provata nell&#8217;aumentare il tasso di conversione di un dato sito.</p>
<p><span id="more-156"></span></p>
<p>c. <strong>MOTIVARE ALL&#8217;AZIONE</strong>: Anche quando si è certi che si stia offrendo proprio quello che gli utenti stanno cercando, vi è sempre la necessità di persuadere chi vi visita spingendolo subdolamente ad acquistare. Quello che ogni sito con finalità commerciali deve fare, quindi, è di motivare ed incoraggiare i visitatori a comprare ed a farlo oggi stesso. Identificate un problema che il vostro prodotto possa risolvere. Spiegate ancora una volta ai vostri utenti quanto e come le loro vite potrebbero migliorare grazie a ciò che voi offrite loro. Diteglielo ancora poiché ciò che loro cercano è quello che voi vendete.</p>
<p>d. <strong>OFFERTE SPECIALI</strong>: Alle persone piace particolarmente trarre vantaggio dalle offerte speciali, dagli sconti stagionali, o da prezzi vantaggiosi di cui possono godere perché magari sono parte di un certo gruppo. Saldi invernali, regali gratis per la festa della mamma, sconti per coloro che hanno utilizzato la Google search (mediante precisi strumenti è possibile individuarli). Usate la vostra immaginazione per far convertire gli utenti meglio e più velocemente.</p>
<p>e. <strong>ACCESSIBILTÀ</strong>: Bisogna tener presente che le persone sono pigre anche quando acquistano online, ogni processo d&#8217;acquisto, quindi, deve essere il più semplice e breve possibile. Non fate domande irrilevanti in questa particolare sessione del sito. Non chiedete alle persone di registrarsi prima di acquistare. Non fate in modo che gli utenti debbano sorpassare mille barriere prima di inviarvi un ordine. È anzi importante enfatizzare quanto sia facile acquistare e inoltrare ordini sul vostro sito.</p>
<p>f. <strong>RAPIDITÀ DI CONSEGNA</strong>: Dite chiaramente a chi legge quando il prodotto sarà consegnato loro. Questa è una delle domande più frequenti all&#8217;interno dei siti di shopping online. Segnalate il nome del corriere di riferimento e quanto tempo ci vorrà per effettuare la consegna. Non utilizzate mai l&#8217;espressione &#8220;da 2 a 10 giorni&#8221;. Prendete come esempio Amazon: vi si promette che un dato libro sarà a casa vostra entro 2 giorni e poi viene segnalato un link da attivare per avere maggiori informazioni. Una volta arrivati su questa pagina vi verrà proposto di optare per una spedizione che impieghi 2 giorni per soli pochi dollari in più. È una soluzione che funziona.</p>
<p>g. <strong>AFFIDABILITÀ</strong>: Se siete in possesso di certificati di garanzia esponeteli, avranno un effetto fortemente positivo su chi dovrà acquistare online.</p>
<p>h. <strong>COMPETITIVITÀ</strong>: Dicendo a chi naviga sul vostro sito qualcosa del genere &#8220;<em>I nostri prezzi sono a prova di concorrenza</em>&#8220;, potrebbe forse essere un buon metodo per incrementare le conversioni. Alcuni potenziali acquirenti potrebbero veramente cercare in giro per paragonarvi ad altri concorrenti, ma tanti altri potranno credervi direttamente sulla parola. Provate!</p>
<p>i. <strong>REPERIBILITÀ</strong>: Quando le persone fanno acquisti online, vogliono accertarsi che la vostra azienda esista davvero. Quindi mostrate sempre l&#8217;indirizzo della vostra società e tutti gli altri dati reali ad essa correlati anche se si tratti di casa vostra.</p>
<p>l. <strong>MOSTRARE CHIARAMENTE AGLI UTENTI CIÒ CHE DEVONO FARE</strong>: Per far ciò bisogna semplicemente chiarire ai visitatori quali azioni voi desideriate che essi compiano. Volete che essi comprino? Assicuratevi allora che il bottone &#8220;<em>ACQUISTA ORA</em>&#8221; sia ben in evidenza. Volete che si iscrivino ad una newsletter? Bene, mostrate il form connesso a quest&#8217;attività chiedendo alla persone di iscriversi. Il concetto cruciale è che quando le persone arrivano sul vostro sito devono capire chiaramente le azioni che possono compiere in esso.</p>
<p>m. <strong>L&#8217;INFLUENZA DELLA DIMENSIONE DEL FONT</strong>: Molto si è parlato sul come la grandezza del font determini una permanenza più lunga sul sito e un tasso di conversione più alto. Visite più durature equivalgono il più delle volte a conversioni migliori. Aumentate la grandezza del font ma non basatevi troppo sull&#8217;estetica pensate più che altro in termini di usabilità.</p>
<p>n. <strong>IMMAGINI</strong>: Capita spesso di vedere che in alcuni siti si vendano prodotti che benché facciano leva proprio sul loro aspetto estetico siano poi rappresentati da immagini orribili che sembrano siano state realizzate con una macchinetta fotografica usa e getta. Se ciò che vendete necessita di avere un bell&#8217;aspetto agli occhi dell&#8217;utente finale, abbiate cura di presentarlo visivamente nel modo più  consono.</p>
<p>o. <strong>UNICITÀ</strong>: anche se non è facile, cercate di individuare almeno una cosa che vi differenzi dai vostri concorrenti e, ovviamente, enfatizzate questo fatto all&#8217;interno del sito.</p>
<p>p. <strong>LAY OUT DI UNA SINGOLA COLONNA</strong>: Ancora una volta, è necessario pensare all&#8217;usabilità più che all&#8217;estetica. È provato che per molti siti un layout basato su un&#8217;unica colonna funzioni meglio poiché non si costringe chi legge a decidere quale colonna considerare prima. Il testo deve scorrere facilmente all&#8217;interno del sito.</p>
<p>q. <strong>ELENCHI PUNTATI</strong>: Le persone scorrono velocemente le pagine di un sito web. Dato il fatto che non tutti leggeranno ogni parola di ciò che andrete a scrivere, molti lettori sicuramente si fermeranno una volta arrivati al terzo o massimo al settimo punto della lista che avete creato. Quindi assicuratevi di scrivere solo ciò che risulta essere veramente importante. Potete ad esempio creare un elenco puntato dal titolo &#8220;<em>Cosa potete acquistare da noi?</em>&#8220;. Ciò permetterebbe di comunicare informazioni importanti, di disporle in un modo più facilmente leggibile e,  conseguentemente, di convertire di più.</p>
