Il Guest blogging dopo Penguin

In un vecchio articolo del nostro blog abbiamo già approfondito il discorso del guest blogging, esaminandone le principali caratteristiche e le opportune metodologie da applicare (clicca qui per approfondire).

Pertanto, non ritorneremo a parlare dettagliatamente dell’argomento, ma alla luce di quanto accaduto con le varie penalizzazioni post Penguin cercheremo di capire se ha ancora senso utilizzare il guest blogging come strategia di web marketing.

Partiamo da un presupposto: chi pensa che la link building sia morta, si sbaglia!

I link dofollow che puntano verso un dato sito web sono ancora, insieme ad altri fattori, gli “strumenti” che più di altri influiscono nel trust di un sito, consentendogli di “scalare” le posizioni nelle SERPs.

Penguin non ha ammazzato i link, ha semplicemente decretato la fine delle “scorrette” strategie di link building, quelle che lo stesso Google definisce come strategie di link spam (ne sono un esempio le miriadi di mail spedite tramite WMT ).

Quali sono i link spam? Su questo argomento ci sarebbe molto da dire ma affronteremo il discorso in separata sede:-)

Per ora ci basta sapere che per definizione i link spam sono, da sempre, tutti quei link che Google considera “innaturali” in altre parole non spontanei, artefatti e quindi creati ad hoc da un SEO, un webmaster, etc…

Detto ciò, alla domanda: “si può ancora sfruttare il guest blogging nel web marketing?” rispondiamo: assolutamente sì.

Il guest blogging è ancora uno strumento valido per “scovare” e ottenere back link con tag dofollow verso un dato sito. È evidente, però, che chi prima utilizzava il guest blogging alla stregua dell’article marketing deve completamente rivedere la sua strategia.

Il guest blogging ci dà la possibilità di sfruttare gli spazi messi a disposizione dai blogger per pubblicare contenuti con link, su siti a tema, ma ovviamente non si deve esagerare! Il tutto deve sembrare assolutamente naturale

Cosa si deve evitare:

Il guest poster, ossia chi propone un guest post per la pubblicazione, deve avere dei semplici accorgimenti, che sono sempre stati alla base della SEO, ma che ora, dopo l’avvento di Penguin, assumono una valenza più forte poiché si ha a che fare con un vero e proprio algoritmo che colpisce tutti e indistintamente senza dare possibilità di replica.

Vediamoli in dettaglio:

  • evitare dei link con anchor text nel contenuto del post proposto. É preferibile lincare l’url estesa di un dato sito o, meglio ancora, un’intera frase o il clicca qui;
  • evitare un numero elevato di deep-link verso una data pagina: “troppi” link verso una medesima pagina interna sono molto sospetti agli occhi di Google e anche in questo caso è preferibile lincare l’url estesa o il clicca qui.
  • Evitare pubblicazioni frequenti con link che puntano verso uno stesso sito. Il numero di link ricevuti da un dato sito, in un dato arco di tempo, resta uno dei fattori di alert;
  • Evitare di “forzare” l’inserimento del link. Il link soprattutto se presente nel contenuto del post, e non nella bio, deve sempre sembrare il più naturale possibile, quindi ben contestualizzato.
  • Evitare di proporre e contenuti poco argomentati, scritti con il solo scopo di inserire un link. Tutti i post pubblicati devono essere di qualità: corretti grammaticalmente e sintatticamente; ricchi di dettagli, accompagnati da foto e video ove possibile. Ovviamente originali, ossia non duplicati né tanto meno spinnati!

Ricordiamo sempre che i risultati che Google restituisce per una data ricerca hanno lo scopo di soddisfare il più possibile l’utente. Scrivere contenuti dettagliati che presentino un link di rimando, dall’apparenza per nulla “spammoso”, che avvalori quanto scritto non indurrà Google ad alcuna penalizzazione.

 

Aggiorniamo l’articolo con l’annuncio ufficiale fatto da Matt Cutts dopo l’ultimo aggiornamento di penguin, a proposito del “Guest Blogging for links”.

Come sempre gli annunci di Matt Cutts sono piuttosto evasivi e dicono tutto e niente. In questo caso però ribadisce alcuni concetti importanti che davamo ormai per scontati.

Riportiamo alcuni stralci salienti del discorso:

1. “If  you’re a high quality writer […] it can be a good win for the person who hosts that. […] And it can be a great way for maybe someone who isn’t quite as wee-known but writes really, really well to get to be known a little bit better.”

La pubblicazione di un guest post, purchè sia di qualità, ha un valore duplice: conviene sia a chi lo pubblica (arricchisce il proprio blog con contenuti validi) sia a chi lo propone (per farsi maggiormente conoscere). L’elemento qualità, però, è imprescindibile. Del resto il riferimento a high quality writer, è evidente ed è un pensiero che ci proietta immeditamente verso la nuova frontiera del Google Authorship.

 2. “Sometimes it get taken to extremes,” he says. “You’ll see people writing…offering the same blog post multiple times or spinning the blog posts, offering them to multiple outlets. It almost becomes like low-quality article banks.”

Anche il guest blogging viene estremizzato. È chiaro che bisogna evitare contenuti spinnati o riproposti più volte perchè vengono subito etichettati come low quality articles.

3.  “When you’re just doing it as a way to sort of turn the crank and get a massive number of links, that’s something where we’re less likely to want to count those links” .

Se si creano contenuti con il solo scopo di inserire un massiccio numero di link è chiaro che Google è meno propenso a considerarli.

Commenti di “Il Guest blogging dopo Penguin”:

  1. Jonathan

    Ottimo post!
    Spero di fare cosa gradita nel segnalare che mi sono occupato di tradurre il video di Matt Cutts per intero: http://www.thanx.it/seospecialistblog/guest-blogging/il-guest-blogging-secondo-google/

  2. “Il declino del guest blogging a fini SEO” è davvero la fine? - IM Evolution Blog

    […] In più occasioni abbiamo affrontato l’argomento del guest blogging…. abbiamo cercato di spiegarlo in un articolo molto dettagliato (che consiglio di rileggere qui ) e ne abbiamo sottolineato il valore e le “insidie”nascoste, soprattutto dopo l’avvento di Penguin e alla luce degli annunci ufficiali di Matt Cutts (qui). […]

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