I Link non sono tutti uguali

10 ILLUSTRAZIONI  SULLA VALUTAZIONE DEI LINK DA PARTE DEI MOTORI DI RICERCA

Nel 1997 i fondatori di Google crearono un metodo algoritmico per determinare l’importanza e la popolarità basandosi su alcuni principi chiave:

*  i link presenti su internet possono essere interpretati come voti dati dalla fonte per gli utenti
*  inizialmente tutti i link sono considerati uguali
* nel corso dell’esecuzione dell’algoritmo in un grafico dei link, le pagine che ricevono più link diventano più importanti
*  i voti che la pagina ottiene sono una funzione dell’importanza della pagina, divisa per il numero di voti/link ottenuti

Questo algoritmo ovviamente era Pagerank e cambiò il corso della ricerca nel web, premiando i primi sforzi di Google per quanto riguarda la qualità e la rilevanza nei risultati. Non appena si diffuse la conoscenza di Pagerank, coloro che avevano un interesse acquisito nell’influenzare il posizionamento (gli esperti Seo) trovarono il modo di sfruttare questa informazione per i loro siti e le loro pagine.
Ma Google non è rimasto fermo e non ha dormito sugli allori per quanto riguarda l’analisi dei link. Si è innovato, sfruttando segnali come l’alchor text, la fiducia, gli  hubs e autorità, modellando gli argomenti e  persino l’attività umana per influenzare il peso che un link potrebbe avere. Anche in questo caso, sfortunatamente , molti esperti Seo non sono ancora consapevoli di questi cambi e del loro impatto sul marketing esterno e sulle migliori pratiche di acquisizione di link.

In questo post spiegherò  dieci principi sulla valutazione di un link che si possono osservare, testare e in alcuni casi anche brevettare.
Vorrei ringraziare in particolar modo Bill Slawsku della Seo by the Sea, i cui recenti post  Modello di internauta Ragionevole di Google e Cosa rende un sito buono per gli spider dei motori di ricerca? sono stati catalizzatori e (fonti) per questo post.
Mentre leggerete i 10 punti seguenti, per favore non prendeteli come regole rigide e fisse. Essi sono, secondo il nostro punto di vista, accurati in quanto  basati sulla nostra esperienza, i nostri test e la nostra osservazione, ma come per tutte le cose in ambito Seo, sono delle opinioni. Invitiamo ed esortiamo pertanto i lettori a testarli loro stessi. Non c’è niente di meglio nel  mondo Seo che uscire e sperimentare.

#1 : I link che si trovano più in alto nel codice HTML ottengono voti più potenti
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Ogni qual volta noi (o molti altri Seo con cui abbiamo parlato) facciamo dei test su elementi di pagine o link in ambienti possibilmente controllati del web, ci accorgiamo che i link che si trovano più in alto nel codice HTML di una pagina sembrano avere più capacità di posizionamento /più valore rispetto a quelli situati più in basso. Questo sicuramente si adatta all’applicazione del brevetto di Google recentemente fornito – Documenti di Posizionamento basati sul comportamento dell’utente e/o sui  Feature Data, che suggeriva un numero di elementi che  possono essere considerati nel modo in cui le metriche dei link vengono passate.
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Chi ha fatto dei test si è anche trovato spesso a lottare contro il potere del fenomeno  “il link più alto vince”, e ci può volere una quantità sorprendente di ottimizzazioni on page per superare il potere che un link più alto porta con se.

#2 I link esterni sono più influenti dei link interni

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La cosa forse sorprende un pò, ma se vi ricordate, il concetto originale di Pagerank non menziona affatto che link esterni contino in maniera differente rispetto ai link interni. E’ abbastanza probabile che altri criteri, creati più recentemente (post-1997) premino di più i link esterni rispetto a quelli interni. Potete vedere questa cosa nei dati di correlazione nel nostro post di qualche settimana fa in cui si notava che l’esterno mozRank ( il “Pagerank” mandato da pagine esterne) aveva una correlazione maggiore con i posizionamenti rispetto al mozRank standard (PageRank)
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Non credo sia azzardato immaginare che Google calcoli/analizzi separatamente il Pagerank esterno e quello interno e che potenzialmente li usi in maniera diversa per la valutazione delle pagine nei rankings.

#3. I link da domini unici valgono di più dei link da siti che ci hanno già linkato

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Parlando di dati di correlazione, non c’è correlazione migliore ai posizionamenti nei risultati di Google del numero di domini unici che contengono un link esterno alla data pagina. Questo suggerisce fortemente che un elemento di diversità sia in gioco nel sistema di ranking e che sia meglio avere 50 link da 50 domini diversi che avere 500 link in più da un sito che ci ha già linkato. E’ curioso vedere nuovamente come l’algoritmo originale di Pagerank non prevedesse ciò, il che spiegherebbe come mai i link sitewide da domini con molte pagine a Pagerank alto funzionavano così bene nei primi anni dopo il lancio di Google.

#4: I link da siti più vicini a  Seed Set sicuri  hanno più valore

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Abbiamo parlato precedentemente di Trustrank su Seomoz e abbiamo fatto genericamente riferimento alla ricerca di Yahoo : Combattere lo spam con il Trustrank.
Ad ogni modo Google  avrà di sicuro fatto un sacco di ricerche dal canto suo e questa applicazione del  brevetto nel selezionare i  siti seed  in trust  rivela sicuramente il bisogno continuo e il valore di questa metodologia.
Il punteggio mozTrust di Linkscape funziona esattamente in questo modo, usando un algoritmo simile a Pagerank che ha lo scopo di portare il succo dei link da siti Seed sicuri invece che uniformemente da tutto il web.