<p>r. <strong>AUDIO E VIDEO</strong>: Le persone oggigiorno apprezzano la presenza di qualche elemento multimediale, ovviamente quelli attivabili su richiesta dell&#8217;utente e non quelli che partono automaticamente. Assicuratevi di avvantaggiarvi di questi nuovi supporti tecnologici per presentare quello che vi interessa vendere. Per esempio potete dimostrare in un video il funzionamento di un prodotto, alcuni testimonial importanti ecc.</p>
<p>s. <strong>FOTO INGRANDITE</strong>: Fate in modo che la gente veda i particolari del prodotto. Questo è strettamente necessario per la vendita di vestiti, accessori e di molto altro.</p>
<p>t. <strong>OPZIONI DI PAGAMENTO</strong>: Assicuratevi di accettare tutti i metodi di pagamento preferiti dai vostri clienti. È necessario che per loro sia facile acquistare da voi.</p>
<p>u. <strong>POSSIBILITÀ DI RECESSO</strong>: Cosa succede se ad un cliente non piace il prodotto che ha acquistato? Ha la possibilità di sostituirlo? Tutti i siti di shopping online devono affrontare questa possibilità. Non ignorate questo fatto. Se avete stilato delle norme di recesso mettetele in evidenza con un link visibile all&#8217;interno del sito. Ponete l&#8217;accento su queste dinamiche durante il processo d&#8217;acquisto e vi accorgerete che le conversioni aumenteranno.</p>
<p>Articolo tradotto da <a title="http://www.bizmord.com/Blog/archives/291" href="http://www.bizmord.com/Blog/archives/291">http://www.bizmord.com/Blog/archives/291</a></p>
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		<title>Sei obiettivi per un SEO: come scegliere la strategia ideale per ogni business.</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jan 2009 08:46:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Serena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chiunque sia seriamente impegnato nell&#8217;ottimizzazione dei motori di ricerca ha potuto notare come possano essere versatili i risultati che se ne possono trarre. Molti possessori di siti web cominciano tale attività con lo scopo di indicizzare una determinata key che si dimostri rilevante per ottenere visite interessate, scoprendo poi che importanti benefici nel risultato del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chiunque sia seriamente impegnato nell&#8217;ottimizzazione dei motori di ricerca ha potuto notare come possano essere versatili i risultati che se ne possono trarre. Molti possessori di siti web cominciano tale attività con lo scopo di indicizzare una determinata key che si dimostri rilevante per ottenere visite interessate, scoprendo poi che importanti benefici nel risultato del posizionamento derivano anche da altri risultati ottenuti con questa attività: la credibilità del marchio, ad esempio, e l&#8217;afflusso di traffico verso un dato sito. Passiamo rapidamente in rassegna tutte le varie applicazioni del lavoro di un SEO scoprendo come scegliere gli obiettivi più giusti per ogni dato business.</p>
<p><span id="more-140"></span></p>
<p><strong>SEO per aumentare il traffico in entrata con scopi promozionali. </strong></p>
<p><a href="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2009/01/1254784228_d31a7a7bf3_m1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-142" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2009/01/1254784228_d31a7a7bf3_m1.jpg" alt="" width="203" height="240" /></a>Dai banner pubblicitari passando per i servizi contestuali come Google&#8217;s AdWords e finendo ai programmi d&#8217;affiliazione, è palese come la web advertising sia divenuta ormai un massivo business che permette di monetizzare il traffico in arrivo verso un dato sito senza ricorrere a transazioni economiche. L&#8217;obiettivo qui non è concentrasi sull&#8217;ottimizazzione di specifiche key, ma potenziare l&#8217;accessibilità del sito, in modo che esso guadagni grandi volumi di traffico e sia rintracciabile con ricerche caratterizzate da una ricca long tail. Tali obiettivi si raggiungono impiantando un buona architettura dell&#8217;informazione utilizzando un&#8217;intelligente e dettagliata struttura di categorie e sottocategorie per ottenere dal proprio lavoro i massimi benefici. È anche necessario attuare una buona ottimizzazione delle pagine (titoli, headlines, link interni, ecc) e rendere i propri articoli facilmente condivisibili ed ottimizzati per una diffusione virale.</p>
<p><strong>Seo per un&#8217;attività di vendita E-commerce</strong></p>
<p>La fruttuosità di queste pratiche si deve al fatto che quando la specifica ricerca attuata da un utente viene soddisfatta da un articolo presente in un negozio online, i tassi di conversione sono solitamente altissimi. La ricerca attuata da Forrester ha stimato che il mercato dell&#8217;e-commerce arriverà ad un fatturato di 235 miliardi di dollari. Perfetta per la vendita diretta di prodotti immediatamente disponibili, quest&#8217;attività di SEO può sfruttare il PPC per testare l&#8217;efficacia ed il ROI potenziale delle keyword targettizzate. Scoprirete presto che più la query è specifica &#8211; provvista di marca, prodotto, ecc &#8211; più e probabile che i visitatori portino a buon fine l&#8217;acquisto. In questo caso si ha bisogno di costruire una seria attività di link building che accompagni l&#8217;ottimizzazione interna in modo da raggiungere un posizionamento elevato per key competitive e apportatrici di grande traffico.</p>
<p><strong>SEO per fini di Branding</strong></p>
<p>Un&#8217;applicazione SEO meno popolare ma ugualmente potente è attuata per scopi di branding. I Bloggers e i vari siti web di social media hanno tratto molti benefici nell&#8217;apparire costantemente ai primi posti dei risultati di ricerca utilizzando quest&#8217;esposizione privilegiata per aumentare la percezione del proprio brand e della loro autorità nella considerazione degli utenti. Ideale per acquisire nuovi membri nella propria comunità, questa tecnica si basa sulla realizzare un sito accessibile e sull&#8217;utilizzazione di una buona struttura di link che mirino soprattutto ad incrementare la propria autorità.</p>
<p><strong>SEO per Lead Acquisition &amp; Direct Marketing</strong></p>
