“Il declino del guest blogging a fini SEO” è davvero la fine?

In più occasioni abbiamo affrontato l’argomento del guest blogging…. abbiamo cercato di spiegarlo in un articolo molto dettagliato (che consiglio di rileggere qui ) e ne abbiamo sottolineato il valore e le “insidie” nascoste, soprattutto dopo l’avvento di Penguin e alla luce degli annunci ufficiali di Matt Cutts (qui).

Ieri (20 Gennaio 214) Matt Cutts ha “rincarato la dose” sull’argomento, postando un articolo che pone l’accento sul declino del guest blogging a fini SEO.

Ma è proprio così? Vediamo cosa ha scritto il guru, estrapolando le parti salienti del suo post.

Chi utilizza il guest blogging come un modo per ottenere link nel 2014 dovrà probabilmente fermarsi. Perché? Perché da tempo è diventata una pratica sempre più spammosa. Fino a poco tempo fa, il guest blogging era una pratica rispettabile, ma non è più così. Ho ricevuto di recente una mail di spam (proposta di guest blogging) nella quale si offriva del denaro in cambio di link dofollow, quindi di link che passano page rank. Questa è una chiara violazione delle linee guida di Google.

[…] Siamo arrivati a un punto in cui si acquistano esternamente guest post e si scrivono articoli su come automatizzare il guest blogging.

[…] In generale, non consiglierei di accettare guest post su un blog, a meno che non siate disposti a garantire per qualcuno di persona, o non li conosciate bene. Allo stesso modo, non consiglierei di fare affidamento sul guest posting o sui siti di guest blogging come strategia di Link Building.

Alla luce di quanto detto finora, possiamo affermare che il guest blogging sia davvero morto? Probabilmente no, va solo fatto con MOLTA MOLTA CAUTELA, ma questo lo si sapeva già:-).

Lo stesso Matt Cutts ripercorre, nel suo articolo, lo storico dei video nei quali aveva risposto a domande sul guest blogging. Riascoltandoli dettagliatamente vengono fuori alcuni punti fermi che da sempre sono alla base del guest blogging e che, in parte, avevamo già illustrato.

 

  • I guest post devono essere post di qualità. Se si propone la pubblicazione di articoli spinnati o di bassa qualità, su siti/blog considerati SPUN blogs – dove i bloggers non scrivono articoli reali – tutto ciò viene interpretato come indicatore di bassa qualità (video integrale).
  • Alla domanda “Come è possibile ospitare guest post sezza che essi diano l’impressione di essere link acquistati?” Matt Cutts risponde come segue: quando Google ha a che fare con una spam report analizzato manualmente dal team, distingue chiaramente tra un guest blog occasionale e chi invece pratica il pay-per-links- su larga scala. Quali sono i criteri per diversificarli? Se si sta pagando per i link, generalmente si ha a che fare con post irrilevanti o fuori tema (rispetto allo stesso blog). É molto probabile che ci si imbatta in anchor text ricchi di keywords….Esisto uno spettro di qualità che Google segue per classificare i link. Esistono: i link acquistati; i siti di article marketing dove chi si propone non ha alcuna relazione con il blog, (semplicemente scrive un post di 500 parole ed embedda, all’interno del contenuto o nella bio, il suo anchor text ricco di keyword); il guest blogging di bassa qualità e poi ci sono i guest post di alta qualità. In questo caso dei veri esperti si propongono per offrire dei contenuti validi e rilevanti su un determinato argomento (video integrale).
  • Nel tempo è cresciuto lo scetticismo nei confronti del guest blogging ed è chiaro che ci siano molti siti di guest blogger di bassa qualità. C’è gente che cerca di automatizzare il guest blogging, di abusarne o di ottenere link senza fare il minimo sforzo, senza cercare di guadagnare davvero quei link. Non è il caso di mandare migliaia di mail offrendo guest post. Non è il caso di proporre lo stesso articolo su due blog differenti. Non consiglio di spinnare il medesimo articolo (video integrale)

 

Lo stesso Matt Cutts conclude il suo articolo affermando che ha modificato il titolo del suo post per rendere ancora più chiaro il concetto di cui si sta parlando, ovvero il guest blogging con scopi SEO. E che in realtà esistono ancora molte buone ragioni per fare guest blogging (esposizione, branding, maggiore portata, community,…).

É evidente che si deve agire con molta cautela poiché esistono numerosi siti di bassa qualità che utilizzano il guest blogging come strategia di link building.

Ora, alla luce di quanto riportato, non credo ci sia bisogno di aggiungere altro! Il “mestiere” dei SEO non è cambiato di molto dopo questo articolo :-)

Fonte ufficiale: clicca qui

POST AGGIORNATO

Matt Cutts torna a parlare del guest blogging…. É di oggi 19 Marzo 2014 il suo annuncio ufficiale che recita testualmente:

“Today we took action on a large guest blog network. A reminder about the spam risks of guest blogging: http://goo.gl/cnkoFA

Ovvero, Google ha ufficialmente intrapreso delle azioni contro un guest blog network e ha rimandato al suo post dettagliato, di cui ci siamo occupati in questo lungo articolo e che vi invito a rileggere.

Nonostante Matt Cutts non abbia specificato nel suo tweet di quale network si trattasse, poche ore dopo è stata la stessa Ann Smarty, fondatrice di MyBlogGuest, ad aver twittato ufficialmente “[Official] Even though has been against paying for links (unlike other platforms), @mattcutts team decided to penalize us…”

Ovvero, anche se myblogguest è stato contro i link a pagamento (diversamente da altre piattaforme), il team di mattcutts ha deciso di penalizzarci.

Si tratta della prima vera forma di penalizzazione contro ciò che Google considera un “guest blog network”. La conseguenza è stata di grande impatto dal momento che My Blog Guest non appare più nella prima pagina dei risultati di ricerca con il suo nome.

Non è ancora chiaro se Google abbia penalizzato anche i siti che facevano parte del network e che venivano utilizzati a tutti gli effetti da “publisher” e “SEO company”….

 

 

 

Commenti di ““Il declino del guest blogging a fini SEO” è davvero la fine?”:

  1. Il guest blogging a fini SEO: cos'è e come avere successo! - IM Evolution Blog

    […] gli ulteriori aggiornamenti qui […]

  2. Mosaikoweb

    Google continua a odiare i link frutto di gli accordi commerciali.
    I network di guest blogging non fanno altro che riproporre quello che una volta ero lo “scambio link”. E sappiamo come Google ha già reagito a questo tipo di “falsificazione” dei link.

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