#5:  I link all’interno di contenuti originali hanno più valore di quelli contenuti nel Footer/Sitebar/Navigazione

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Documenti come il Vips della Microsoft (Segmentazione della pagina basata sulla visione), il documento di Google sul ranking basato sulla distanza semantica e il recente articolo sull’Internauta Ragionevole suggeriscono tutti che dare maggior valore ai link da contenuto rispetto a quelli delle sidebar o dei footer può avere  un impatto positivo netto per evitare spam e manipolazioni. In quanto webmasters ed esperti Seo, possiamo sicuramente attestare il fatto che moltissimi link a pagamento si trovano proprio in queste sezioni di sito e che ottenere link non naturali all’interno di contenuti è molto più difficile.

#6: Le parole chiave nel testo HTML hanno più valore di quelle contenute nell’Alt di immagini linkate.

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Questo punto non trova alcuna conferma in nessun documento o brevetto (che io sappia), ma i nostri test ( e i test di altri)  hanno dimostrato  che l’anchor text  linkato in html è in qualche modo più potente o è valutato meglio rispetto a quello presente nell’attributo alt di link da immagini. Questo non significa che bisogna smetterla ed abbandonare i link da immagini, dai badge o da attributi Alt.
L’importante è essere coscienti che Google sembra avere questa propensione (forse sarà momentaneo)

#7: I Link da siti in trust più importanti e popolari hanno più valore  (anche se da pagine meno importanti)

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Probabilmente abbiano tutti provato la spiacevole sensazione di vedere un competitor superarci, nonostante avesse meno link e questi link sembrassero arrivare da pagine meno potenti delle nostre. Ciò può essere spiegato  in qualche modo dal fatto che il valore (trust) di un dominio passa  valore attraverso un link che potrebbe non essere completamente riflesso   nelle metriche del page-level.
Esso può anche aiutare i motori di ricerca a combattere lo spam e fornire in generale risultati più sicuri.
Se i link da siti che raramente linkano  robaccia passano molto più valore rispetto a quei siti il cui modo di linkare nel web potrebbe essere complessivamente discutibile, essi possono controllare molto meglio la qualità.

#8:  I link che contengono Tags con Noscript  trasmettono meno (e probabilmente nessun) valore

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Con gli anni, questo fenomeno è stato riportato e contraddetto svariate volte. I nostri test hanno sicuramente suggerito che i link noscript non passano valore, ma ciò potrebbe non essere vero in tutti i casi. Ecco perché abbiamo incluso l’abilità di filtrare i noscript in Linkscape, ma la quantità di link  contenuti in questo tag  in tutto il web è abbastanza bassa.

#9: Un’esplosione di nuovi link potrebbe consentire a un documento di superare  la concorrenza più forte temporaneamente (o per sempre)

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A parte l’algoritmo QDF di Google ( La domanda merita freschezza), che potrebbe valutare contenuti recentemente creati e linkati-a in alcune ricerche di tendenza, sembra che il motore usi anche segnali temporali per i link, per valutare sia lo spam/manipolazione sia le pagine “buone” che guadagnano un gran numero di referenze in un breve periodo di tempo.  Il brevetto di Google sul Recupero di Informazioni basato su Dati storici inizialmente suggeriva l’uso di dati temporali, ma il modello è stato probabilmente rivisto  e raffinato da allora.

#10: Le pagine che linkano a Webspam potrebbero svalorizzare gli altri link che esse ospitano

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Sono rimasto affascinato nel vedere gli esperimenti di Richard Baxter a proposito di questo nel suo post: Penalizzazione di Google sul Page Level per commenti spam.
Da allora, dò un’occhiata ad alcuni post su blog popolari e di valore che hanno ricevuto in maniera simile spam molto intenso e, guarda un pò, il modello sembra verificabile.  I Webmaster dovrebbero avere l’accortezza di rimuovere costantemente lo  spam per evitare l’insorgere di penalizzazioni potenziali di ranking da parte di Google (e la possibile perdita di valore dei link).

Ma che dire del classico Pagerank, del cui punteggio otteniamo un piccolo sentore dai pixel verdi della toolbar di Google? Mi viene da supporre che mentre molte (forse tutte) delle caratteristiche dei link di cui abbiamo parlato sopra trovano la loro strada nel processo di posizionamento, il PR è rimasto relativamente invariato nel suo concetto originale.
Il mio ragionamento? Seomoz ha il suo mozRank, che è correlato molto bene alla toollbar del PR  ed è calcolato in maniera molto simile a quella del documento originale di Pagerank. Se dovessi provare ad indovinare (e ci sto veramente provando) direi che Google ha mantenuto il PR classico perché trova il singolo euristico (n.d.t. tipo di algoritmo) utile per alcuni scopi (probabilmente per la priorità di crawling e di indicizzazione) ed ha adottato molte più metriche da inserire nella torta dell’algoritmo.

Come sempre, aspettiamo di ricevere i vostri feeedback e speriamo che qualcuno di voi accolga la nostra sfida di testare sui vostri siti o in ambienti di test e di farci un report delle vostre scoperte.

ps.
Ho finito questo post alle 3 del mattino circa (ed ho una riunione domattina), perciò vi prego di scusare gli errori di battitura o la mancanza di link. Per fortuna Jen correggerà tutto domattina.

Liberamente tradotto da:  All Links are not Created Equal: 10 Illustrations on Search Engines’ Valuation of Links

Le immagini sono copyright di: http://www.seomoz.org/

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