<p><a href="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2009/01/1030006817_694d01e256_m.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-143" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2009/01/1030006817_694d01e256_m.jpg" alt="" width="240" height="171" /></a>Benchè sia meno diretta di una vendita e-commerce, la così detta &#8220;Lead Acquisition&#8221; nel web è ugualmente un sistema importante e rilevante per ottenere clienti ed entrate. Si potrebbe trattare di servizi specifici come una consulenza di tipo legale, contratti di costruzioni, forniture di energia alternativa, teoricamente qualunque fonte di prodotti o servizi via web. È necessario utilizzare key che convertano bene, che apportino traffico e che siano state precedentemente testate in una campagna PPC. Si deve puntare su una solida combinazione tra l&#8217;ottimizazzione di un dato sito e una buona strategia di link building (con un buon anchor text) che sia fortemente competitiva negli ambiti più difficili.</p>
<p><strong>SEO per il cosiddetto &#8220;Reputation Management&#8221;</strong></p>
<p>Il lavoro del SEO può mitigare l&#8217;impatto sfavorevole che l&#8217;assenza di informazioni, o peggio, una quantità visibile di recensioni negative possano apportare ad una data azienda attiva nel web. Se si sta cercando di far scomparire contenuti screditanti già esistenti, infatti, il lavoro di reputation management è l&#8217;unica strada percorribile per avere un buon risultato. In questo caso le key sono molto semplici: possono essere un nome proprio, il nome di un dato brand o altre comuni varianti facilmente rintracciabili con specifici strumenti di ricerca di parole chiave. Diversamente da ogni altra tattica SEO, la reputation management include l&#8217;ottimizzazione delle pagine in vari domini in modo da spingere in basso i risultati negativi all&#8217;interno delle SERP. Questo viene fatto utilizzando i social media, le pubbliche relazioni, i comunicati stampa e link da siti autogestiti.</p>
<p><strong>Tecniche SEO per la diffusione di ideologie</strong></p>
<p>Se si intende perpetuare una certa idea riguardo ad un dato argomento al fine di persuadere il maggior numero di utenti, le attività di SEO rappresentano uno strumento potente. Questo è una classico delle tecniche SEO ma con un elemento aggiuntivo: può accadere che mentre siate impegnati a diffondere le vostre idee all&#8217;interno delle SERP possiate reclutare degli alleati che supportino la vostra causa.</p>
<p><strong>Scegliere gli obiettivo SEO più giusti per il tuo business</strong></p>
<p><a href="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2009/01/279840321_1bf9a31aa8_m.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-144" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/2009/01/279840321_1bf9a31aa8_m.jpg" alt="" width="240" height="180" /></a>È effettivamente necessario avere un&#8217;idea generale di tutte le tecniche SEO a disposizione di un determinato business poiché è bene selezionare con attenzione quale di esse meglio si presta alle proprie necessità. Questo perché investire in una seria strategia SEO significa impegnarsi in un progetto a lungo termine che implica una grande quantità di lavoro ed impegno. Proprio per questo non è consigliabile individuare rapidamente un unico obiettivo su cui intervenire tout court per poi inserirne eventualmente degli altri in un secondo momento: si finirebbe solo col raddoppiare il lavoro e gli sforzi ad esso connessi. Una volta fissati in modo definitivo gli obiettivi da perseguire si può iniziare ad implementare veramente una strategia SEO di successo sotto la guida di una valida agenzia web.</p>
<p>Via SeoMoz: <a title="http://www.seomoz.org/blog/the-6-goals-of-seo-choosing-the-right-ones-for-your-business" href="http://www.seomoz.org/blog/the-6-goals-of-seo-choosing-the-right-ones-for-your-business">http://www.seomoz.org/blog/the-6-goals-of-seo-choosing-the-right-ones-for-your-business</a></p>
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		<title>Penalizzazione per troppi link in entrata ottenuti rapidamente? Ecco Come Uscirne.</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jan 2009 17:39:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bove</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[penalizzazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Chiunque lavori nel campo SEO, sa benissimo che (almeno per ora) un fattore fondamentale per posizionare un sito sono i link in entrata,  ne abbiamo parlato spesso anche qui,  in genere più link otteniamo da risorse valide, più probabilità ci sono di scalare i risultati di ricerca. Però bisogna fare molta attenzione,  non solo sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chiunque lavori nel campo SEO, sa benissimo che (almeno per ora) un fattore fondamentale per posizionare un sito sono i link in entrata,  ne abbiamo parlato spesso anche <a href="http://blog.imevolution.it/tag/link-baiting/">qui</a>,  in genere più link otteniamo da risorse valide, più probabilità ci sono di scalare i risultati di ricerca.</p>
<p>Però bisogna fare molta attenzione,  non solo sulla qualità dei link,  <strong>ma anche sui modi e sui tempi in cui otteniamo link</strong>,  troppi link ottenuti in un brevissimo lasso di tempo,  molti link con stesso anchor text, ect. ect,  in un alta percentuale di casi faranno pensare al nostro caro <strong>Google</strong>,  che si tratta di qualcosa di <strong>strano e di innaturale</strong> e in questo caso potrebbe entrare in gioco una penalizzazione, (azzerando di colpo tutto il lavoro fatto) ecco un breve case history su un sito di un cliente, che opera nel campo turistico:</p>
<p><span id="more-134"></span></p>
<ol>
<li>Il cliente ai primi  Giugno 2008, approfittando di una promozione,  ottiene, nell&#8217;arco di 10 giorni,  verso una specifica pagina del suo sito (non si tratta dell&#8217;Home Page) circa 200 link,  con anchor più o meno simile.</li>
<li>Nella seconda metà di Giugno 2008, la pagina  del sito balza nella prima posizione delle Serp con Hotel + Località.</li>
<li>Verso gli inizi di Agosto,  il cliente mi contatta disperato perchè la sua pagina tanto amata,  è completamente sparita da Google,   non ve n&#8217;è traccia nemmeno nelle ultime pagine, cerco di capire qual&#8217;è stato il problema ma lui &#8220;dimentica&#8221;  il particolare dei 200 link in entrata.</li>
<li>Nell&#8217;analizzare il sito noto che la pagina ha ottimi Backlink,  certo molti hanno lo stesso anchor,  però non trovo altri motivi che giustifichino questa penalizzazione.</li>
<li>Cominciamo a contattare un pò di siti che hanno il link verso il sito cliente,  e facciamo cambiare anchor e in alcuni casi pagina di destinazione,  arriviamo intanto a Ottobre 2008 e la pagina risulta ancora negli oscuri meandri di Google.</li>
<li>A fine Ottobre, finalmente il cliente &#8220;ricorda&#8221; che quei link li ha ottenuti, grazie ad una promozione, di giugno,  e da capiamo subito  che il problema può essere stato la troppa rapidità con cui quella pagina ha ottenuto i link.</li>
<li>Prima di cominciare una nuova <em>operazione di salvataggio</em>,  contatto anche un pò di amici, tra cui il validissimo <a href="http://www.francescotinti.com/" target="_blank">Francesco Tinti</a> (Mister Jinx del Forum GT) con cui discutiamo dell&#8217;eventuale recupero della penalizzazione,  le soluzioni che vengono fuori sono 2:<br />
- Far ottenere alla pagina in maniera costante nel tempo sempre lo stesso numero di link, cosa che sarebbe difficile da fare, primo perche far ottenere 200 link ogni 2 settimane è un lavoro al limite dell&#8217;impossibile, secondo motivo è passato ormai troppo tempo dall&#8217;inizio della penalizzazione;<br />
- Rimuovere un gran numero di link in entrata verso quella pagina, sperando che Google apprezzi il lavoro fatto, e ci perdoni :-) . Opto ovviamente per la soluzione numero 2, che è l&#8217;unica percoribile.</li>
<li>Iniziamo in questo modo a contattare tutti i webmaster dei siti che hanno un link verso quella determinata pagina (un lavoro abbastanza noioso),  chiedendo la <strong>rimozione del link,</strong> molti webmaster rispondono stupiti chiedendomi il perchè di un operazione cosi fuori dal comune, (ci scrivono in molte mail,  &#8220;&#8230;&#8230; nessuno mi aveva mai chiesto la rimozione di un link dal mio sito &#8230;..&#8221;) .</li>
<li>Primi Dicembre 2008 dopo un estenuante e continuo invio di mail a webmaster che non rispondevano alle mail, o che si dimenticavano di cancellare il link, o che non sapevano come fare a cancellarlo, arriviamo ad aver ridotto i link in entrata a quella pagina a circa 50,  penso che possa bastare,   e mi preparo al Natale fiducioso che anche Google sia buono e che perdoni l&#8217;errore.</li>
<li>5 Gennaio 2009,  la pagina è da 2 giorni nelle prime posizioni di Google, sembra che la penalizzazione sia finita. Vi terrò comunque aggiornati.</li>
</ol>
<p>Morale dell&#8217;esperienza fatta,    ok i link sono ancora lo strumento indispensabile per posizionarsi bene su Google,  però cercate di ottenerli nel modo piu naturale possibile,   non  linkando sempre la stessa pagina, non usando sempre lo stesso anchor ma soprattutto <strong>diluendoli costantemente nel tempo</strong>.</p>
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		<title>Google lancia la sua guida per l&#8217;ottimizzazione dei siti</title>
		<link>http://blog.imevolution.it/123/google-lancia-la-sua-guida-per-lottimizzazione-dei-siti/</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 14:55:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bove</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Navigando tra blog , forum  e siti a tema posizionamento e ottimizzazione per i motori di ricerca,  si trovano in giro tantissime utili guide su come ottimizzare e posizionare siti web,  realizzate da operatori del settore più o meno competenti. Ma ieri ho trovato davvero interessante la prima guida per l&#8217;ottimizzazione pubblicata niente di meno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Navigando tra blog , forum  e siti a tema posizionamento e ottimizzazione per i motori di ricerca,  si trovano in giro tantissime utili guide su come ottimizzare e posizionare siti web,  realizzate da operatori del settore più o meno competenti.</p>
<p>Ma ieri ho trovato davvero interessante la prima guida per l&#8217;ottimizzazione pubblicata niente di meno che da Google, sul suo <a href="http://googlewebmastercentral.blogspot.com/2008/11/googles-seo-starter-guide.html" target="_blank">blog ufficiale </a>per ora solo in Inglese ma credo che non passerà molto tempo e la avremo anche in Italiano.</p>
<p>La guida da suggerimenti e consigli sull&#8217;ottimizzazione delle pagine,  su Title, Meta Description,  Anchor Text,  Struttura del sito,  Ottimizzazione immagini e tanto altro ancora.</p>
<p>Sicuramente da leggere,  ecco il link <a href="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/search-engine-optimization-starter-guide.pdf">search-engine-optimization-starter-guide</a></p>
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		<title>Linkbaiting, Socialbaiting e Contenuto Virale</title>
		<link>http://blog.imevolution.it/113/linkbaiting-socialbaiting-e-contenuto-virale/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 08:39:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Serena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[link baiting]]></category>
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		<category><![CDATA[viral content]]></category>

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		<description><![CDATA[Se avete avuto un poco a che fare con il marketing online, se avete scritto sul web o all&#8217;interno di qualche blog, quasi certamente vi siete imbattuti in termini come linkbait, socialbait e viral content quantomeno una volta. Nonostante il loro esteso utilizzo, il loro vero significato non è stato ancora pienamente compreso. Cos&#8217;è un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se avete avuto un poco a che fare con il marketing online, se avete scritto sul web o all&#8217;interno di qualche blog, quasi certamente vi siete imbattuti in termini come <strong>linkbait</strong>, <strong>socialbait</strong> e <strong>viral content </strong>quantomeno una volta.<br />
Nonostante il loro esteso utilizzo, il loro vero significato non è stato ancora pienamente compreso.<br />
Cos&#8217;è un linkbait? Cos&#8217;è un socialbait? Cosa si intende per contenuto virale? Si tratta della stessa cosa? Rappresentano qualcosa di positivo? Di negativo? Per chi?</p>
<p><span id="more-113"></span></p>
<p>Queste sono solo alcune delle domande che girano attorno a questo argomento, e credo che potrebbe risultare interessante scrivere un articolo col tentativo di dare alcune risposte.</p>
<p>Sia chiaro che le idee che verranno di seguito presentate fanno capo esclusivamente a quella che è stata la nostra comprensione di questi concetti, ed esse, quindi, non hanno la pretesa di rappresentare la verità assoluta su questi argomenti.</p>
<h2>Linkbait</h2>
<p>La prima cosa che bisogna fare è cercare di proporre una definizione per ognuno dei tre termini.<br />
Diamo un&#8217;occhiata al modo in cui altri hanno definito il concetto di linkbait in passato.</p>
<p>Darren Rowse da Problogger ha scritto:</p>
<blockquote><p>Il termine linkbaiting sembra essere emerso più o meno negli ultimi 12 mesi ed è utilizzato dai webmaster per descrivere una varietà di pratiche &#8211; ognuna delle quali cerca di generare link in entrata verso un dato sito web o un blog da altri siti esterni.</p></blockquote>
<p>Si tratta effettivamente di un termine difficile da definire poiché copre molte pratiche differenti partendo dal competere per premi o gare, passando attraverso lo scrivere post di veemente critica verso blogger famosi con la speranza che loro rispondano linkando verso chi li attacca, e arrivando a fornire strumenti ad altri blogger o possessori di siti in modo che essi li inseriscano  all&#8217;interno dei loro portali (attraverso l&#8217;inserimento di link connessi col sito esterno di interesse).</p>
<p>In realtà il termine &#8220;<strong>linkbaiting</strong>&#8221; è un nuovo termine usato per riferirsi a qualcosa che i webmaster già facevano da molti anni. Fin dai miei primi anni come blogger, quattro anni fa, ho visto persone fare molte cose per ottenere link (anche se questo termine non veniva mai impiegato).</p>
<p>Matt Cutts, il capo del Google’s web spam team, ha scritto:</p>
<blockquote><p>a livello teorico, intendo &#8220;linkbait&#8221; qualcosa di interessante che attira l&#8217;attenzione delle persone, e che non deve essere necessariamente una cattiva cosa. Ci sono molti modi per farlo, includendo anche lavori coperti da un severo copyright per generare particolari dati, anche se può bastare essere semplicemente creativi. É sufficiente anche dire qualcosa di controverso per generare una discussione (per far durare questo metodo, però, bisogna stare attenti a non sovrautilizzarlo, altrimenti chi vi segue si stancherà). Alle volte anche una piccolissima parte di un lavoro può portare le persona a linkarvi.</p></blockquote>
<p>Stuart Brown di Modern Life is Rubbish ha scritto:</p>
<blockquote><p>Per Linkbait si intende fondamentalmente un contenuto posizionato su una pagina web &#8211; può trattarsi di un articolo, di un post in un blog, di una fotografia, o di qualunque altra sezione di ciberspazio &#8211; che e progettata con il preciso fine di ottenere link dalla maggior varietà possibile di fonti.</p></blockquote>
<p>Con il sorgere del mondo dei blog, della meritocrazia e dei siti di social bookmarking, è sufficente realizzare una pagina interessante su un sito, che qualcuno noti la suddetta pagina, e un piccolo numero di persona che condivida il link &#8211; e, prima che ve ne accorgiate, avete accumulato una gran quantità di link attraverso un&#8217;ampia varietà di siti.</p>
<p>Come potete vedere tutte queste definizioni hanno molto in comune. Riassumendo il più possibile, si potrebbe dire che un linkbait è un contenuto online (un articolo, un video, un&#8217;immagine, un gioco, o qualunque altra cosa) che è creata con lo scopo di attrarre il maggior numero possibile di link da siti esterni.</p>
<h2>Esempi di Linkbait</h2>
<p>Alle volte è più facile mostrare che spiegare a parole, quindi diamo uno sguardo ad alcuni esempi di linkbait.</p>
<p>Il primo è il cosiddetto Blogger Spelling Test. Se visitate questa pagina noterete che il quiz è stato spostato da un&#8217;altra parte, ma i vari link sono ancora lì. Yahoo! ne riporta 350.</p>
<p>Questo quiz è un esempio di sfrontato linkbait promozionale perchè finalizzato a specifici target di &#8220;linkerati&#8221; (persone che sono in grado di linkare) &#8211; ovvero i bloggers &#8211; ma anche perché subito dopo aver iniziato il gioco si è presentati con il proprio punteggio utilizzando un codice HTML, venendo incoraggiati ad inserirlo sul proprio sito. Non c&#8217;è bisogno di dire che il codice HTML arriva già provvisto di un link interno collegato al quiz.</p>
<p style="center;"><img class="alignnone size-full wp-image-114" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/mingle2quiz.jpg" alt="" width="500" height="317" /></p>
<p style="center;">
<p>Un altra prova che questo linkbait avesse uno scopo puramente commerciale deriva dal fatto che il sito principale sia un sito d&#8217;appuntamenti&#8230;</p>
<p>La maggior parte dei linkbait, comunque, non sono studiati avendo alla base questi subdoli giochi promozionali. Piuttosto essi sono creati per fornire informazioni rilevanti ai fruitori del sito nel quale vengono pubblicati. In altre parole, essi sono genuini nelle loro intenzioni.</p>
<p>Smashing Magazine illustra bene questo concetto. Spesso pubblicano ampie liste con immagini bellissime, applicazioni photoshop, particolari caratteri di stampa e cose del genere. Certamente possiamo classificare queste pratiche come linkbait, ma esse sono create con l&#8217;obiettivo principale di fornire un reale plusvalore ai fruitori del sito, e non con l&#8217;unico fine di costruire una rete di link verso altri siti.</p>
<p style="center;"><a href="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/smashinglinkbait.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-115" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/smashinglinkbait.png" alt="" width="500" height="370" /></a></p>
<p style="center;">
<p>Come qualcuno ha già probabilmente intuito, questi link basati su un valore informativo reale funzionano meglio. L&#8217;articolo 50 Beautiful CSS-Based Web-Designs nel 2006 ha attratto circa 3,000 link da quando è stato lanciato, molti di più rispetto al quiz succitato.</p>
<h2>Socialbait</h2>
<p>Il termine socialbait non è stato usato in modo così esteso, e, quindi, sono in molti a considerarlo solo come un sinonimo di linkbait. Personalmente credo che i due concetti abbiano delle differenze e, di conseguenza, essi meritano di essere classificati separatamente.</p>
<p>Ovviamente, i socialbait molto spesso tendono a comportarsi come i linkbait, perché qualcosa che é molto in voga all&#8217;interno dei social media e nei siti di social bookmarking vine molto linkata. Non è però vero l&#8217;opposto, dal momento che alcune forme di linkbait funzionano scarsamente sui social media (ne sia un esempio il quiz online di cui sopra).</p>
<p>In secondo luogo, si verificano molte situazioni in cui un blogger, o chiunqua scriva per il web, sia più interessato alla visibilità della pagina e alla quantità di traffico che nel costruire un linkbait. Un esempio può essere dato da coloro in possesso di siti corredati da modalità pubblicitarie in CPM (una forma di pubblicità pagata in base al numero di volte che compare un banner promozionale su una pagina web). Di conseguenza, egli potrebbe avere come fine quello di inserire contenuti che hanno molte possibilità di divenire popolari sui social media, ma che non devono avere necessariamente il fine di creare una gran quantità di link verso altri siti.</p>
<p>La mia definizione di socialbait è: un contenuto online (ad esempio un articolo, un video, un&#8217;immagine, un quiz, un gioco, o qualunque altre cosa) che è creata con lo scopo di ricevere la maggior quantità possibile di traffico dai blog.</p>
<h2>Esempi di Socialbait</h2>
<p>Diamo nuovamente un&#8217;occhiata ad un esempio concreto per capire il concetto. Qualche tempo fa ValleyWag ha pubblicato l&#8217;immagine intitolata &#8220;<em>13 Signs You May Be A Digg Power User</em>&#8220;.</p>
<p style="center;"><a href="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/diggpoweruser.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-116" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/diggpoweruser.jpg" alt="" width="500" height="541" /></a></p>
<p>Questo è un chiaro esempio di socialbait, perché l&#8217;articolo e l&#8217;immagine sono state specificatamente create avendo in mente un target preciso: gli utilizzatori di Digg.</p>
<p>I numeri parlano da soli. L&#8217;articolo ha ricevuto più di 2,000 visitatori abituali di Digg, 245 commenti sullo stesso sito, e sono certo che ha generato una grande quantità di traffico una volta che è stata diffuso.</p>
<p>Si è trattato di un successo anche nell&#8217;attrarre link verso altri siti? Non esattamente. Infatti Yahoo! conta solamente 145 link esterni provenienti da lì, quantità, questa, minima per un articolo che ha ricevuto più di 2,000 visitatori.</p>
<h2>Contenuti Virali</h2>
<p>Seth Godin è stato il primo ad usare il termine &#8220;virale&#8221; applicandolo a concetti riferiti al mondo online, quindi, diviene d&#8217;obbligo menzionarlo:</p>
<p>&#8220;Affinché un&#8217;idea possa essere diffusa, essa necessita di essere inviata e ricevuta.</p>
<p>Per inviare un&#8217;idea sono necessarie queste condizioni:</p>
<p><strong>a.</strong> Essa è stata capita<br />
<strong>b.</strong> Chi ne è in possesso ha intenzione di diffonderla<br />
<strong>c.</strong> Chi ne è in possesso pensa che il diffonderla farebbe aumentare il suo &#8220;potere&#8221; (reputazione, visite, amicizie)<br />
<strong>d.</strong> L&#8217;impegno necessario per diffondere l&#8217;idea è inferiore ai possibili benefici</p>
<p>Per &#8220;ricevere&#8221; un&#8217;idea sono necessarie queste condizioni:</p>
<p><strong>a.</strong> a prima vista essa sembra richiedere una più approfondita analisi<br />
<strong>b.</strong> viene subito capita l&#8217;idea di base che è necessaria per ricevere la &#8220;nuova&#8221; idea<br />
<strong>c.</strong> si ha sufficiente fiducia verso chi la invia da investire del tempo per recepirla&#8221;</p>
<p>Questo spiega perché le idee online si diffondano così velocemente e anche il perché esse siano così superficiali. Nietzsche, ad esempio, è particolarmente difficile da capire e rischioso da diffondere, quest&#8217;argomento, quindi, riuscirà solamente a muoversi in modo lento tra le persone che veramente intendono investire del tempo su di esso. Numa Numa, invece, si è diffuso come un&#8217;epidemia tossica proprio perchè era così comprensibile, abbastanza divertente e facile da condividere.</p>
<p>Per farla breve, il contenuto virale è un contenuto online (un articolo, un video, un&#8217;immagine, un quiz, un gioco, o qualunque altra cosa) che suscita particolari emozioni nelle persone, creando in loro un urgenza di condividere quel contenuto in un modo o nell&#8217;altro.<br />
Una differenza sostanziale tra il contenuto virale e il linkbait/socialbait si basa sul fatto che il primo viene fuori spontaneamente, mentre il secondo è di solito appositamente creato per adempiere ad un fine specifico.</p>
<p>Vorrei anche dire che il contenuto virale è più forte del linkbait/socialbait, esattamente perché esso fa più fortemente leva sulle emozioni della gente. Basti pensare al quiz succitato. Sicuarmente esso ha generato un linkbait di successo, riuscendo a produrre centinaia di link verso siti esterni. Ma non era virale, non faceva scattare nelle persone l&#8217;urgenza di condividerlo.</p>
<h2>Esempi di contenuto virale</h2>
<p>Un esempio classico di contenuto virale è rappresentato dal video intitolato Star Wars Kid. In esso compare un ragazzo che gioca con un bastone, e, apparentemente, il ragazzo ignora che lo stiano riprendendo.</p>
<p style="center;"><a href="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/starwarskid.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-117" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/starwarskid.jpg" alt="" width="500" height="459" /></a></p>
<p>Il ragazzo che lo ha diffuso nel web sapeva che si trattasse di qualcosa di divertente, ma non si aspettava che il video si diffondesse come un vero virus!</p>
<p>Esso ha ottenuto circa 10 milioni di visitatori su YouTube, più di 45,000 commenti, la sua pagina personale su Wikipedia, e se cercate su Google “Star Wars Kid” tra virgolette otterrete circa 370,000 risultati.</p>
<p>Questo video illustra come dei contenuti virali possano saltar fuori spontaneamente nel web.</p>
<p>Ci sono anche casi in cui qualcuno cerca di creare contenuti virali con finalità ben precise.</p>
<p>Lo stesso Seth Godin usò questa strategia quando diffuse il suo libro elettronico &#8220;<em>Unleashing the Ideavirus</em>&#8221; in internet. Era facile da capire, utile, facile da condividere (il libro era gratuitamente scaricabile), e diffondendolo le persone avrebbero accresciuto il loro &#8220;potere&#8221; (poiché altre persone le sarebbero state riconoscenti).</p>
<p style="center;"><a href="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/ideavirus.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-118" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/ideavirus.jpg" alt="" width="250" height="355" /></a></p>
<p>Il risultato? Uno dei più popolari libri elettronici mai pubblicato! Se non ne avete una copia, fate parte di una minoranza.</p>
<h2>Riassumendo il tutto</h2>
<p>A questo punto qualcuno dovrebbe chiedersi: &#8220;<strong>che relazione c&#8217;è tra questi tre concetti? Sono tra essi correlati? Sono la stessa cosa?</strong>&#8221;</p>
<p>Personalmente credo che siano concetti distinti, presentando comunque delle somiglianze che alle volte convergono.</p>
<p>Un linkbait può anche essere un contenuto virale, ma non è sempre necessariamente così.</p>
<p>Un linkbait può essere allo stesso tempo un socilabait, ma non è necessariamente sempre così.</p>
<p>Un socialbait può anche essere un contenuto virale, ma non è sempre necessariamente così.</p>
<p>Un contenuto virale, in fine, può emergere da un linkbait e da un socialbait, ma non è sempre necessariamente così.</p>
<p>Questa relazione può essere facilmente rappresentata con un diagramma Venn, come viene mostrato dall&#8217;immagine in basso:</p>
<p style="center;"><a href="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/linkbaits1-300x278.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-119" src="http://blog.imevolution.it/wp-content/uploads/linkbaits1-300x278.jpg" alt="" width="300" height="278" /></a></p>
<h2>Linkbaits, Socialbaits e Contenuti Virali sono da considerarsi pratiche buone o cattive?</h2>
<p>In fine, bisogna chiarire se queste strategie siano utili o dannose.</p>
<p>Darren Rowse, nell&#8217;articolo succitato, ha scritto:</p>
<blockquote><p>Spesso il linkbait viene descritto in termini negativi. Regolarmente vedo persone ignorare un post o un commento poiché ritenuto &#8220;solamente un linkbait.</p></blockquote>
<p>Personalmente, da un certo punto di vista, non amo il termine &#8220;Linkbaiting&#8221; poiché sembra avere una connotazione negativa. Il verbo &#8220;baiting&#8221; sembra acquistare il significato di tentar di far cadere qualcuno in trappola o di condurre qualcuno a far qualcosa che non desidera fare. Anche se queste cose possono essere vere per alcune forme di linkbaiting, non lo sono certo per tante altre.</p>
<p>Vi è un gran discutere circa il temine &#8220;linkbaiting&#8221; e circa le pratiche che, secondo alcuni, lo caratterizzano. Vi è chi afferma che si tratta solamente di un sottoprodotto per quanto riguarda la qualità dei contenuti, altri pensano che molte strategie di linkbaiting sconfinino nello spam, altri ancora definiscono il linkbait come se fosse la risposta a tutte le necessità promozionali del web.</p>
<p>La mia opinione personale sulla bontà o meno di queste pratiche è che essa dipenda dal tipo di linkbait di cui si parla. Penso che alcune tecniche in uso siano buone tecniche standard applicabili nei blog &#8211; mentre altre, che alcuni applicano con lo scopo di attrarre link, sono meramente distruttive per le comunità di blogger online e, per questo, le critico.</p>
<p>E Stuart Brown scrisse:</p>
<blockquote><p>Ovviamente, tutto dipende dal contenuto in questione e dallo scopo che lo sottende &#8211; ma un vantaggio dei social link e dei siti basati sulla meritocrazia è rappresentato dal fatto che i contenuti noiosi, inutili e non degni di nota sprofondino verso il basso, lasciando che le prime posizioni siano occupate da ciò che invece viene pubblicato di interessante e di qualitativamente rilevante.</p></blockquote>
<p>Come si può vedere non si possono dare delle risposte definitive e chiare. Tutto dipende da come vengono elaborati i contenuti (in modo da fornire un valore aggiunto o, al contrario, con il fine di ingannare la gente) e con quali intenzioni. Penso che, in linea di massima, Stuart abbia ragione quando egli afferma che é lo stesso web che regola il mercato. Vi è una meritocrazia imprescindibile, e non si possono abbindolare centinaia di milioni di navigatori esperti.</p>
<p>Penso che capire meglio i concetti di linkbait, socialbait e dei contenuti virali diviene importante ed utile per chiunque sia coinvolto con il mercato online. Quello che è necessario é essere sicuri di avvicinarsi a queste pratiche nel modo più adatto.</p>
<p>Liberamente tradotto da <a href="http://www.dailyblogtips.com/on-linkbaits-socialbaits-and-viral-content/" target="_blank">http://www.dailyblogtips.com/on-linkbaits-socialbaits-and-viral-content/</a></p>
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		<title>Cambiare Dominio? Ecco le giuste procedure da seguire per non perdere Ranking e Utenti</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Apr 2008 15:57:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bove</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Motori di Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[cambio dominio]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>A volte capita   di dover cambiare il proprio dominio, magari ottimamente posizionato e visitato,  e spostare il proprio sito su un nuovo nome a dominio,  e questa procedura non è mai facile nè indolore,  (ho avuto delle brutte esperienze anche io),  e per questo ho letto con curiosità sul <a title="Blog Ufficiale Google in Inglese" href="http://googlewebmastercentral.blogspot.com/2008/04/best-practices-when-moving-your-site.html" target="_blank">blog ufficiale di Google</a> quali procedure fare per evitare grane nel cambio di dominio.</p>
<p><span id="more-76"></span></p>
<p>Qui vi riporto quelle che secondo me sono le più importanti,   sperando che possano essere di aiuto:</p>
<ul>
<li>Sposta prima una sola cartella o un sottodominio per vedere se il redirect funziona bene,  se tutto funziona procedi con il  redirect 301 dell&#8217;intero sito e da questo  momento  indicherai a Google e agli altri motori di ricerca che il vecchio dominio non esiste più, e che al suo posto vi è il nuovo sito;</li>
<li> Non fare il redirect di tutte le vecchie pagine alla sola Home Page del nuovo sito,  questo sicuramente ti eviterà l&#8217;errore 404 ma creerà confusione nei tuoi visitatori.<br />
La procedura ottimale è quella di fare un redirect one-one, cioè da ogni vecchia pagina fare il 301 alla corrispondente  nuova pagina, e se nel nuovo sito non è presente la pagina reindirizzare gli utenti ad una pagina con contenuto simile.<br />
Questo per evitare che un utente che troverà il tuo indirizzo sui motori di ricerca (prima che questi prendano le nuove pagine cancellando le vecchie, e questo può durare alcuni mesi) , sui blog,  sui social media,  su altri siti cliccando, convinto di trovare un contenuto per lui interessante, si ritrovi senza volerlo su una pagina diversa,   che nel migliore dei casi gli farà pensare di aver sbagliato sito e che nel peggiore lo irriterà , facendolo in entrambi i casi spostare su altri siti più attinenti.</li>
<li>Controlla tutti i link interni e esterni al sito,  qui sarebbe ottimale contattare tutti i siti che hanno il link verso il tuo sito,  e chiedere loro di cambiare col nuovo URL,  se questo non è fattibile essere almeno sicuri che tutte le vecchie pagine linkate, abbiano il redirect 301 alle nuove.<br />
Controllare ovviamente tutti i link interni per essere sicuri che non ci  siano ancora link  verso pagine del vecchio dominio, (questo può essere indispensabile nel caso si siano usati url assoluti e non relativi).</li>
<li>Aggiugi il nuovo sito su <a href="http://www.google.com/webmasters/tools/?hl=it" target="_blank">Google Webmasters Tools,</a> creando anche la nuova Sitemaps, in questo modo segnalerai a Google la presenza del nuovo sito e di tutti i suoi contenuti.</li>
<li>Infine per un ulteriore controllo,  analizza su Google Webmasters Tools del vecchio e nuovo sito che tutto proceda a dovere.</li>
</ul>
<p>Avete ulteriori suggerimenti?</p>
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		<title>Come far indicizzare tutte le pagine del sito</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jan 2008 09:01:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bove</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[indicizzazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Molto spesso su Forum per webmaster viene chiesto il motivo per cui molte pagine dei siti non sono indicizzate dai motori di ricerca (Google in primis), cerco di fare un elenco dei fattori che secondo me possono aiutare l&#8217;indicizzazione di tutte le pagine di un sito (non sono in ordine di importanza): 1. Struttura Pagine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molto spesso su Forum per webmaster viene chiesto il motivo per cui  molte pagine dei siti non sono indicizzate dai motori di ricerca (Google in primis),   cerco di fare un elenco dei fattori che secondo me possono aiutare l&#8217;indicizzazione di tutte le pagine di un sito (non sono in ordine di importanza):</p>
<p>1. <strong>Struttura Pagine  :</strong></p>
<ol></ol>
<ul>
<li>Il tag &#8220;Title&#8221; dovrebbe essere unico (originale) per ogni pagina ,  ovviamente deve essere attinente al contenuto della pagina;</li>
<li>&#8220;Meta Description&#8221; dovrebbe essere unico (originale) per ogni pagina, e deve rappresentare un sunto di quello di cui si parla nella pagina;</li>
<li>Evitare  Menu in flash e  javascript che non sono spiderabili dai motori di ricerca,  sarebbe l&#8217;ideale avere menu testuali;</li>
<li>Utilizzare URL lineari  (con al massimo 1/2 variabili),  infatti con url piene di variabili  gli spider si trovano in grandissima difficoltà,  per ovviare a questi problemi è utile usare l&#8217;URL Rewrite.<br />
(http://www.miosito.com/pagina.php?variabile1=xx&amp;variabile2=xx&amp;varibile..  sconsigliato<br />
http://www.miosito.com/ricette/ricette-cucina/primi.htm   consigliato)</li>
</ul>
<p>2. <strong>Contenuti</strong>:</p>
<ul>
<li>Avere contenuti originali,  copiare totalmente o parzialmente contenuti da altre pagine non farà altro che far girare al largo gli spider.</li>
<li>Aggiornare spesso i i contenuti,  più una pagina è aggiornata più passeranno gli spider;</li>
</ul>
<p>3. <strong>Links:</strong></p>
<ul>
<li>Ottenere Link da siti a tema che abbiamo alto Trust  (importanza).<br />
L&#8217;ideale sarebbe avere link verso pagine interne del sito e non solo verso la HOME.</li>
</ul>
<p>4. <strong>Strumenti per Webmaster di Google:</strong></p>
<ul>
<li>Usare e proporre a Google la sitemap del sito (file XML),  in questo modo si aiuta il motore di ricerca a trovare tutte le pagine, anche quelle più remote.</li>
</ul>
<p>5. <strong>Hosting:</strong></p>
<ul>
<li>Utilizzare un Hosting ben configurato e veloce,   infatti gli spider dei motori di ricerca si trovano molto in difficoltà con pagine lente.</li>
</ul>
<p>E Voi avete altri accorgimenti per far indicizzare la meglio tutte le pagine del vostro sito?</p>
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